Il mondo dietro di te: i fatti del film possono accadere davvero?

Il futuro tecnologico de Il mondo dietro di te è tutt’altro che rassicurante, anzi. Il film non solo lascia alcune domande inerenti lo svolgimento dei fatti narrati, ma pone anche alcuni quesiti su quella che potrebbe essere una prospettiva sì futura ma spaventosamente reale.
Ethan Hawke, Julia Roberts, Mahershala Ali e Myha'la Herrold in un poster del film Il mondo dietro di te

Come sappiamo, il cinema, come del resto tutte le arti, sono un’imitazione della realtà. Ci sono però titoli che, per significato intrinseco o per risvolti di trama, non solo portano a riflettere lo spettatore riguardo la contemporaneità ma che, in qualche modo, sono stati in grado di anticipare spaventosamente il futuro. Sbarcato su Netflix a partire dall’8 dicembre, Il mondo dietro di te parte da un semplice presupposto per virare nel suo svolgimento in un finale apocalittico.

Un concept semplice ma intrigante segue le famiglie Sandford e Scott, costrette a guardare impotenti gli eventi stravolgere la realtà. Prima si pensa che sia un attacco hacker, poi un invasione araba, ma infine il film svela senza troppe remore chi o cosa si celi dietro questo mistero tecnologico. È importante a tal proposito riferire che il film è tratto dal romanzo omonimo di Rumaan Alam, che figura tra i produttori esecutivi insieme a due nomi inaspettati ma significativi, ovvero i coniugi Obama.

Questo elemento deve gioco forza far ragionare su quella che è la spiegazione finale del film, quindi sull’origine del collasso. Il personaggio interpretato da Mahershala Ali infatti rivela che quello in atto è un colpo di stato, deciso a mettere in conflitto le persone sfruttando la disinformazione e la fragilità di un paese come gli Stati Uniti, spacciato come estremamente sicuro. Uno scenario spaventoso le cui conseguenze sono lasciate alla fantasia dello spettatore che però non può che interrogarsi sulla fattibilità di quanto avviene su schermo.

Ovviamente risposte certe non ce ne sono ma è innegabile che a fare riflettere è proprio l’aspetto e l’avanzamento tecnologico, trattato anche da Gareth Edwards in The Creator, prospettando l’ipotetica battaglia tra umani e IA. È fuor di dubbio che il mondo sia già connesso a distanza di click o di comando vocale, ma con il passare degli anni questo raggiungerà livelli ancora più elevati, come nel futuro ipertecnologico de Il mondo dietro di te.

Facendo un passo indietro, la storia ha già presentato simili avvenimenti, anche se ridotti come portata. In molti paesi del terzo mondo i colpi di stato sono avvenuti sfruttando proprio un certo tipo di pianificazione, di gestione dell’informazione e quindi delle masse. Il punto diventa se nei paesi apparentemente civilizzati e privilegiati tecnologicamente possa accadere lo stesso, a maggior ragione con il supporto della tecnologia. Senza toccare temi complessi e delicati, certe dittature hanno sfruttano quella che era la tecnologia del tempo, i mass media per controllare l’opinione pubblica, oppure grandi potenze come Stati Uniti e Russia hanno tenuto sotto scacco il regno del mondo con la paura dell’atomica.

Oggi potremmo evidenziare l’utilizzo dei social, in grado di veicolare opinioni e di creare schieramenti pressoché dal nulla, senza contare l’ormai imprescindibile componente tecnologica nella vita di tutti, a partire dall’estensione delle nostre braccia: gli smartphone. Ovviamente le prospettive future sono frutto di teorie e, speriamo, di esagerazioni, ma se Il mondo dietro di te vuole metterci in guardia di qualcosa è proprio di come non possiamo restare passivi davanti allo schermo, altrimenti guardare la fine sarebbe l’unica alternativa possibile.

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