Killers of the Flower Moon: il personaggio di DiCaprio è esistito?

Scorsese torna in scena mescolando la sua storia, con attori come DiCaprio e De Niro, alla storia western e a fatti di cronaca degli anni ‘20. Ciascun personaggio vive e ci rende partecipe del passato. E se persino Ernest Burkhart (Leonardo DiCaprio) non fosse poi solo un personaggio?
Leonardo DiCaprio è Ernest Burkhart in Killers of the Flower Moon

Con Killers of the Flower Moon, Martin Scorsese torna sul grande schermo portando sotto i riflettori tanto una storia avvincente, ricca di valori, di denuncia e critica, quanto, per la prima volta, i suoi due grandi attori cult in un’unica pellicola: Leonardo DiCaprio e Robert De Niro. 

Proviamo a contestualizzare geograficamente, storicamente e politicamente la narrazione. Oklahoma, anni ’20: il primo ‘900 è segnato dalla scoperta della presenza di petrolio nella riserva della nazione Osage, dove l’omonima tribù si era stabilita legittimamente anni prima, attraverso un accordo con il governo federale, poco dopo essere stata cacciata dalle propria terra d’origine. Nel 1906 un ulteriore accordo governativo sancisce la suddivisione in parti uguali delle proprietà minerarie per ciascun membro della tribù. Un “diritto di testa” passabile in eredità anche a membri non Osage del proprio nucleo familiare. La storia muta quando nel 1921 gli interessi economici divengono così straripanti che il governo stabilisce la necessità di eleggere tutori bianchi capaci di gestire le fortune della tribù Osage.

Scorsese si affida alla penna dell’omonimo romanzo Killers of the Flower Moon di David Grann, nome con cui tornerà a collaborare anche sul suo prossimo film di recentissima conferma, in cui le vicende realmente accadute in Oklahoma, con omicidi misteriosi, spargimenti di sangue ed inganni continui, trovano il compimento assoluto nella storia di Ernest Burkhart, magistralmente interpretato da DiCaprio. Ma un personaggio di tale calibro, sarà realmente esistito?

E’ il 1912 quando Ernest Burkhart si trasferisce con suo zio, William Hale (Robert De Niro), a Grey Horse, poco distante dalla contea di Osage. Se Hale ci appare come un ricco allevatore locale, con forti interessi bancari e commerciali, noto anche come “Re delle Osage Hills” per il suo forte ascendente alla leadership; Burkhart si rivela uno scapolo imbruttito dalla guerra e alla ricerca di una direzione lavorativa di successo, impiegando, così, le sue forze come assistente dello zio e tassista in cerca di riscatto. (Ora però fate attenzione, perché quanto segue contiene SPOILER sugli sviluppi del film: se non l’avete ancora visto, siete avvertiti).

In verità De Niro altri non è che un complottista e un omicida, che vede nella comunità Osage la più grande occasione di arricchimento della sua esistenza. DiCaprio diviene parte del piano, prendendo in moglie Mollie Kyle, una Osage purosangue (interpretata dalla grande rivelazione Lily Gladstone), e strutturando uno sterminio silenzioso e mascherato di vari membri della tribù, ricordato in storia col nome di Regno del Terrore.

Più componenti della famiglia Kyle sparivano, più il bottino Burkhart-Hale sarebbe cresciuto in altezza e larghezza. Gli interventi di un embrionale FBI mettono alle strette questa terrificante storia, attraverso varie confessioni e ricostruzioni del caso. Gli arresti di Hale e Burkhart sanciscono la parola fine ad un simile scempio storico, senza purtroppo ridare giustizia ad uno spargimento di sangue di un tale spessore.

DiCaprio non si ritroverà semplicemente ad interpretare la capillare follia e cinica sete di potere che ha attanagliato il personaggio Ernest Burkhart, ma la persona vera e propria Ernest Burkhart. Vero quanto la storia narrata e quanto la forte ed ampia critica che emerge minuto dopo minuto in una pellicola che conferma lo straripante successo di una mente geniale come quella di Scorsese. A Cannes ne avevamo previsto le potenzialità, recensendolo come un prodotto “in grado di mettere in luce l’elefante nella stanza”.

Se non hai ancora visto Killers of the Flower Moon, è tempo di gustarlo in sala con la massima calma e l’infinita voglia di partecipare ad un pezzo di storia!

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