Il braccio violento della legge: trama e cast del film di Friedkin

William Friedkin dirige la "faccia normale" di Gene Hackman e lo spirito di Roy Scheider in questo poliziesco spartiacque. Il braccio violento della legge è pura e marcia violenza, senza mediazione, c'è il sangue, c'è la lotta, gli spari, gli scontri. C'è l'intelligenza dei protagonisti e la desolazione di una new York delinquente.
Gene Hackman in una scena del film Il braccio violento della legge

La versione francese di Bang Bang (My Baby Shot Me Down) di Sonny Bono fa da dolce, anzi dolcissimo quasi malinconico sottofondo sonoro alle macabre sparatorie di Il braccio violento della legge. Una contrapposizione che fin da subito traccia le linee insolite di questo poliziesco neo-noir americano rivisitato.

Nelle vie di una marcescente e annichilita Grande Mela si dipana una storia macabra e trucida, fatta di personaggi che certamente riflettono, subiscono e soffrono la desolazione che regna il luogo da cui vengono. Sono Jimmy Doyle, poliziotto narcotico newyorkese, ed il collega Lo Russo. I loro metodi di lavoro sono brutali e poco ben visti dai loro superiori. Nonostante ciò, si affidano tremendamente al loro intuito e a vaghe sensazioni, grazie alle quali riescono a scoprire una grossa spedizione di droga sull’asse New York- Marsiglia, gestita da un lugubre trafficante francese di nome Alain Charnier. Quasi insostenibile per tensione e spietatezza, si incrociano sparatorie folli, allusioni, pasticci, adrenalinici inseguimenti, scontri in macchina e bugie.

Il Regista del Male, William Friedkin autore di polizieschi ed horror a dir poco innovativi come L’esorcista (1973) e Vivere e morire a Los Angeles (1983), effettua una profonda e radicale ricerca del realismo grazie al quale il tono risulta duro, amaro, pessimista, ma anche pieno di azione, pedinamenti e inseguimenti, tutto impacchettato in una cornice iper caratterizzata.

Un’impronta realistica che si tradusse soprattutto nella scelta di una cosiddetta faccia normale per l’interpretazione del protagonista, il detective Jimmy “Popeye” Doyle interpretato da Gene Hackman. La prima scelta della produzione fu Paul Newman, reduce dal successo del suo detective caustico interpretato nel 1966 in Harper, ma il budget non avrebbe coperto un ingaggio così alto. Iniziò così una ricerca quasi spasmodica di nomi, alcuni classici hollywoodiani come Lee Marvin, Charles Bronson, James Caan e Robert Mitchum, e altri più insoliti per il ruolo come Jackie Gleeson e Peter Boyle.

Per nostra fortuna fu scelto Gene Hackman, una delle prime opzioni del regista ma osteggiato dalla produzione perché considerato fisicamente poco carismatico. Una scelta intelligente, una vera e propria rottura. Normale in maniera perfetta, piazzato ma non un bruto, assennato ma non vecchio. Un divo non avrebbe funzionato.

Il film è una sorta di spartiacque nel genere; Ha portato la violenza esplicita nel poliziesco, caratterizzando i suo agenti come burberi e rudi, cattivi alla stessa maniera dei delinquenti che cacciano. Un film solidissimo, non solo per trama, tecnica e Hackman, ma anche per il coinvolgimento di due pilastri come Roy Scheider, il famoso ispettore Klute, che per l’interpretazione del collega-spalla ottenne la candidatura all’Oscar (per sapere quelle del 2024, leggi qui)e Fernando Rey, l’attore spagnolo della nuova generazione dell’epoca (anni ’70-’80) che partecipò alle grandi produzioni americane del kolossal Quintet, di Robert Altman, e Falstaff Orson Welles.

Il braccio violento della legge lo trovare stasera 30 gennaio 2024, alle ore 22.50 su Rai Movie. Non perdetevelo!

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