I ragazzi della 56ª strada è ancora “il Via col vento per 14enni”?

Nel 1983, dopo la sfortuna al botteghino di One From the Heart, Francis Ford Coppola decide di tornare in pista dirigendo il film I ragazzi della 56ª strada (The Outsiders), un racconto di formazione che ha fatto da apripista ad un genere tutto anni ‘80 e con un cast d’eccezione - Ralph Macchio, Patrick Swayze, persino un giovane Tom Cruise.
Il cast del film I ragazzi della 56a strada

È il 1983 quando I ragazzi della 56ª strada (The Outsiders) esce nei cinema americani. È il 1983 e il cinema di formazione – coming of ageLa storia infinita (1984), I Goonies (1985), Voglia di vincere (1985), Breakfast Club (1985), Stand by me – Ricordo di un’estate (1986), Una pazza giornata di vacanza (Ferris Bueller’s Day Off) – (1986), Say anything (1989), La vita è un sogno (1993) e l’ “Alright, alright, alright” di Matthew McConaughey e tantissimi altri – sta per salire alla ribalta. 

Prima di allora, pochi ma sigificativi esempi avevano raccontato speranze e aspettative generazionali, senza però costituire necessariamente un genere fondante – Gioventù bruciata (1955), Il laureato (1967), L’ultimo spettacolo (1971), per dirne alcuni. Ed è proprio a Gioventù bruciata che Coppola volge lo sguardo nel girare I ragazzi della 56ª strada. Romanzo di successo scritto da S.E. Hinton nel 1967, I ragazzi della 56a strada arriva al regista de Il Padrino grazie all’impegno di una bibliotecaria californiana, che fece recapitare il libro direttamente a casa del regista, e grazie alla voglia di Coppola di rialzarsi e di uscire dalla bancarotta successiva a One from the Heart

Di cosa parla I ragazzi della 56ª strada


È Via col vento per le quattordicenni”, avrebbe detto in modo affettuoso Coppola parlando del film. Via col vento, il libro che Johnny (Ralph Macchio) porta sempre con sé. Ponyboy (C. Thomas Howell), Johnny e Dallas Winston (Matt Dillon) fanno parte della banda dei cosiddetti Greasers (quelli con la brillantina tra i capelli). Nella parte opposta della città, la parte più signorile e meno squallida, abitano i Social – i Soc. Due bande dominano dunque la città di Tulsa (Oklahoma).

E in una città da cui quasi sempre si fugge, per quelli che rimangono non resta altro che cedere al tedio e alla noia oppure reagire, ma non sempre nel modo più opportuno. I fratelli Curtis fanno parte dei Greasers. Quando una sera uccidono accidentalmente uno dei membri dei Social, nel tentativo di difendersi da un attacco del gruppo, la guerra si scatena in città. Una guerra che però era talmente nell’aria da alterare di poco il terreno di gioco tra le due divisioni. 

Così Johnny e Ponyboy scappano via, via da una città che li riterrebbe colpevoli in ogni caso, per il solo fatto di essere Greasers e non Social – pensi al dolore del personaggio di River Phoenix in Stand By Me, il minore dei Chambers: “Può anche darsi che li abbia rubati io i soldi. E può darsi che li abbia portati alla vecchia Miss Simons e che abbia confessato che i soldi erano tutti lì. Però mi hanno sospeso lo stesso, perché nessuno li ha mai visti! E può darsi… che la settimana dopo la vecchia Miss Simons sia venuta a scuola con una gonna nuova nuova.

Il Midwest americano è maledetto

C. Thomas Howell e Ralph Macchio in una scena del film I ragazzi della 56a strada

Johnny e Ponyboy scappano così via da Tulsa, e neanche così riusciranno ad allontanarsi del tutto da quella città, dai quei campi infiniti di niente in cui non puoi far nulla. Puoi al massimo costruirci un cinema drive in in cui parcheggiare intere generazioni, lasciarli alle corse tra auto o farci un campo da baseball e poi rievocarne un giorno, quando sarà tardi, i fantasmi – pensi a L’uomo dei sogni e a Moonlight, il personaggio di Burt Lancaster “Forse rimarrò qui. Morirò dove sono nato. Quando una città ti entra nel sangue non senti più neanche il freddo.

