Da poco diventata centenaria, Franca Valeri è morta stamattina alle 7:42 a Milano, circondata dai suoi cari. La notizia, viene riportata da Il Corriere della Sera, in cui il giornalista Maurizio Porro la saluta con care parole: “La grande attrice è scomparsa oggi, lasciando il vuoto che si prova quando manca un amico, visto che lo era di tutti. L’ironia e la sua capacità di osservazione hanno fatto di lei un mito.”
In realtà, non solo Il Corriere della Sera saluta con dolcezza Franca Valeri, attrice, sceneggiatrice, drammaturga italiana che ha lavorato nel teatro e nel cinema, ed è nota per la sua lunga carriera di interprete caratterista.
Franca Valeri, infatti, sarà ricordata soprattutto per aver rivoluzionato la comicità e l’immaginario femminile. I suoi personaggi comici sono passati alla storia, come la Signorina Snob, la sora Cecioni, Cesira la manicure. Non solo attrice, ma anche scrittrice e autrice di diversi libri, tra cui Il diario della signorina Snob, Le donne e il più recente Il secolo della noia. E sceneggiatrice di film, come Il segno di Venere, Parigi o cara e Leoni al Sole.
Addio a Franca Valeri. La ricordiamo con questo profilo tracciato da Paolo Briccohttps://t.co/evL2d1RAP4 pic.twitter.com/Q2Km7lEykE
— IlSole24ORE (@sole24ore) August 9, 2020
La vita di Franca Valeri
Il suo nome di battesimo era Franca Norsa, nacque a Milano nel 1920 da una famiglia borghese. La passione per il teatro e la recitazione l’hanno seguita sin dall’infanzia e per proseguire il suo sogno rischiato molto. Nel 1938, dopo l’emanazione delle leggi razziali, il padre, ebreo, si rifugia in Svizzera insieme al fratello di Franca, lasciando lei e la madre a Milano. Grazie all’utilizzo di documenti falsi le due donne si salvarono ma fu un duro periodo per la famiglia: “Non vedevo l’ora che tornasse per dirgli che volevo fare l’attrice. Ovviamente, papà era contrario. Sperava che passassi la vita a dipingere”.
L’esordio nel cinema di Franca Valeri avviene negli anni ’50, con Federico Fellini ed è in questo periodo che conia il suo nome d’arte, tratto dal libro di poesie di Paul Valery che stava leggendo.
Negli anni ’60 viene diretta dal marito Vittorio Caprioli in film come Parigi o cara (di cui lei è anche co-autrice) e approda anche al varietà televisivo, spesso diretta da Antonello Falqui, in programmi come Studio Uno e Sabato Sera. Nello stesso periodo, pubblica alcuni dischi in cui trovano spazio i suoi personaggi comici.
Tra gli anni ’70 e ’80 partecipa a quelli che sono gli ultimi film importanti della storica commedia all’italiana, ma anche a diverse produzioni televisive, che la vedono impegnata anche come autrice. Continua ad apparire per un periodo sul piccolo schermo, ma si impegna fino alla fine nel teatro.
“È stata uno straordinario talento comico, in una società che per ridere aveva sempre scelto gli uomini, e una forza dello spettacolo totale: cinema, teatro, lirica, radio, tv oltre ad essere quasi sempre autrice dei suoi testi.”
Addio alla grande #FrancaValeri.
Così, con il suo talento unico, raccontava l'emancipazione femminile. pic.twitter.com/KrsXDrigst— Rai3 (@RaiTre) August 9, 2020
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