Gran Torino, perché l’auto del film si chiama così? Il collegamento con l’Italia

Regista di film spietati, Clint Eastwood in Gran Torino mostra tutta la sua sensibilità. Una prospettiva ravvicinata su quanto i veterani soffrano il cambio generazionale dopo i dolori di guerra e su quanto le questioni razziali siano ancora importanti da affrontare. Ad ispirare il titolo la unica e sola Italia.
Clint Eastwood in una scena del film Gran Torino

Clint Eastwood, che come sappiamo ha una sua visione del mondo ed un suo specifico orientamento politico, con Gran Torino che si espone moltissimo dandoci una prospettiva utile su quanto gli ex-veterani siano una classe sociale emarginata, e quanto la differenza generazionale ed i cambiamenti del mondo contemporaneo siano qualcosa di reale e che ha delle conseguenze.

Gran Torino rappresenta anche un’ideale (idealizzata) riconciliazione tra le varie differenze culturali e di età dimostrando quanto sensibile possa essere il regista da .44 mm. Qui interpreta Walt Kowalski, uno scorbutico “eroe” fuori dalle regole, razzista e irascibile, alle prese con una banda di giovani criminali. Ormai in pensione dopo aver lavorato per tutta la vita come operaio, trascorre la sua esistenza ghetto periferico di Detroit, dominato dall’assenza di ordine e rispetto.

Ma da dove arriva un titolo così apparentemente lontano dalla narrazione? Il passatempo preferito dell’uomo è occuparsi della sua Ford Gran Torino, un’auto d’epoca del 1972 che custodisce e mantiene con ligia cura. Prodotta tra il 1968 e il 1976 per il nordamerica, l’auto per gli standard del mercato della prima decade degli anni 2000 era considerata di medie dimensioni. Lunga, slanciata, massiccia. Americana, ma con un nome italiano.

Una sorta di crasi tra l’americanissimo e l’italianissimo. Il nome Torino dato alla vettura ha una specifica storia alle spalle, un parallelismo piuttosto curioso. Gli americani, infatti, consideravano questa città italiana, sede di altrettante famose e riconosciute aziende automobilistiche, la FIAT e la Lancia, come la Detroit d’Italia, in quanto cuore dell’automotive nazionale.

La Ford Gran Torino ha da sempre avuto una fortunata tradizione sia in tv, che al cinema. Oltre che dare il nome al film di Clint Eastwood, l’auto appare in un iconico colore verde bottiglia in film di successo come Il grande Lebowski, l’anacrostico noir dei fratelli Cohen e Fast & Furious.

Gran Torino è stato il revival romantico di questa iconica macchina che è una vera e propria attrice protagonista. Nostalgico, alla visione raffiora l’affetto e la passione di milioni di americani che decenni prima dell’uscita del film hanno avuto la gioia di mettersi alla guida di quella un po’ troppo lunga, ma spaziosa, auto dal nome italiano.

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