Inside Out 2 ha una scena post credit? Ecco la spiegazione

Inside Out 2 è in sala anche nel nostro paese! Lo avete già visto? C'è una domanda che assilla chi lo ha già fatto e chi invece lo ha fatto in modo un po' frettoloso: c'è una scena post credit e qual è il suo significato? Leggete questo articolo per scoprirlo!
Tristezza (Phyllis Smith), Gioia (Amy Poehler), Paura (Tony Hale), Rabbia (Lewis Black) e Disgusto (Liza Lapira) in una scena del film Inside Out 2

Quanto è bello sentire che i film fanno buoni risultati al botteghino? Scusate, ma siamo di parte: è bellissimo. Se a farlo è poi Inside Out 2, sequel di uno dei film d’animazione che più hanno segnato l’infanzia (ma non solo) di tutti noi, tutto è ancora più bello.

Nelle sale italiane da due giorni, il film di Kelsey Mann sta riscuotendo un enorme successo (a livello mondiale ha già stracciato un record impressionante). Ambientato due anni dopo gli eventi del primo film, questo secondo capitolo di quello che ormai si può definire a tutti gli effetti un fanchise racconta l’ingresso della piccola Riley in una delle fasi più delicate della vita, la pubertà. Fase che coincide con l’ingresso in scena di nuove emozioni (in questo Ansia, Imbarazzo, Invidia e Noia), in contrasto con quelle che avevano precedentemente formato la coscienza della ragazzina.

Il film è un gioiello sotto tanti punti di vista, risultato non scontato per un sequel arrivato tra l’altro con così tanta distanza (nove anni) dal primo film, ma non non siamo qui a scrivere solamente per elogiarlo. Non in questo articolo perlomeno. Il centro di questo nostro pezzo è infatti una domanda che sta assillando futuri spettatori curiosi o ex spettatori frettolosi: Inside Out 2 ha una scena post credit? Ebbene, qui di seguito avrete la risposta che cercate.

Inside Out 2 ha una scena post credit?

La risposta è chiara e tonda: sì, Inside Out 2 ha una scena post credit. Quindi, caro ex spettatore frettoloso, torna in sala per vederla! Ma se proprio gli impegni te lo impediscono, non temere, siamo qui apposta. Facciamo però le cose con ordine. Se volete sapere tutti gli antefatti, vi mandiamo a questo articolo, ma facciamo comunque un riassuntino esplicativo prima di parlarvi della scena vera e propria. Ovviamente, OCCHIO AGLI SPOILER.

Iniziata la pubertà di Riley, alle emozioni primarie si aggiungono quattro (e mezzo, contando la comparsata di Nostalgia) nuove emozioni. Tra queste, è Ansia a prendere il sopravvento, scacciando in breve tempo le emozioni primarie, rinchiuse i un barattolo e spedite in direttissima nel caveau della memoria, una specie di banca dove vengono inseriti i ricordi da nascondere. Qui si imbattono in alcuni dei pensieri nascosti di Riley, Pouchy (protagonista canino antropomorfo di un cartone animato ancora apprezzato dalla ragazzina), il protagonista di un videogioco, Lance Stashblade e, soprattutto, di Atroce oscuro segreto, una specie di timida ombra immensa e incappucciata.

Qual è questa post credit?

Dopo poco, le emozioni riescono a fuggire dal caveau, a recuperare il Senso di Sé di Riley e a riportare l’equilibrio nella mente della ragazzina (vi rimandiamo nuovamente al link precedente), ma rimane una questione in sospeso: qual è questo oscuro segreto? Il gigante d’ombra infatti non fugge insieme agli altri nonostante il suo ruolo chiave nella fuga, chiudendosi dietro la porta della cassaforte.

Ebbene, ecco che entra in scena la post credit. Terminati i titoli di coda (anche questi, come quelli del primo film, caratterizzati dal palleggio tra le menti di Riley-mamma-papà, oltre dalla colonna sonora, in questo caso di Andrea Datzman), vediamo infatti Gioia aprire nuovamente il caveau, invitando Atroce oscuro segreto a uscire.

Il gigante buono esce e, sollecitato da Gioia, rivela che il segreto di Riley è un piccolo errore che aveva causato un buco nel tappeto. Gioia, sollevata, rivela che pensava il segreto fosse che Riley una volta avesse fatto pipì in piscina. Atroce oscuro segreto, colpito, si richiude nuovamente nella cassaforte del caveau, non ancora pronto a rivelare questo nuovo segreto. Ah, i segreti dei bambini.

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