Frank Miller: l’eredità cinematografica del maestro del fumetto noir

Oggi celebriamo Frank Miller, fumettista americano, in occasione del suo settantasettesimo compleanno. Ciak Club esplora la sua carriera, analizzando le pellicole influenzate direttamente o indirettamente dalle sue opere, riconoscendo il suo impatto duraturo nel mondo del cinema.
Il cavaliere oscuro, 300, Sin City e The Spirit tra i film ispirati dai fumetti di Frank Miller

Nel mondo del cinema, ogni pellicola rappresenta un gradino verso il progresso dell’arte. Ogni innovazione si basa su ciò che è venuto prima, e nel caso della settima arte, questo è più vero che mai. Oggi, ci concentriamo su un gradino particolarmente solido: Frank Miller. Miller, fumettista americano di grande rilievo, celebra oggi, sabato 27 gennaio 2024, il suo settantasettesimo compleanno. In onore di questa occasione, noi di Ciak Club abbiamo deciso di esplorare la sua carriera, analizzando le pellicole cinematografiche che sono state direttamente o indirettamente influenzate dalle sue opere.

Prima di immergerci nel cuore della questione, diamo uno sguardo alla sua storia. Nato il 27 gennaio 1957 a Olney, nel Maryland, Miller è cresciuto a Montpellier, nel Vermont. Fin da giovane, ha coltivato una passione per il disegno e il fumetto, che lo ha portato a inviare il suo portfolio a vari editori durante il liceo. Uno di questi, Neal Adams, è diventato il suo mentore e gli ha aperto le porte del mondo del fumetto. Nel 1978, Miller ha pubblicato una short-story su Twilight Zone ed ha iniziato a lavorare per la DC Comics su Weird War Tales.

Ma sono gli anni ’80 che segnano il periodo della sua ascesa. Frank Miller rivoluziona Daredevil, introducendo il personaggio di Elektra, una letale assassina e amante del protagonista. Successivamente, sbarcato in DC, reinventa Batman, il celebre supereroe. Crea opere iconiche come Batman: Anno uno e Il ritorno del Cavaliere Oscuro, quest’ultima considerata una pietra miliare del fumetto mondiale. Il fumettista si dedica anche alla creazione di opere come Sin City, dal sapore noir tanto caro a Miller. Ha anche diretto The Spirit nel 2008, un adattamento del fumetto di Will Eisner.

Ma vediamo più nello specifico perché Frank Miller è un tassello così importante del cinema moderno. 

Tra le trasposizioni cinematografiche dei fumetti di Frank Miller, una delle meno fortunate è stata Elektra (2005), spin-off di Daredevil. Il film non ha riscosso il consenso sperato, ma ha presentato al grande pubblico il personaggio di Elektra, nato dalla penna di Miller nelle pagine fumettistiche dedicate all’eroe. Miller ha infatti rivoluzionato il personaggio cartaceo, rendendolo più moderno e affascinante. Molte delle sue storie sono tutt’oggi considerate tra le più intense. Anche Daredevil (2003), pur ricevendo critiche tiepide, si è ispirato alle opere di Miller.

Il trionfo di 300 (2006), adattamento della graphic novel di Miller, ha dimostrato come il suo stile visivo inconfondibile abbia trasceso i limiti del fumetto per influenzare il cinema. La collaborazione tra Snyder e il fumettista è stata una delle più profonde e creative mai viste sul grande schermo. Il regista ha optato per un uso massiccio della computer grafica, per avere maggiore libertà nella creazione degli scenari. Il film ha riprodotto fedelmente le tavole della graphic novel di Miller, che sono diventate parte integrante del progetto. Le sue tavole hanno funzionato da veri e propri storyboard del progetto, ed hanno contribuito a dare al film quell’aspetto così surreale che ha fatto della pellicola un piccolo cult del genere.

Nel 2005 è arrivato al cinema Sin City, trasposizione cinematografica dell’omonima serie a fumetti creata da Frank Miller. Il film ha fatto un uso del bianco e nero così originale che guardando la pellicola sembrava di assistere alla versione animata dei fumetti. La pellicola ha avuto un grande successo, riprendendo fedelmente le opere di Miller, tanto che il regista, Robert Rodriguez, ha chiesto durante la produzione, l’approvazione dello stesso su alcune scene sperimentali. Il film è ancora oggi un capolavoro di fotografia e stile.

