Harry Potter e i Doni della Morte, perché Harry non muore nella foresta?

Questa sera andrà in onda l'episodio conclusivo della saga cinematografica di Harry Potter. Il film diretto da David Yates narra lo scontro decisivo tra Harry e Lord Voldemort a Hogwarts. La sorprendente sopravvivenza di Harry al letale incantesimo di Voldemort nella foresta è spiegata nel libro
Harry Potter nel duello finale con Voldemort nel film Harry Potter e i Doni della Morte - Parte 2

Stasera, alle 21:20, su Italia1, va in onda l’ultimo capitolo della saga cinematografica ispirata ai romanzi di J. K. Rowling: Harry Potter e i Doni della Morte – Parte 2. Il film, diretto da David Yates, che ha curato anche i precedenti tre episodi, ci porta al culmine della battaglia tra il giovane Harry e il malvagio Lord Voldemort, che minaccia di distruggere Hogwarts e conquistare il mondo magico.

Nel film assistiamo allo scontro finale tra i due nemici, che si affrontano nel cortile della scuola di magia e stregoneria. Voldemort, alla testa del suo esercito di mangiamorte, attacca Hogwarts per recuperare l’ultimo Horcrux. L’oggetto contiene una parte della sua anima e lo rende immortale. Harry e i suoi amici cercano di distruggere tutti gli Horcrux prima che sia troppo tardi. Scoprono però che uno di essi è lo stesso Harry, che involontariamente ospita in sé un frammento dell’anima di Voldemort.

Per saperne di più sugli Horcrux e I doni della morte, ecco un articolo dedicato!

Il Signore Oscuro, inconsapevole di questo, propone a Harry di arrendersi e di incontrarlo nella foresta proibita, dove lo ucciderà con l’incantesimo più potente del mondo magico, l’avada kedavra. Harry, dopo aver visto un ricordo del professor Piton, che gli rivela la verità sul suo destino, accetta di sacrificarsi per salvare i suoi amici e permettere così la sconfitta del rivale. Si reca quindi nella foresta, dove Voldemort lo colpisce con l’incantesimo mortale.

Ma, a sorpresa, Harry non muore. Perché? La spiegazione la troviamo nel libro, che approfondisce meglio il mistero. Tutto risale alla notte in cui Voldemort uccise i genitori di Harry, quando era ancora un bambino. In quell’occasione, la madre di Harry, Lily, si sacrificò per proteggere il figlio, creando un potente incantesimo di amore che rimase impresso in Harry. Questo impedì a Voldemort di uccidere il bimbo, e lo costrinse a fuggire, lasciando in Harry una cicatrice e un pezzo della sua anima.

Anni dopo, nel quarto libro, Voldemort torna in forma umana, grazie a un rituale che prevede l’uso del sangue di Harry. Questo gesto, però, si rivela fatale per il Signore Oscuro, perché gli trasmette anche l’incantesimo di Lily. Così, quando Voldemort cerca di uccidere Harry nella foresta, in realtà uccide solo la parte di sé che vive in Harry, mentre Harry sopravvive grazie al sangue che condivide col rivale. Questo lo scopriamo quando Harry, dopo il sacrificio, si ritrova in una sorta di limbo, dove incontra il preside Silente, che gli spiega tutto.

Silente dice a Harry: “Ha preso il tuo sangue credendo che lo avrebbe rafforzato. Ha preso nel suo corpo una piccola parte dell’incantesimo che tua madre ti ha lasciato quando è morta per te. Il suo corpo mantiene in vita il suo sacrificio, e mentre quell’incantesimo sopravvive, anche tu”.

Un’ulteriore prova a dimostrazione di ciò la troviamo nel finale del quarto libro. Infatti, nel momento in cui Harry racconta a Silente del ritorno di Voldemort fa riferimento al fatto che questo ha usato il suo sangue per risorgere, e la reazione del preside è:

Per un fugace istante, Harry pensò di aver visto un barlume di qualcosa di simile al trionfo negli occhi di Silente. 

In conclusione, Voldemort ha commesso il suo ultimo errore, sottovalutando il potere dell’amore e della protezione materna. Harry, invece, ha dimostrato il suo coraggio e la sua lealtà, scegliendo di sacrificarsi per il bene comune. Questo è il messaggio finale di Harry Potter e i Doni della Morte – Parte 2, che non viene totalmente spiegato nei film ma che speriamo venga raccontato nella serie tv che arriverà in futuro.

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