Jurassic World, recensione: i T-Rex sono i nuovi disoccupati

Con l’arrivo del nuovo anno, le piattaforme streaming si arricchiscono di nuovi film. Da lunedì 1 gennaio, infatti, Jurassic World sbarca Prime Video per tutta la famiglia. Il titolo rappresenta il sequel della trilogia di Steven Spielberg, intitolata Jurassic Park, e questa è la nostra recensione.
Bryce Dallas Howard, Chris Patt, Nick Robinson e Ty Simpkins in una scena del film Jurassic World

Quel simpatico mattacchione di Steven Spielberg, a inizio anni ’90, si è immaginato come potesse essere la convivenza tra l’uomo e le creature odierne con quelle preistoriche, come i dinosauri. Dopo aver diretto i primi due capitoli dell’iniziale trilogia di Jurassic Park, lasciando la regia del terzo capitolo a Joe Johnston, sarà Colin Trevorrow a portare in scena Jurassic World, il film sequel della trilogia, ambientato diversi anni dopo in un luogo, comunque sia, riconoscibile da tutti i fan. Da lunedì 1 gennaio, il titolo è arrivato sui nostri piccoli schermi, arricchendo la piattaforma streaming Prime Video. Scopriamo di più!

Jurassic World, la trama

L'Indominus Rex in una scena del film Jurassic World

Siamo ad Isla Nublar. Immaginiamo ve la ricordiate. L’isola che cullava il sogno di John Hammond: quello di aprire un parco a tema, il più possibile sicuro, in cui con le creature del periodo geologico giurassico e cretaceo fossero le protagoniste. Sono passati ben ventidue anni dall’incidente al Jurassic Park, eppure l’esperienza sembra non essere mai abbastanza, se ancora si commettono gli stessi errori. Uno di questi è il più evidente, ossia unire forme di vita che, per qualche evidente ragione, non possono coesistere. Che dite? Ci sarà un motivo? Un altro è un mero problema di sicurezza, evidentemente insufficiente.

La capo responsabile del parco, Claire, riceve in visita i suoi nipoti Gray e Mitchell, nonostante sia immersa dal lavoro. Le cose vanno meno bene, poiché il mondo, dopo tanti anni – anche se sembra assurdo – si è abituata alla presenza dei dinosauri. Gli incassi calano e, per tentare di risollevarli, chiede al dottor Henry Wu di creare un nuovo dinosauro con il DNA di vari predatori preistorici. Ed ecco a voi l’Indominus Rex! Claire, poco prima che il peggio debba ancora succedere, chiede aiuto ad una sua vecchia fiamma, l’ex marine Owen Grady, che ora addestra un gruppo di velociraptor.

Un sequel che sa di remake

Ty Simpkins, Bryce Dallas Howard, Nick Robinson e Chris Patt in una scena del film Jurassic World

Il film fa il suo. A chi scrive è piaciuto abbastanza. Senza dubbio il migliore della trilogia sequel, a discapito, del terzo ed ultimo film, Jurassic World – Il dominio. Ma, ad essere onesti, è piaciuto anche per via del suo essere abbastanza spilberghiano, anche se con più di vent’anni in più. I riferimenti sono chiaramente espliciti, e ci mancherebbe altro, per carità. La riproposizione dell’isola è fedele, così come il concetto del parco stesso, tra lo zoo e il safari. Solo che le dinamiche ricordano molto il primo film della prima trilogia. E anche gli stessi personaggi ad essere onesti.

Partiamo, banalmente, dalla coppia di fratelli, nipoti di Claire, che nel film del ’93 erano sorella e fratello, sempre nipoti del responsabile del parco, che in quel caso era loro nonno. Owen non sarà un paleontologo, ma ha a che fare con i dinosauri. La dinamica degli eventi è simile. La tematica della coppia amorosa sembra essere un obbligo e, inutile negarlo, perlomeno nella sua prima frazione, anche se in una chiave moderna, la somiglianza c’è. Insomma, alla luce di ciò, la considerazione che potrebbe essere fatta è che il film, per quanto sia chiaramente un sequel, ha le caratteristiche adatte per essere considerato un remake.

Tutto passa di moda

Blue in una scena del film Jurassic World

Jurassic World, per certi versi, rappresenta il periodo storico che stiamo vivendo. Ma che, a dirla tutta, si vive dallo sfrenato consumismo degli anni’80 e del modello capitalistico, nonostante questo sia nato ben prima. Ma in che senso, vi starete domandando? Beh la trama del film porta in scena il concetto per il quale tutto passa di moda e, dunque, vanno “instaurate” (o, in questo caso “generate”) nuove mode. D’altronde, viviamo nell’epoca della precarietà dei consumi e dell’attenzione verso qualcosa. Non nel senso che non si consuma più o che non si recepiscano le notizie, ma semplicemente hanno vita breve.

Sì perché, una volta comprato un prodotto, non passa molto tempo prima che si voglia quello nuovo e più bello. E la stessa cosa con l’interesse per i fatti di cronaca. L’attualità e la vita di una notizia dura, finché non ne esce un’altra più – ma spesso, purtroppo, meno – grave, che distolga l’attenzione da quella precedente. Tutto questo per dire che sì, Claire, la protagonista femminile del film, ha ragione. I “vecchi” dinosauri non vanno più così tanto di moda, bisogna crearne di nuovi, che siano ancora più spaventosi e che vendano. Claire, grazie per aver riportato simbolicamente la realtà!

Detto questo, vi consigliamo di vedere, o rivedere, per chi non lo avesse già fatto, Jurassic World che, come già detto, trovate sulla vostra tv sulla piattaforma di Prime Video. Ma se proprio non dovesse piacervi, o non aveste l’abbonamento, allora non vi resta che scoprire le migliori uscite al cinema del 2024.

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