Che certe strade americane siano maledette, nel senso più ampio del termine, lo hanno raccontato intere generazioni. L’Hotel California degli Eagles, edonismo e perdizione incorniciati in un edificio in cui “potrai fare il check-out tutte le volte che vorrai, ma non potrai mai andare via”. Edgar Lee Masters e l’Antologia di Spoon River – gli abitanti del Midwest raccontano le violenze di una vita solo da morti. 

Crossroads (1986), protagonista sempre Ralph Macchio, protagonista di quella leggenda americana secondo cui il rock è qualcosa che puoi domare facendo un patto con il diavolo, che a un certo punto del giorno, quando il sole è alto, si fermerà at crossroads, in un incrocio di qualche strada deserta. Siamo nei cosiddetti Roaring ‘60, i Ruggenti anni ‘60. La vita sociale dei ragazzi Outsiders si svolge nelle sale gioco, negli Arcade, nelle macchine decappottabili, proprio quelle che ricordano le spyder maledette in stile James Dean

“Il prodotto del mio ambiente”

Francis Ford Coppola, Matt Dillon, C. Thomas Howell e Ralph Macchio sul set del film I ragazzi della 56a strada

Plot twist, Johnny e Ponyboy, nei momenti finali di fuga, si imbattono in un incendio in chiesa e in un atto di coraggio, salvano dei bambini dalle fiamme. “Giovani delinquenti si trasformano in eroi” scriveranno le prime pagine dei giornali, il mattino dopo. Erano delinquenti per tutti, lo erano dalla nascita. Johnny vuole salvare i Greasers di domani perchè “alla nascita sei senza macchia”. Lui è stanco e si è arreso. Una giovane Diane Lane (Sherry) ci prova davvero a scegliere un ragazzo corretto, ma alla fine, si arrende anche lei. “Spero di non rivedere più Dallas sennò magari… mi innamoro di lui”. 

Dallas è Jim Stark di Gioventù Bruciata, ma fa la fine di Plato. Jim, James Dean, un ribelle senza una ragione. Una generazione perduta, disgustata dalle ambizioni dei genitori, che rimpiangono l’America di un tempo mentre loro si trovano immersi nel tedio, benestanti, lontani dal cambiamento, lontani dalle ambizioni paterne. Coppola dichiarerà di voler girare un film in cui per la prima volta, fatta eccezione per Gioventù Bruciata, la colpa non è da ricercare nell’ambiente. Sono anche i benestanti, i Social, come in Gioventù Bruciata, a sentirsi persi. È il Nulla, come ne La storia infinita, la vera minaccia che inghiotte ogni cosa. 

Living in the Gangsta’s Paradise

Il cast de I ragazzi della 56a strada

Difficilmente si vedrà lo stesso nei successivi racconti di formazione – Chris Chambers di Stand By Me è segnato dalla reputazione del fratello, il gruppo di Sleepers da un incidente con un carretto, persino nella tematica crime La scuola cattolica e il caso Circeo – la causa sarà da ricercare nell’ambiente. Coppola allora, con il suo stile inconfondibile, si avvicina con The Outsiders a un gangster movie. A quelli che “per tutta la vita, che io mi ricordi, ho sempre voluto fare il gangster”. 

A quelli che, come Christopher Moltisanti de I Soprano – pur potendo fare lo sceneggiatore – continuano a fare i gangster. Non per mancanza di scelte, ma per un sentirsi “predestinati”. Tutto porta a pensarlo, anche i dialoghi, frasi nette, senza via di scampo, quelle che si leggevano nei film della cosiddetta “epoca d’oro hollywoodiana” – “E io? Cosa farò senza te? Francamente, me ne infischio”. Non è l’ambiente nocivo che li ha resi tali, ma il nulla che lo circonda. 

Quel nulla che poi (salvo, tra loro, alcuni casi), ha spesso inghiottito quella generazione di attori anni ‘80, i cosiddetti Brat Pack, parte del cast incredibile del film C. Thomas Howell, Ralph Macchio, Matt Dillon, Patrick Swayze, Rob Lowe, Emilio Estevez. Intanto Coppola, ricordiamo, tornerà presto con un altro kolossal, Megalopolis mentre I ragazzi della 56ª strada è disponibile sul catalogo Infinity dal 1 gennaio.

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