Il Cinema Ritrovato 2023: recensione di Paura e Desiderio

Il Cinema Ritrovato 2023 è iniziato e noi ci siamo. Il primo giorno, sabato 24, abbiamo visto la versione restaurata di Paura e Desiderio e la abbiamo recensita. L'esordio di Kubrick, nonostante sia, appunto, il suo primo film, nasconde già i tratti del grande regista statunitense.
Il Cinema Ritrovato 2023: la recensione di Paura e Desiderio

Qualche mese fa, in relazione ad uno dei debutti più interessanti della passata stagione, scrivemmo che, per i registi, il rapporto con i propri esordi è molte volte altalenante. Spesso anche conflittuale. Lo è stato per tanti. E lo è stato anche per Stanley Kubrick. Uno che le idee le ha sempre avute chiare. Ma che ha sempre avuto una difficile relazione con la loro realizzazione. E a Il Cinema Ritrovato 2023, questo debutto è tornato alla luce, restaurato e in una versione diversa da quella pensata da Kubrick.

L’articolo di cui sopra riguardava Aftersun (lo trovate qui), mentre l’articolo che state per leggere tratterà, appunto, Paura e Desiderio. Il debutto di Stanley Kubrick. Lo abbiamo visto a Il Cinema Ritrovato 2023, in una versione che, però, non sappiamo se avrebbe trovato l’apprezzamento del suo regista. “Questa edizione che state per vedere“, dice il curatore della cineteca di Bologna, Gian Luca Farinelli, “è stata reintegrata degli otto minuti che Kubrick stesso aveva eliminato dopo la prima distribuzione. Per poi impedirne definitivamente le proiezioni”.

Continua poi Farinelli: “La pratica di distribuire un film per poi eliminarne alcune parti è qualcosa che Kubrick ha fatto più volte. Con 2001: Odissea nello Spazio, così come con Shining. Deformazione del suo carattere puntiglioso”. E prosegue. “Qualche tempo fa, però, sono stati trovati gli otto minuti di pellicola eliminati dal regista. E ci è sembrato doveroso riportare alla luce la versione originale del film d’esordio di Kubrick”. Eccoci dunque con la nostra recensione di Paura e Desiderio, l’esordio maledetto di Stanley Kubrick. Un viaggio nella paura e nelle ossessioni dovute alla guerra.

Il Cinema Ritrovato 2023: Paura e Desiderio, la trama

Paul Mazursky in Paura e Desiderio, restaurato e presentato a Il Cinema Ritrovato 2023
Paul Mazursky e Virginia Leith in Paura e Desiderio, restaurato e presentato a Il Cinema Ritrovato 2023.

Bosco dall’ubicazione indefinita. Guerra tra due fazioni ignote. Un gruppo di quattro soldati, a seguito di un malfunzionamento del loro aereo, si trovano dietro le linee nemiche. Indecisi sul da farsi e immersi in una foresta nel pieno del territorio a loro ostile, il cinico tenente Corby, l’ignavo Fletcher, l’audace sergente Mac e il giovane Sidney si trovano così a dover decidere cosa fare per tentare di raggiungere i loro compagni.

Indecisi e tesi nei confronti l’uno dell’altro, i quattro si dividono e si riuniscono. Tra incontri bizzarri come quello con una giovane bellissima che fa perdere (letteralmente) la testa al giovane Sidney, quello con un cane apparentemente randagio e la scoperta della sede di un generale nemico, il gruppo si trova a cadere sempre di più in un abisso di paura e incertezza.

Dopo la fuga del giovane Sidney, ormai pazzo, per aver compiuto un delitto, i tre del gruppo rimasti insieme decidono di seguire la volontà del sergente Mac. Seguendo così la sua aspirazione ad una gloria omerica, scelgono di intraprendere la missione più complicata. Raggiungere i propri compagni al di là del territorio nemico eliminando il generale avversario nel suo quartier generale. Missione folle che sembra tuttavia unire nuovamente il gruppo e restituire ai tre un obiettivo che sembrava loro del tutto sfuggito nella loro immersione in una foresta. Che, con le dovute proporzioni, assomiglia al Vietnam di Apocalypse Now.

Paura e Desiderio, l’inizio di Kubrick filosofo a Il Cinema Ritrovato 2023

Paura e Desiderio è probabilmente il peggior film di Stanley Kubrick (che in una scala su Kubrick, è comunque un buon film). Lo riconosceva il suo autore (che ne aveva, appunto, mutilato la versione iniziale e impedito le proiezioni) e lo riconosce la Storia del cinema. Il film è realizzato con mezzi evidentemente bassi e la tecnica è ancora sperimentale, grezza e forse un po’ incerta. Il messaggio anti-bellico di Kubrick è comunque ben chiaro e si staglia con decisione nella narrazione. Ma è ancora in fase embrionale, non ancora definito come lo sarà in Orizzonti di Gloria e Full Metal Jacket.

Nonostante questo, l’opera nasconde al suo interno alcuni dei tratti che, già dagli anni immediatamente successivi, avrebbero fatti di Stanley Kubrick, be’…Stanley Kubrick. Un’attenzione maniacale per direzione degli attori e inquadrature. Cura della messa in scena e grande interesse nel montaggio (curato dallo stesso regista) e nell’utilizzo dei primi piani. La cura di colonna sonora, ambientazione e, soprattutto, fotografia (anche questa curata dallo stesso regista). Ma, fattore più importante di tutti, è già in Paura e Desiderio che si palesa la natura filosofica di Kubrick, vero elemento distintivo e caratterizzante dell’autore americano.

La filosofia dell’indefinito

I personaggi di Paura e Desiderio
I personaggi di Paura e Desiderio.

La filosofia che si nasconde in alcuni particolari momenti del film è infatti l’elemento, a nostro avviso, chiave dell’opera prima di Stanley Kubrick. In Paura e Desiderio, ma, più in generale, nell’opera omnia della leggenda britannica. L’apparato filosofico e introspettivo del regista è qui ancora in fase preliminare, ma già fortemente presente. In Paura e Desiderio, fin dal primo momento (attraverso la voce narrante del tenente protagonista), Kubrick ci dice che la guerra che le due fazioni stanno combattendo “non è una guerra che è stata combattuta o che lo sarà, semplicemente una guerra”. Permettendoci dunque di entrare in un mondo totalmente a parte, estraneo a quello tangibile che vediamo. Un ingresso a gamba tesa nella mente di Kubrick e nell’universo del suo cinema.

Luogo, fazioni, paesi in conflitto. Tutto ignoto. Tutto superfluo, probabilmente. Sacrificato sull’altare del messaggio che il regista ci vuole trasmettere. Da quella cinica e audace del sergente Mac, ossessionato dall’azione eroico, a quella apparentemente innocente di Sidney, la follia causata dalla guerra si instilla nelle menti dei soldati. Non c’è innocenza che tenga. I pensieri dei personaggi, che accompagnano tutto il film, aumentano ulteriormente l’ingresso dello spettatore nell’universo di Kubrick e approfondiscono il pensiero del regista. E quello degli stessi personaggi, sempre più dominati dalla paura.

Infine, l’utilizzo degli stessi attori sia per interpretare i “buoni” che i “cattivi”, è un ulteriore segnale di quello che è la guerra per Kubrick. Che a trionfare sia una o l’altra parte, il risultato finale è che nessuno otterrà la vittoria. Perché non c’è vittoria nell’eliminare la propria immagine allo specchio.

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