Harry, ti presento Sally… non ci ha insegnato solo a fingere orgasmi

Dal primo gennaio 2024, arriva su Prime Video Harry, ti presento Sally…la commedia romantica cult di Rob Reiner con Meg Ryan e Billy Crystal. Cos’ha reso questa pellicola un vero e proprio cult del cinema statunitense (oltre alla favolosa scena di Meg Ryan al ristorante)? Scopritelo subito!
Meg Ryan e Billy Crystal in una scena del film Harry, ti presento Sally...

Dal primo gennaio 2024, su Prime Video, sono disponibili tanti nuovi titoli, insieme a qualche vecchio cult, che fa sempre piacere riguardare. È il caso di Harry, ti presento Sally…, diretto da Rob Reiner e sceneggiato da Nora Ephron. Molti la definirebbero la commedia romantica definitiva, ma le liti per i podi lasciamole ad altri. Che favoriate Notting Hill o Un’ottima annata, non potete negare che Harry, ti presento Sally… sia un cult senza tempo. Potremmo farvi un elenco di premi, candidature, classifiche, ma non c’è riconoscimento che renda giustizia alla bellezza e all’impatto culturale di questa pellicola.

Una premessa: le commedie romantiche non sono per tutti, e va bene così. C’è chi proprio non riesce a mandarle giù: gli restano sullo stomaco, con quelle tenerezze affettate, le affinità elettive posticce e gli acquazzoni sempre in orario per il perfetto bacio sotto la pioggia. Chi scrive appartiene a questa categoria di detrattori, a cui le romcom suscitano solo scariche di orticaria. Ma anche ai più strenui oppositori, vogliamo ricordare questo. Harry, ti presento Sally… non è solo una grande commedia romantica, è un grande film. E se vi siete rifiutati di vederlo per diffidenza nei confronti del genere, oppure se lo avete guardato anni fa tra una sbuffata e un commento sarcastico, vi invitiamo a concedergli una seconda possibilità.

Fidatevi, non c’è bisogno che vi piacciano le commedie romantiche per apprezzare Harry, ti presento Sally… basta che vi piaccia il cinema (che è un po’ il discorso che facevamo con Hit Man di Linklater).

L’arte dell’incontro

Meg Ryan e Billy Crystal in una scena del film Harry, ti presento Sally...

La vita è l’arte dell’incontro” cantava Vinícius de Moraes. Si può dire che Harry e Sally, allora, abbiano fatto delle loro esistenze un capolavoro. Ad inizio film, ci vengono presentati come due diplomati dell’università di Chicago, improbabili compagni di un lungo viaggio in auto verso la grande mela. Nonostante sia Billy Crystal che Meg Ryan abbiano visibilmente superato i vent’anni, recitano la parte di due credibili collegiali immaturi e sfrontati, con Harry che tenta a tutti costi di apparire cinico e profondo e Sally che non riesce a resistere a nessuna delle sue provocazioni. Davanti all’Arco di Trionfo del Parco di Washington Square, i due imboccano strade opposte, convinti di non rincontrarsi mai più.

Cinque anni dopo, come vorrebbe un ancora irrealizzato Love, Actually, è un aeroporto a fare da sfondo ad un nuovo incontro. Il battibecco si riaccende sfolgorante come se fossero ancora in quella vecchia automobile gialla, lungo l’autostrada, ma adesso sono sui sedili di un aeroplano e, col passare degli anni, entrambi hanno messo la testa a posto. Harry sta per sposarsi, Sally è felice con Joe. A parte qualche battuta in merito ai vecchi tempi, non c’è molto altro da dirsi. Le loro strade si dividono, di nuovo.

Cinque anni dopo ancora, le vite sentimentali di Harry e Sally sono precipitate nel baratro. Sally ha chiuso con Joe, Harry sta divorziando. Galeotta fu la libreria Shakespeare & Co., al 2259 di Broadway, che segna il loro terzo e definitivo incontro, dopo il quale non si separeranno più. Provati entrambi dal crollo delle proprie certezze e ritrovatisi soli in appartamenti enormi e vuoti, si riparano sotto l’egida di un’amicizia prima tentennante, poi via via sempre più solida, alla ricerca di una voce confortante dall’altro capo del telefono, in una New York infreddolita dall’autunno entrante.

Vero come la finzione

Meg Ryan e Billy Crystal in una scena del film Harry, ti presento Sally...

Ad Harry, ti presento Sally… va riconosciuto il merito di sviluppare delle psicologie e dei rapporti tra personaggi quanto più possibile realistici. Nora Ephron abbraccia appieno il principio di “write what you know”: a se stessa è parzialmente ispirata l’ottimista e determinata Sally, mentre il cinico e tagliente Harry deve molto a Rob Reiner, ancora in fase di elaborazione del divorzio con la regista Penny Marshall. Dalle interviste fatte a diversi uomini sul loro rapporto con l’altro sesso, la Ephron ha ricavato il punto di vista sull’amore del protagonista maschile, successivamente arricchito dagli apporti creativi dello stesso Billy Crystal, interprete di Harry.

