Georgetown, la storia vera che ha ispirato il film di Christoph Waltz

Questa sera in tv torna il film Georgetown. Debutto alla regia per il Premio Oscar Christoph Waltz che riveste anche i panni del protagonista Mott. L’uomo cerca di farsi strada nell’alta società di Washington D.C. anche grazie alle conoscenze della moglie Elsa, ben più matura di lui. La sua scalata si interrompe quando la donna viene trovata morta.
Christoph Waltz in una scena del film Georgetown e Viola Herms Drath

Oggi, 2 gennaio 2024, va in onda in TV Georgetown. Il canale è Rai 5, il 23 del DT, alle ore 21:15. Si sapeva che Christoph Waltz avrebbe preso in mano la regia del progetto, che allora aveva come titolo The Worst Marriage in Georgetown, già nel 2015. È infatti titolato in ugual modo l’articolo del New York Times di Franklin Foer, da cui la pellicola prende ispirazione.

La pellicola racconta le vicende di Ulrich Mott, interpretato dallo stesso Waltz, che potrebbe tornare nel sequel di Alita. Seguiamo l’ascesa dell’uomo di origini tedesche nell’alta società del quartiere di Georgetowon della capitale statunitense. Ascesa che passa dal matrimonio con la giornalista Elsa Brecht, con la quale condivide le origini e il doppio degli anni di età, non senza scontri con la sua figlia acquisita Amanda, che ha il volto di Annette Bening. Quando il corpo di Elsa, interpretata da Vanessa Redgrave, viene ritrovato senza vita nella casa di proprietà della coppia, i principali sospetti ricadono proprio sul marito.

E sì, la storia di Elsa e Ulrich ripercorre un fatto di cronaca realmente accaduto, proprio come per Gone Girl. Nello specifico stiamo parlando del caso di Viola Herms Drath e dei misteri e ambiguità che avvolgono il suo omicidio. Vedova del suo primo marito, la donna incontra, nella seconda metà degli anni ’80, il giovane cadetto tedesco Albrecht Gero Muth, che aveva 44 anni in meno di lei. Viola, nata anch’essa in Germania, ha raggiunto in quegli anni uno dei punti più alti della sua carriera giornalistica, attirando così le attenzioni del giovane, interessato, per i più, a sfruttare l’influenza sociale della donna. Il matrimonio si celebrò nel 1990, quattro anni dopo la morte del primo marito di Viola.

La sfrenata ambizione, l’ossessione di venir apprezzato e riconosciuto “da quelli che contano” emerge sin da subito nei comportamenti di Albrecht. Come emergono i suoi atteggiamenti violenti e manipolatori nei confronti della moglie. Nel corso del matrimonio, la polizia dovette intervenire diverse volte in seguito ad aggressioni da parte di Muth nei confronti di Viola. Quando la donna fu trovata senza vita nel bagno della loro casa, l’11 agosto del 2011, i sospetti non poterono che concentrarsi sul marito. Fu proprio Muth ad avvisare la polizia e a suggerire la pista di un omicidio, come Waltz mostra accuratamente nel suo Georgetown. Dopo un periodo di osservazione all’Ospedale di St. Elizabeths, venne esclusa la malattia mentale e Muth processato e condannato a 50 anni di carcere per l’omicidio di Viola.

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