Giffoni 2023, Sydney Sibilia sta lavorando a una serie sugli 883

Stiamo seguendo la 53° edizione del Giffoni 2023, occasione durante la quale Sydney Sibilia, regista, sceneggiatore e produttore (nome dietro successi quali Smetto quando voglio, L’isola delle rose e Mixed By Harry), ha parlato di vecchi aneddoti e di un prossimo progetto - basato sulla storia degli 883.
Giffoni 2023, Sydney Sibilia sta lavorando a una serie sugli 883

Ospite della quarta giornata del Giffoni 2023, Sydney Sibilia si esprime in un mix tra dialetto campano e romano, ogni risposta è sagace, tiene alta l’attenzione della sala con una leggerezza perfetta per l’orario dell’incontro, il primo pomeriggio. Il regista e sceneggiatore di Smetto quando voglio è un rabdomante con un bastoncino in cerca di storie da raccontare, come lui stesso si definisce. Non era la sua prima volta al Festival, lo aveva sperimentato a 7 anni, ricorda di aver visto Tommy Tricker e il francobollo magico e di aver conosciuto Bud Spencer.

Il prossimo progetto di Sibilia sarà, ancora una volta, a tema musicale, prodotto da Sky Original con il titolo Hanno ucciso l’uomo ragno – La vera storia degli 883. Sto facendo una serie sugli 883, stiamo rappresentando la Pavia degli anni ’90, ma una versione nostra, come la Forcella degli anni ’80 a volte somiglia drammaticamente alla Salerno di quando ero piccolo, come quando fai Batman e ti inventi tu Gotham City: il posto non è quello che è, ma è come lo rappresenti. È pericoloso giocare al contrario”.

Oltre l’entusiasmo per la nuova serie, lo spazio dell’incontro è stato dedicato ai retoscena su vecchi successi, scrittura e formazione. Ogni incontro nella sezione Workshop Giffoni si apre sulla stessa domanda del moderatore: “Quando Sydney si è detto: ‘Io sono un regista?’”. 

Sydney Sibilia parla degli esordi a Giffoni 2023

Sydney Sibilia sul set di Hanno ucciso l'Uomo Ragno
Sydney Sibilia sul set di Hanno ucciso l’Uomo Ragno

16 anni, avevo fatto un paio d’anni d’asceta nutrendomi di acqua e radici” – il tutto per comprare non la prima macchina fotografica, ma un motorino, all’epoca a Salerno fondamentale, dice, per avere una mezza vita sentimentale. Però in un negozio di elettrodomestici vede una telecamera appoggiata sopra una lavatrice, così entra, ma solo per chiedere informazioni “perché l’obiettivo quel giorno era comprarsi il motorino”. Un commesso – il migliore di sempre – gli cambia la vita: “la telecamera sulla lavatrice..serve per fare i film?” chiede Sibilia. 

“Poi anni dopo scopro che una telecamera è l’ultima cosa che ti serve – per fare i film”. Lui, “un genio”, gli risponde: “embe’ si certo.” Così Sibilia ne esce senza soldi, con la telecamera ed un sentore di essere stato fregato. Come Spielberg con bulli e compagni di classe, Sibilia utilizzava i compagni boy scout per registrare cose “dicevo ‘motore e azione e dici: quindi le cose accadranno – ma puntualmente non succedeva niente, era il quarto giorno che non succedeva niente e io dicevo: ‘ma che devo fare?’ E penso che forse me le devo scrivere prima le cose. E li divento sceneggiatore”. 

Un giorno “uno” gli dice: “‘Ma lo sai che puoi fare pure cose più brevi?’ – perché io le facevo di tipo un’ora e mezza – ‘si chiamano cortometraggi’ – e io lo guardo e dico: ‘e che cazzo me lo potevi dire prima’”.

“Mo’ facciamo un’altra bella storia sull’illegalità.”

Al Giffoni 2023 Sydney Sibilia parla del lavoro su Mixed By Harry
Al Giffoni 2023 Sydney Sibilia parla del lavoro su Mixed By Harry

Parlando del boom dell’attenzione verso Napoli nella cinematografia degli ultimi decenni e della sua industria, ”di classe A +++“, il regista torna su Mixed By Harry (qui la nostra recensione). Harry ”Non è che si era nascosto – era su Facebook con il nome ‘Harry di Mixed By Harry’ – era facilissimo.” Gli si chiede poi se i tre fratelli Frattasio siano stati caratterizzati nel film con il riferimento a La Smorfia, Arena-Troisi-Decaro: “Non consciamente, fa parte del sedimentato”. 

Ma il tutto è stato realizzato con la costante paura in testa del “si incazzano se non capiscono? Poi mi sono rivisto i film di Troisi e loro parlavano come gli pareva a loro e la gente rideva lo stesso. E quindi abbiamo deciso di farlo come piaceva a noi, in dialetto campano, questa lingua bellissima con le sue sfumature.” Gli viene poi detto: “In tutti i tuoi film…diciamo non c’è molta legalità…” –  “In realtà io non è che quando faccio un film dico: adesso parlerò di nuovo di quella cosa lì…non è che quando scrivi dici: ‘mo’ facciamo un’altra bella storia sull’illegalità”.