Mettendo da parte i brillanti botta e risposta dal retrogusto alleniano di cui pullula la pellicola, l’aspetto più sorprendente della sceneggiatura è proprio la bellissima amicizia tra Harry e Sally, fatta di chiacchierate a telefono, visite ai musei e confessioni notturne. Quando ancora non hanno iniziato a provare sentimenti l’uno per l’altra, fra i due si crea una credibile atmosfera di intimità e fiducia, che appare più di un semplice preludio di tensione sessuale. Ebbene, molti dei momenti platonici del film sono ispirati alla reale amicizia tra Rob Reiner e Billy Crystal, il che spiegherebbe la genuinità che traspare dalle interazioni tra Harry e Sally, che mimano quelle di amici di vecchia data.

La regola dell’amico

Meg Ryan e Billy Crystal in una scena del film Harry, ti presento Sally...

Veniamo dunque alla vexata quaestio alla base della pellicola: un uomo e una donna possono essere amici? O c’è sempre lo zampino del sesso? Harry sembra risoluto nell’affermare che si tratti di un’utopia: l’attrazione scatta sempre, anche se entrambi sono già impegnati, non si sfugge. Sally appare più moderata. Si suppone che ognuno abbia la propria opinione sull’argomento, ma, a prescindere, fidarsi del punto di vista di una commedia romantica che richiede, quasi per definizione, un finale alla “vissero felici e contenti” può non essere una scelta molto saggia. Tuttavia, è interessante segnalare che il primo finale del film prevedeva che Harry e Sally restassero soltanto amici. Era quella che la Ephron e Reiner consideravano la “vera conclusione” della storia.

Successivamente, si resero conto che un matrimonio avrebbe coronato in modo più appropriato lo sviluppo del film, nonostante entrambi pensassero fosse poco realistico. Pare che a restituire fiducia nel romanticismo a Reiner sia stato l’aver incontrato sul set la sua futura moglie, la fotografa Michele Singer. Proprio come il suo alter ego Harry, anche lui si è dovuto ricredere sull’amore. Ma c’è da specificare che il primo finale “in amicizia” era già stato girato prima che Reiner scegliesse di riscriverlo, implicando che l’intero rapporto tra Harry e Sally, durante il film, non dovesse per forza essere letto alla luce di una relazione futura. Ci troviamo potenzialmente con due risposte opposte alla stessa domanda.

Col senno di poi, sarebbe valsa la pena di deragliare lo sviluppo canonico della pellicola per promuovere al grande pubblico l’idea di un rapporto uomo-donna non dominato dal sesso? O si è trattato di un sacrificio necessario per mantenere l’illusione di un finale da favola?

Boy meets girl

Meg Ryan e Billy Crystal in una scena del film Harry, ti presento Sally...

Il successo di Harry, ti presento Sally… è stato globale e immediato. All’indomani dell’uscita nei cinema, recensioni statunitensi ed europee erano tutte accumunate dalla stessa parola: cult. I più severi hanno accusato uno sviluppo di trama prevedibile, ma una destinazione scontata non implica che non ci possa godere l’intera corsa. Il mondo è andato in visibilio per le interpretazioni di Meg Ryan e Billy Crystal, all’epoca attori ancora poco conosciuti, che hanno dimostrato carisma e chimica da vendere. Non va certo sottovalutato, poi, il fascino di una New York autunnale e invernale, addobbata di foglie rosse, gialle e arancioni o di neve e luminarie, mentre suona in lontananza un’orchestra jazz da Grammy Award con It Had to Be You di Frank Sinatra perché, stando alle parole di Reiner, “quando ti innamori, in testa ti risuona Sinatra”.

E ancora c’è l’amore spropositato da Reiner per il cinema, mille citazioni nascoste nelle pieghe di una battuta o di una gag, a Casablanca, a Hitchcock, a Il letto racconta…, a L’esorcista e molto altro. Ma cosa, nello specifico, ci ha conquistato della storia d’amore di Harry e Sally? In fin dei conti, la premessa è sempre la stessa, la più vecchia del mondo: boy meets girl (come vorrebbe il titolo originale When Henry Met Sally…). Dialoghi brillanti e finti orgasmi a parte, ritorniamo a quel discorso della genuinità nei rapporti. L’intera pellicola è intervallata da brevi segmenti in cui coppie di anziani raccontano il modo in cui si sono incontrate. Non si tratta di storie inventata, ma di interviste raccolte dalla Ephron di persone che lavoravano sul set.

Nel finale della pellicola, il racconto di Harry e Sally inserirsi senza forzature in questo carosello di rimembranze. Niente piogge romantiche e momenti stucchevoli (esclusa quella scenografica dichiarazione di Capodanno), l’amore tra Harry e Sally non è più improbabile di quello tra i nostri nonni o i nostri genitori, nato per caso e coltivato per scelta, fatto di tenerezze e incomprensioni. Uno di quegli amori che potrebbe capitare a chiunque, persino a noi, che quando lo guardiamo ci viene da dire: “Quello che hanno preso loro, grazie”.

E voi avete visto Harry, ti presento Sally…? Vi è piaciuto? Ditecelo nei commenti! Qui trovate tutte le uscite su Prime Video per questo gennaio 2024!

Facebook
Twitter