Un’altra opera che potrebbe tornare al cinema, secondo alcune voci, è Spawn. Il personaggio è protagonista di un celebre fumetto,Spawn/Batman, scritto da Miller, in cui Spawn e il Cavaliere Oscuro sono costretti a collaborare per rintracciare un criminale che decapita i senzatetto. Questo è uno dei migliori episodi dedicati al personaggio, e ci auguriamo che nel nuovo adattamento cinematografico si tenga conto dell’opera di Miller e Todd McFarlane.

Ma arriviamo adesso a Batman, uno dei personaggi più iconici e amati della cultura popolare. La sua storia, le sue avventure, i suoi nemici e i suoi alleati hanno affascinato generazioni di lettori e spettatori. Tra le molteplici interpretazioni cinematografiche di Batman, nel cinema recente è decisamente quella di Christopher Nolan. Questa visione di Batman ha plasmato la percezione moderna del personaggio, rendendolo più oscuro, realistico ed umano. Quello che forse non sapete è che Nolan ha preso ispirazione per la sua trilogia proprio dagli scritti di Frank Miller. 

Il suo stile grafico e narrativo, caratterizzato da un tratto deciso, un uso del nero e del bianco, una violenza esplicita e un cinismo tagliente, ha rivoluzionato il mondo dei fumetti, soprattutto quello dei supereroi. Infatti, tra le sue opere più celebri, spicca Il ritorno del cavaliere oscuro, pubblicata nel 1986, albo che ha rinnovato il personaggio di Batman di fine anni ottanta. In questa storia, ambientata in un futuro distopico, Batman è un uomo anziano e ritirato, che decide di tornare in azione per combattere il crimine e la corruzione che dilagano a Gotham City. 

La sua versione di Batman è cupa, angosciata e molto più umana rispetto alle precedenti incarnazioni. Miller ha decostruito il personaggio, esplorandone la psicologia, l’etica e il conflitto con la società circostante. Frank Miller introduce anche elementi di critica sociale e politica, denunciando il degrado, la violenza e il totalitarismo che caratterizzano il suo mondo immaginario. Tra il 2005 e il 2012, Nolan ha diretto tre film su Batman: Batman Begins, Il cavaliere oscuro e Il cavaliere oscuro – Il ritorno. La sua versione di Batman è realistica, tormentata. 

Nolan abbandona il fascio gotico di Tim Burton, ponendo l’accento sul realismo ed enfatizzando la lotta interiore del personaggio. Introduce, proprio come Miller, elementi di attualità e di riflessione, affrontando temi come il terrorismo, la giustizia, il sacrificio. Il regista offre così una nuova versione dell’uomo pipistrello al cinema, portando una ventata di freschezza. Parlando del confronto tra Miller e Nolan, evidenziamo come entrambi abbiano reinterpretato il personaggio di Batman, ognuno con il proprio stile, contribuendo così alla sua evoluzione nel corso del tempo. 

Il confronto tra Miller e Nolan rivela somiglianze e differenze rilevanti. Entrambi affrontano tematiche come la vendetta, l’ossessione e il tormento interiore, ma lo fanno in modo diverso. Mentre Miller si concentra sul cinismo e sulla critica sociale attraverso i suoi fumetti, Nolan adotta un approccio più realistico nel contesto cinematografico, esplorando le oscure sfumature della società moderna. Miller, con la sua presa di posizione su questioni politiche e sociali, ha lasciato un’impronta indelebile nel mondo dell’arte, sfidando le convenzioni e ridefinendo il ruolo dell’autore di fumetti. 

Nolan, con la sua scelta di conferire un tono autentico alla sua trilogia, rendendo Gotham City e i suoi personaggi più vicini al pubblico. Per quanto quindi i due autori hanno esploso il personaggio in maniera diversa, la matrice di partenza è quella che Frank Miller ha creato nell’86. Dal 2012, il Batman cinematografico ha proseguito in questa direzione. Ricordiamo infatti Batman v Superman di Zack Snyder, che riprende più che mai dai racconti di Miller. Lo stesso stile di The Batman, recentemente uscito e di cui trovate la nostra recensione, mescola i toni de Il lungo Halloween a quelli di Anno uno di Frank Miller.

In conclusione, Frank Miller ha lasciato un’impronta indelebile nel mondo dell’arte, ridefinendo il ruolo dell’autore di fumetti e influenzando profondamente la cinematografia dei nostri tempi.

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