Sono spesso storie di anarchia le sue perchè, dice, non è mai stato uno che le regole le rispettava particolarmente…”Forse sono fuori legge pure io […] Ero anche un po’…mi sentivo di non aver bisogno di nessuno, non ho mai fatto la fila dai produttori…i corti me li facevo per i fatti miei, anche il primo film…neanche per un secondo ho pensato ‘oddio speriamo che me lo fanno fare’…anche se non me lo fanno fare, vabbè lo farò con i miei amici, richiamo quelli degli scout, da qualche parte staranno.” 

L’isola delle rose e la sua creazione

Da Mixed By Harry a L’Isola delle rose, la prima domanda ha inizio non sul film, ma sulla creazione della piattaforma.  “L’abbiamo fatta noi…ma perché ti serviva? Te la faccio rimontare e recapitare a casa.” Sulla nascita del film bisogna invece fare un passo indietro, fino a Smetto quando voglio. “Stavo scrivendo Smetto quando voglio in realtà, pieno di roba tecnica, ero su Wikipedia e cercavo le formule chimiche in latino, roba complicatissima. Apro un giorno la home page e c’era questa piattaforma con scritto ‘Isola delle rose – micronazione‘ e ho detto ‘mah, e che è?’” Ne scopre la storia intrigante.  

Arrivati a metà film si rendono conto però che una storia così  non si poteva fare in Italia. Ma continuano a scriverla sul motto “poi capiamo”, con la consapevolezza e la libertà del non riuscire a terminarla. Almeno fino al lancio di una nuova divisione Netflix. Vanno ad una cena – in inglese – con i produttori, ma né lui né l’amico erano sicuri di aver capito “ma questo c’ha detto?”Mah a me m’è sembrato di capire che lo vogliono fare”. Raggiungono così Malta per i vari sopralluoghi in una Infinity Pool, quelle che danno l’effetto di una vasca d’acqua priva di confini. Era fatta.

Giffoni 2023, la commedia italiana è protagonista

Non solo Giffoni 2023: Sydney Sibilia ospite nelle precedenti edizioni del Festival
Non solo Giffoni 2023: Sydney Sibilia ospite nelle precedenti edizioni del Festival

Mixed by Harry era invece più di pancia, con la commedia italiana e americana anni ‘80-’90 come influenza. Ha una parte sedimentata – le influenze di quando era piccolo, le cose che gli piacciono. E una che si rinnova sempre con libri che legge, videogiochi con cui gioca, si mischia tutto. “Per esempio in Smetto 2 c’è la scena al porto perché stavamo giocando a GTA  e c’erano tutte missioni al porto dove corcavo di mazzate un sacco di gente”. “Vedo Skyfall, dove c’è una scena del treno dove pure si corcavano di mazzate, e ho detto ‘pure noi dobbiamo fare che si menano sul treno’”.

Deve sembrare leggero. Guai sennó. La commedia all’italiana a volte alcuni la fraintendono come una cosa…tipo i film di Natale. Ma è quello che ha reso il nostro cinema famoso in tutto il mondo. È nata alla fine degli anni ‘50 da I soliti ignoti in poi, era di alta fattura e fa ridere oggi questa tradizione declinata, voluta o non voluta”. Ne parla in un’edizione del Festival in cui il tema commedie – italiane – sembra farla da padrona. Il giorno prima un giurato aveva chiesto a Bisio cosa ne pensasse della nuova comicità, controparte di quella vecchia, quella…cringe, come… la tua”.

“Tornare a Salerno e aprirmi un chiosco” 

Sydney Sibilia sul set di Smetto quando voglio
Sydney Sibilia sul set di Smetto quando voglio

In sostanza, conclude, “scrivere è la cosa più bella del mondo, è il lavoro più figo che c’è…ma la maggior parte del lavoro è rigore ed è che tu ti svegli la mattina e apri il computer e c’è solo un cursore che lampeggia e al massimo una, due persone con te nella stanza, e quindi a qualcuno l’idea deve venire altrimenti chiudiamo il computer. Capita anche che tiriamo su le reti e sono vuote e non c’è niente di deprimente. Devi imparare a gestire l’umore”. 

“A volte scrivi una parte che ti piace e ti vengono le manie di grandezza messianiche – ‘cazzo ma sono un genio’ – il giorno dopo non scrivi niente e dici ‘ma allora sono stupido, non posso fare ‘sto lavoro, mi devo dimettere, tornare a Salerno e aprirmi un chiosco’. Scrivere è un lavoro e come molti lavori ti svegli e pensi ‘che palle’. Bisogna tenere alto l’entusiasmo, ho visto persone bravissime senza la costanza di farlo tutti i giorni. E questo è piu importante del talento.” 

L’incontro al Giffoni 2023 si chiude poi con una sfilata di chiavette e QR code per Sibilia da scansionare, file di cortometraggi, speranze digitalizzate, opere cinematografiche da realizzare. D’altronde, sel’era un po’ cercata: “Come farsi notare dai produttori?” – “Facendo le cose”, ha risposto. 

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