Golia, recensione: scrivere il futuro è fare meta coi giganti

Golia è un film italiano indipendente, prodotto da Rhapsodia FIlm, disponibile da Ottobre 2023 nel catalogo di Prime Video. Con scene in animazione incastrate fra le riprese realistiche, all’interno di una casa di cura per anziani e malati mentali, il film ci trasporta in una storia “gigantemente” umana. Ecco la nostra recensione!
Mirko Frezza nel poster del film Golia

Avete presente Michael Scofield e la piantina della prigione tatuata sul suo corpo per avere le indicazioni con cui evadere e salvare il fratello dalla condanna a morte? Ecco, su Prime Video c’è un film del 2023, italiano, che non è Prison Break ma ha a che fare con un ambiente asfissiante – quasi quanto una prigione – da cui cercare di scappare per mezzo di se stessi. Si intitola Golia e già la resa grafica del titolo ci dice quanto un piccolo puntino basti a trasformare una “I” in punto esclamativo.

Golia è un film indipendente presente nel catalogo Prime Video dal 16 Ottobre, prodotto da Rhapsodia Film e diretto da Roberto Marra e Stefano Salvatori – al loro esordio al lungometraggio. A condurre il film e guidare il cast ci sono due noti attori italiani, che realizzano un’ottima prestazione nei due personaggi protagonisti: Mirko Frezza e Giorgio Colangeli – rispettivamente Golia e Alessandro.

La Resistenza dei fiori partigiani

La prima traccia della colonna sonora di Golia è una fischiettata Bella Ciao. Non c’è né guerra né fascismo – per fortuna – ma i protagonisti del film sono ospiti di una casa di cura, molti con disturbi mentali, e interpretano quel “fiore del partigiano” – che resiste anche sotto le bombe della malattia e della solitudine. L’ospite più imponente di questa residenza per anziani è il gigante, Golia. Imponente, mastodontico, quasi incontenibile come fosse davvero un animale mostruoso dei cartoni animati che si risveglia creando il panico di tutti. È accompagnato dall’ostile personale medico dell’istituto, lontano dai suoi cari ma soprattutto privato dalla ragione più grande della sua vita: la palla da rugby, cimelio dello sport in cui è stato un campione.

Oltre Giobbe Covatta nei panni di un frate poco lucido, e Pietro De Silva che interpreta l’intelligente Guido, il compagno più caro a Golia è sicuramente Alessandro. Interpretato da Giorgio Colangeli, l’uomo è un ex professore di lettere, ora paraplegico, che crede Golia possa essere molto più che la sua malattia e meriti di respirare la libertà anche con la demenza che lo affligge.

Le cassette come i tatuaggi in Memento

Mirko Frezza in una scena del film Golia

La demenza senile impedisce a Golia di ricordare. Fino a che il film non ci accompagna ad indossare un paio di auricolari e premere play su una serie di cassette registrate. La sua stessa voce gli scandisce le azioni di ogni giorno, cercando di accompagnarlo verso la fuga e la conquista della libertà da quel posto. Ascoltare permette a Golia di ricordarsi chi è e cosa vuole, e attraverso i promemoria che ogni giorno registra al se stesso di domani è sempre più vicino alla sua meta.

Cinematograficamente parlando, la lotta contro l’oblio, la perdita della memoria e il tentativo viscerale di aggrapparsi ad ogni briciola di sè per non perdere la propria identità, ci fa pensare al Guy Pearce di Cristopher Nolan. I tatuaggi sono diventati cassette registrati, così come il libro che Noah legge alla sua Allie – ne Le pagine della nostra vita – ora è un racconto continuo di Golia a se stesso.

Un burattino gigante

Che la voce registrata sia l’ancora che impedisce a Golia di dimenticarsi di sè, permette allo spettatore di assistere all’animazione puntuale di una sceneggiatura. Ogni azione viene narrata dalle parole del protagonista stesso un secondo prima che avvenga, rendendo Golia un audiolibro più che una storia per immagini. Prima che vederlo, Golia lo sentiamo e soltanto il finale – inaspettato e graditissimo – ci permette di comprendere il perché di questa sensazione.

In questa sceneggiatura animata Golia sembra un burattino di se stesso, mossi dai suoi stessi fili, e noi spettatori, ascoltando il film come se lo potessimo leggere, abbiamo quasi l’impressione di compiere le azioni di Golia insieme a lui. A proposito di piccoli film italiani, l’idea di un personaggio che compie le puntuali azioni anticipate dalle parole di qualcuno fa pensare a Cattiva coscienza, che abbiamo recensito pochi mesi fa. In quel caso la voce nella testa dei protagonisti era una coscienza alla Inside Out, questa volta è la fede nel ricordo, la salvezza nella narrazione, la libertà dell’immaginazione. Michael Scofield – dicevamo all’inizio – in Golia si è messo il piano per evadere nelle orecchie.

Quasi amici nel futuro

Giorgio Colangeli in una scena del film Golia

Chi è che scrive a Golia, affetto da demenza, a scriversi la propria libertà? Alessandro, che con cura in camera di Golia scrive il testo – esattamente come uno sceneggiatore – al gigante, lo aiuta a leggerlo e insieme registrano tutte le cassette con le indicazioni di ogni minimo gesto necessario alla fuga dalla casa di riposo. I due Quasi amici in questione vogliono fare rumore, soprattutto nella testa di Golia.

Perché – qui c’è una delicata riflessione sulla malattia che merita di essere sottolineata – Alessandro non legge a Golia le sue storie. Alessandro vuole che Golia se le legga da solo, e questo pare a chi scrive un enorme messaggio di dignità umana. Golia è in grado di ricordarsi se stesso, Alessandro non vuole farlo al posto suo, e si salva proprio rammentandosi della propria identità. È la dignità che vince sulla malattia mentale: tematica che, per restare in Italia, di recente abbiamo visto sul piccolo schermo con Tutto chiede salvezza, sul grande con Felicitàil sorprendente esordio di Micaela Ramazzotti alla regia.

Golia compie davvero un’impresa da gigante e alla fine ci stupisce completamente. In che senso? Ecco un consiglio che è anche un indizio su come va a finire Golia: Don’t Worry, He Won’t Get Far on Foot. È un film di Gus Van Sant del 2018 e ci abbiamo pensato moltissimo guardando Golia: entrambi vi aspettano su Prime Video!

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