Il discorso del re: Edoardo VIII era davvero nazista?

Il discorso del re di certo offre uno spaccato emotivo su una corte stimata, ma anche iper criticata come quella britannica. Certo una grande influenza in tutta la faccenda l'ha avuta il re co-protagonista Edoardo VIIII, che avendo scelto l'amore invece della corona, ha permesso che tutto andasse come sappiamo. Ma era davvero un uomo così limpido?
Guy Pierce è Edoardo VIIII in una scena del film Il discorso del re

Stasera in tv potete vedere Il discorso del re, il film Tom Hooper, scritto da David Seidler, candidato a ben dodici premi Oscar e vincitore del titolo di miglior film, miglior regia, miglior sceneggiatura e miglior attore protagonista a Colin Firth.

Basato su fatti realmente accaduti, la pellicola è uno spaccato sulla condizione storica al tempo della successione reale britannica, in particolare su re Giorgio VI, sulla sua ascesa al trono e sul suo problema noto di balbuzie che ne condizionò le apparizioni ed i discorsi pubblici. A vestire eccellentemente i panni dell’allora futuro re inglese è Colin Firth, a cui nella storia viene affiancata la figura di un logopedista.

Co-protagonista sia durante le storiche vicende che nelle immagini sullo schermo, è Edoardo VII, fratello di Giorgio che ha rinunciato alla corona per poter sposare l’americana Wallis Simpson. Interpretato da Guy Pierce, Edoardo VIIII si ritrova impelaga in uno dei conflitti più vecchi del mondo: quello tra amore e dovere.

Abdicando, con un discorso nel quale inserì per la prima volta nella storia la parola love non in senso astratto ma riferita a una persona in carne e ossa, il reale scelse chiaramente il primo e causò una delle più gravi crisi istituzionale nel Novecento britannico. Ma di lui si ricorda, non solo il coraggio per aver scelto il cuore e non la mente, ma anche una sospetta e scomoda accondiscendenza nei confronti del Führer tedesco.

Il prozio dell’attuale sovrano Carlo III, figlio della defunta Regina Elisabetta, si dice fosse filotedesco, pacifista convinto certo, ma anche sostenitore di quella politica di accomodamento con la Germania prima della guerra per negoziare una (fittizza ed illusoria come sappiamo) pace.

A sostegno delle sue simpatie, c’era poi la moglie, per la quale aveva rinunciato ad un regno, chiaramente hitleriana e che si dice sia stata l’amante del ministro degli esteri della Germania nazista, quando fu ambasciatore a Londra.

Secondo fonti storiche, inoltre Edoardo continuò durante e dopo la guerra a frequentare personaggi fortemente sospettati di essere nazisti o ex agenti tedeschi, tanto da essere spedito a governare le Bahamas dallo stesso Churchill, che nonostante volesse combattere Hitler, riteneva Edoardo il “filo-nazista fondamentale per le sorti del Paese” e decise di non provocargli altri guai.

Insomma gli scandali da sempre incombono sulla corte reale inglese (come ben sappiamo dalla serie The crown. Qui tovi la recensione dell’ultima stagione) e questo del cosiddetto re fantoccio non fu certo uno dei primi, ma di sicuro fu uno dei più impattanti nella storia guerrigliera mondiale. Per i tedeschi, infatti Edoardo VIII non era affatto un’ ingenua pedina, ma strumento necessario ai piani nazisti. Un traditore si, ma non uno sciocco.

Ne Il discorso del re , il re abdicante viene ritratto come un uomo dall’aspeto piacevole, simpatico, affascinante ed elegantissimo, ma di scarsa intelligenza o interessi, tutte caratteristiche che forse gli sarebbero risultate più utili per fare il re, che altro.

Facebook
Twitter