Il labirinto del silenzio: la storia vera dietro il film sull’Olocausto

Ispirato ad una storia vera, Il labirinto del silenzio, in onda questa sera di TV, è un film di produzione tedesca diretto da Giulio Roncelli che approfondisce il processo di Francoforte durante il quale sono stati portati alla luce i crimini nazisti, che per anni dopo la guerra sono rimasti impuniti.
Alexander Fehling nel poster del film Il labirinto del silenzio

Il labirinto del silenzio si inserisce in quel filone che tratta il delicato tema dell’Olocausto. Diretto dall’italiano Giulio Roncelli, il film, in onda questa sera 15 gennaio 2024 dalle 21.15 su Cielo, prende in esame fatti realmente accaduti conseguenti alla conclusione della seconda guerra mondiale.

Protagonista è Johann Radmann (Alexander Fehling, nel 2023 al cinema con Seneca), giovane procuratore giudiziario della Repubblica Federale Tedesca la cui principale mansione è di risolvere i casi di infrazione stradale. Avvicinato dal giornalista Thomas Gnielka, conosce un artista ebreo sopravvissuto al campo di concentramento di Auschwitz, Simon. L’artista riconosce in un insegnante uno degli aguzzini del campo che, come altri che prestarono servizio presso i campi, è tornato alla propria vita senza pagare alcuna colpa. Prende via così, grazie alla determinazione di Johann, un nuovo processo nei confronti di quei tragici avvenimenti.

Quello presentato nel film è il processo di Francoforte avvenuto tra il 1963 ed il 1965, noto anche come secondo processo di Auschwitz, dopo che il primo si svolse a Cracovia nel 1947. Una vicenda simile è trattata anche in The Reader, dove Kate Winslet offre una delle sue migliori interpretazioni. A dare avvio al processo è stato il  procedimento penale contro Robert Mulka e altri ventidue imputati, accusati di aver preso parte ai crimini nazisti ad Auschwitz.

La componente difficile del caso era innanzitutto che per le leggi della Repubblica Federale era possibile condannare gli imputati solo per fatti commessi singolarmente, a differenze del processo di Norimberga dove furono applicate le leggi internazionali sui crimini di guerra. Quello di Francoforte è stato dunque il primo processo contro i crimini nazisti tenutosi in Germania e davanti ad una giuria tedesca. Al termine furono  condannati 39 imputati, di questi 21 a morte e 8 all’ergastolo. Un risultato definito non soddisfacente dal giudice Bauer che combatté duramente per dimostrare e punire quei fatti efferati.

Il labirinto del silenzio racconta quindi di come, negli anni della sua ripresa, la Germania è stata costretta a specchiarsi nuovamente con gli orrori che hanno portato alla sua divisione ma soprattutto causato il dramma dell’olocausto.

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