Frozen: perché 10 anni dopo è ancora un caldo abbraccio

Mentre si parla già di un terzo capitolo, Frozen - Il Regno di Ghiaccio oggi spegne 10 candeline. Un exploit di musiche ed emozioni che ci portano all’esplorazione di un regno magico. Un regno che parla della storia di ciascuno di noi, tra luci e ombre quotidiane.
Un poster del film Frozen - Il Regno di Ghiaccio con tutti i protagonisti

27 novembre 2013: esce il film d’animazione capace, dal 2014, di vantare un record di incassi al botteghino per la sua categoria per ben 6 anni, quando poi nel 2020 solo il suo stesso sequel sarà in grado di scavalcarne il successo. Stiamo parlando di Frozen – Il Regno di Ghiaccio, il 53º classico Disney che ad oggi conta il terzo posto nella classifica, rispettivamente superato da Super Mario Bros – Il Film e Frozen II – Il segreto di Arendelle. 

Frozen attecchisce nei nostri cuori come neve nel periodo natalizio. L’ottima riuscita delle vendite registrata non è legata, però, semplicemente al tradizionale film di Natale per bambini da vedere in compagnia della famiglia. Un trionfo simile è molto di più che un banale racconto di fantasia: è musica, è fratellanza, è viaggio, è scoperta, è dolcezza e, in profondità, è anche molta filosofia. Noi ne abbiamo analizzato tutte le qualità che lo hanno reso un record da festeggiare e annoverare nella memoria di tutti, grandi e piccini.

Una colonna sonora dal successo mondiale

Elsa canta Let it go in una scena del film Frozen - Il Regno di Ghiaccio

Come si può non partire da Let it go per descrivere un simile record? È il brano che dona l’Oscar a Frozen – Il Regno di Ghiaccio, il secondo dopo quello per miglior film d’animazione. Da noi prende il titolo di: “All’alba sorgerò”, cantato da Serena Autieri, l’interprete che offre la voce ad Elsa per tutta la pellicola nella versione italiana. Un pezzo che ha registrato un record inarrivabile dai tempi di Titanic, per un brano tratto da film: primo per tredici settimane nella classifica statunitense Billboard 200. Aggiungiamoci un disco da 7 milioni di copie vendute solo nel 2014 ed è subito magia.

Let it go appare come un inno, un coro alla libertà, alla possibilità di lasciare uscire quello che il corpo comunica: ansie, timori, pensieri puri, emozioni autentiche. Proprio da questo groviglio di sensazioni, Elsa forma il suo regno, la sua nuova casa: un castello di cose non dette, di gesti mai potuti condividere, che ora trovano la forma perfetta e cristallina in una fortezza reale. Su una montagna in piena estate, ogni nota raggiunta da Elsa genera la vita di lucenti cristalli di ghiaccio puri e trasparenti, all’insegna dell’amore e dell’ascolto verso se stessi.

Una forza musicale ritrovabile in tutti i 102 minuti di riproduzione, con una pellicola che sa bene come trasportarci a suon di quei ritmi incalzanti che mancavano da un po’ sul suolo Disney. Basti pensare che dal 2014 è stata resa disponibile anche la versione Frozen – Il Regno di Ghiaccio: Canta con noi, con karaoke in sovraimpressione per i fan più sfegatati. Frozen ci ricorda così l’importanza narrativa della musica, che sa scortare l’immaginario filmico verso orizzonti diversi. Basti pensare a quante iconiche canzoni ci fanno pensare a un film piuttosto che ad un altro. Oppure a quanti altri brani, messi in contesti diversi, hanno modificato il significato di intere scene in pellicole cult.

Una trama che scioglie anche un cuore di ghiaccio

I troll incontrano la famiglia di Elsa ed Anna in una scena iniziale del film Frozen - Il Regno di Ghiaccio

“Quando il vento avvolge i monti / Con il suo gelido abbraccio / L’unione forma un cuore freddo / Dal quale nasce il ghiaccio / Spaccato in due mostrerà / Quello che l’uomo ancora non sa / Spezza il cuore a metà / Ed ognuno saprà / Qual è la verità / Lucido, splendido, solido, duro! / Fai attenzione al suo lato oscuro / Vince con te, vince con noi…”

Un incipit marciante che cela in sé il senso di tutto l’arco narrativo. Quel racconto che è il fulcro chiave di questo storico record. L’amore che lega Anna ed Elsa è autentico, puro, genuino, sinonimo di vera e grande sorellanza. Ma quando il potere di Elsa esplode, quale è la reazione generale? Nascondere tutto agli occhi di tutti.

