Il vigile: l’assurda storia vera e la censura al film con Sordi

Stasera potrete recuperare un classico del cinema con Alberto Sordi, Il vigile. Titolo dal grande successo, possiede alcuni retroscena molto interessanti. Non solo il racconto si ispira ad un fatto realmente accaduto ma subì una censura molto particolare
Alberto Sordi in una scena del film Il Vigile

Oggi, 26 gennaio 2024, andrà in onda alle 21:00, sul canale Cine 34, il film Il vigile con Alberto Sordi. Diretta da Luigi Zampa, la pellicola rappresenta l’ultimo lavoro di Mario Riva, morto poco dopo le riprese. Nei panni del nostro protagonista troviamo Alberto Sordi, accompagnato da Vittorio De Sica, Marisa Merlini, Nando Bruno, Carlo Pisacane e Lia Zoppelli.

La storia, ambientata a Viterbo, ruota attorno alla figura di Otello Celletti, veterano della seconda guerra mondiale che riesce a farsi assumere come vigile dal comune. Dopo aver subito un rimprovero per non aver fatto il proprio dovere, Otello multa il sindaco della città. Iniziano così una serie di eventi che stravolgono la sua vita. Quando uscì nelle sale, il titolo presentava la classica dicitura “ogni riferimento a fatti realmente accaduti è puramente casuale”.

In realtà la storia di Otello è fortemente ispirata ad un fatto di cronaca risalente al 1959. Il vigile Ignazio Melone multò per un sorpasso vietato l’allora questore di Roma Carmelo Marzano. L’uomo rimase indignato da Melone che non l’aveva di fatto riconosciuto, e quindi agevolato, contestando la validità della contravvenzione asserendo che la sua manovra non comportava nessun pericolo. La vicenda venne riportata dal mensile Quattroruote, che cercò di ricostruire i fatti per capire chi avesse ragione. 

Nel frattempo Marzano portò Melone in tribunale, per un processo che alla fine vide Melone dalla parte del torto a causa di alcune scoperte sulla famiglia. Si scoprì che la sorella si prostituiva, portando un ribaltamento del caso che vide il povero vigile incriminato per sfruttamento di prostituzione. A seguito dello scandalo, dopo l’appoggio a Melone da parte della sinistra, il questore venne rimosso dall’incarico e trasferito.

Il vigile subì anche un lavoro di censura, piccolo, ma comunque significativo. Il film infatti colpisce duramente la Democrazia Cristiana, in un’epoca in cui il governo era presieduto da un suo membro, Fernando Tambroni. Tra i deputati vi era Renzo Helfer, sottosegretario per il turismo e lo spettacolo noto per l’asprezza con la quale si occupava della censura. Famoso è l’esempio del film Accattone di Pasolini, del quale abbiamo festeggiato il centenario poco tempo fa.

 In questo clima solo due scene videro la censura. Una di queste ritrae Mara Berni, che nel film interpreta l’amante del sindaco, in abiti succinti. L’altra invece riguarda uno scambio di battute, durante il processo, tra il figlio di Otello e la moglie di quest’ultimo. Il bambino grida all’ingiustizia, con la madre che gli risponde di abituarsi da subito a ciò perché da grandi si fa fatica. Ancora oggi risulta molto difficile capire quale criterio portò alla censura di questa seconda scena.

Nonostante ciò il film è stato un grande successo, regalandoci una delle interpretazioni più iconiche di Alberto Sordi, insieme a quelle che abbiamo ricordato a vent’anni dalla sua scomparsa. Ricordate di lasciarci un commento con la vostra opinione sul film Il vigile!

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