Into the Wild, chi era Christopher McCandless? La triste storia vera

Il film scritto e diretto da Sean Penn nel 2007 è ormai celebre nell’immaginario collettivo e ha permesso di conoscere da vicino l'incredibile storia di Chris McCandless. La vicenda dell’uomo interpretato da Emile Hirsch, però, non è frutto della fantasia. Ecco chi era davvero McCandless e come è vissuto prima di affrontare Le terre selvagge.
Chris McCandless ed Emile Hirsch in una scena del film Into the Wild

Questa sera, 17 gennaio 2024, in seconda serata su Rai Movie (canale 24) va in onda Into the Wild – Nelle terre selvagge. Il drammatico film di Sean Penn, con l’incredibile colonna sonora di Eddie Vedder, ha reso immortale la storia di Christopher McCandless – interpretato da Emile Hirsch. Chi era, nella vita vera, l’uomo dall’esistenza ai limiti del reale?

Christopher Johnson McCandless è nato in California ed è vissuto lì finché suo padre non ha ottenuto un impiego presso la NASA. Da allora Cristopher e la sua famiglia si trasferiscono in Virginia: oltre alla madre e al padre vive con lui una sorella minore e il padre, da un precedente matrimonio, ha altri 6 figli. Durante il periodo degli studi Cristopher era eccellente e si divertiva con lo sci di fondo. Nel maggio del 1990 si laurea in storia ed antropologia, dopodiché inizia a dedicarsi ad una vita nomade e vagabonda.

Iniziano i lunghi e selvaggi viaggi di McCandless, che lo portarono a remare in canoa nel Colorado, sopravvivere sulla Sierra Nevada grazie a piccoli furti e, nel 1992, a fare l’autostop in Alaska. L’ultima volta che videro Christopher vivo fu il 28 aprile del 1992: un elettricista gli diede un passaggio da una zona all’altra e si disse preoccupato per la sua scarsa igiene, il minimo equipaggiamento a disposizione e la pochissima esperienza di quei territori.

Imbattutosi in un autobus abbandonato (sapete dove si trova?), Christopher si stabilisce sul pulmino vivendo per mezzo dei frutti della terra. Pare avesse con sè: riso, un fucile con alcune munizioni, tanti libri, affetti personali e qualche attrezzatura da campeggio.

Il film di Sean Penn è l’adattamento del romanzo Nelle terre estreme, scritto da Jon Krakauer. L’autore, per realizzare il libro, ha sistematicamente consultato il diario di Christopher. In esso l’uomo ha registrato di essere vissuto in quell’autobus in Alaska per 113 giorni. A luglio, deciso a tornare fra la civiltà, non è riuscito a trovare una strada accessibile: tornato indietro alla sua base ha lanciato un SOS con la speranza di essere ascoltato e soccorso da qualcuno. L’ultima annotazione scritta nel diario di McCandless è registrata come “Giorno 107” e riporta soltanto la scritta: “BELLE BACCHE BLU“.

La data e l’ora esatta della sua morte sono sconosciute. In punto di McCandless si fotografò con in mano un biglietto d’addio. C’era scritto: “ho avuto una vita felice e ringrazio il Signore. Addio e che Dio benedica tutti“.

Christopher Johnson McCandless è stato trovato morto da un gruppo di cacciatori il 6 settembre 1992. Emile Hirsch (ormai al centro di altre vicende per niente assecondabili) e Into the Wild sono il modo giusto per non lasciar morire l’insegnamento della sua esistenza e far sì che di Christopher continui a vivere qualcosa.

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