Persino i saggi e dolci troll vedono in lei il male, tanto da cancellare la memoria ad Anna della parte caratteristica della vita della sorella, il suo talento per eccellenza: la magia. Ora, immaginate: qualcuno potrebbe mai pensare di essere votato alla bellezza se la sua stessa identità viene riconosciuta come male? Persino il suo nucleo familiare la guarda impaurita…

Chi gela le sorti della vita di Elsa non è lei, non sono le sue scelte, non è la capacità di non riuscire a dominare il suo potere, ma è il giudizio posto dagli altri rispetto alla sua presenza nel mondo. L’alba in cui troverà risurrezione giungerà per Elsa solo nel giorno della sua fuga da Arendelle. Fino a quando, poi, non noterà che la scelta dell’isolamento è sinonimo d’inverno per un’intera città.

Ora che il lato oscuro ha saputo districarsi per bene dinanzi agli occhi dei personaggi e degli spettatori, è tempo di vera poesia e rinascita: “solo un atto di vero amore può sciogliere un cuore di ghiaccio“. E quale atto di vero amore potrebbe mai essere maggiormente pieno di qualità se non un sacrificio?

Forse è vero: “a volte vale la pena sciogliersi per qualcuno”, ma vuoi mettere con il congelare tutto di sé pur di salvare il calore di un altro? L’ultima occasione di vita per Anna diviene, così, la prima vera nascita di Elsa. Frozen – Il Regno di Ghiaccio fa centro a pieni voti nel cuore e nella testa di tutti i suoi spettatori.

Olaf, più che un aiutante

Olaf in una scena del film Frozen - Il Regno di Ghiaccio

La specialità di casa Disney? Sfornare aiutanti che si rivelano a tratti più iconici dei protagonisti. È il caso, per esempio, di Mushu in Mulan; il Genio in Aladdin; Rafiki, Timon e Pumba in Il Re Leone; Baloo e Bagheera ne Il Libro della Giungla. Certo è che neanche con gli antagonisti hanno mai floppato (qui la nostra classifica dei migliori villain Disney). Ma poteva mai mancare nel secondo incasso più grande della storia Disney una spalla del calibro del mitico Olaf?

Eppure Olaf non è il classico aiutante cui siamo abituati. Anche perché Frozen – Il Regno di Ghiaccio rivoluziona ampiamente il modo di intendere gli archetipi alla base delle narrazioni fiabesche e fantastiche: anche Kristoff e Sven sono aiutanti, così come lo sono i troll; Elsa si rivela l’antagonista per quasi tutta la storia; Anna sembra essere la protagonista, quando poi il riflettore principale sarà puntato sul rapporto tra sorelle piuttosto che su un personaggio.

Olaf è il bimbo presente in ciascuno di noi, è dolcezza fatta carne-ghiaccio, è solarità nel corpo più freddo che possa esistere. Il classico simbolo di allegria in una giornata nevosa, che ti sa far dire: facciamo un pupazzo di neve? Quasi come fosse il cimelio celebrativo di un evento raro.

E Olaf è soprattutto questo: la rarità della bellezza di cui il rapporto di Elsa ed Anna verrà privato sin dalla più tenera età. La richiesta di aiuto e presenza da parte di Anna alla porta di Elsa è solo una sin dal principio: “puoi lasciarmi entrare? Facciamo un bel pupazzo insieme!

Ma Olaf è anche qualcosa in più: la sua forma prende vita proprio dal canto di liberazione di Elsa, l’unica a possedere ricordi del rapporto con la sorella. Un ricordo felice, ingenuo, che nei panni di un tenero pupazzetto ama ciò che più lo consumerebbe: l’estate. L’indimenticabile “Sognando l’estate”, cantata dall’eterna ed eccezionale voce di Enrico Brignano, ci ricorda come gli opposti sappiano essere il principio regolatore alla base degli equilibri del mondo.

Olaf è un personaggio goffo, ilare, che ama tutto ciò che la vita gli possa offrire, che sa creare tanto occasioni per sfoderare le sue battute esilaranti, quanto citazioni di una spiccata sensibilità e profondità. Un aiutante che a suon di caldi abbracci ha saputo sciogliere persino i cuori più gelidi.

Frozen – Il Regno di Ghiaccio sa essere e confermarsi un record perché ha tutto: musiche eterne, personaggi realistici, messaggi forti e decisi, “principesse” molto più che classiche principesse, paesaggi candidi, con disegnatori che hanno avuto una cura nel dettaglio da brividi. Arendelle è in ciascuno di noi: è in chi non sa accogliere i suoi inverni e gela le sue estati. Ma è in chi sa amare il freddo, sa accoglierlo e scioglierlo a suon di caldi abbracci. Basta amare se stessi e le proprie stagioni.

Una lezione da ricordare e riguardare. Frozen – Il Regno di Ghiaccio ti aspetta su Disney+.
Goditelo di nuovo per onorare il suo compleanno.

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