Framing Britney Spears: Justin Timberlake chiede scusa alla pop star

Framing Britney Spears è il nuovo documentario che racconta la vita di Britney Spears: in particolare si concentra sui vari problemi che l’immenso e precoce successo ha causato alla pop star, causandole una forte instabilità mentale che la costringe a vivere sotto la stretta custodia del padre.

Nel documentario si parla anche di Justin Timberlake: il cantante ebbe una relazione con Britney quando erano entrambi molto giovani. Dopo la loro rottura, però, Timberlake diffuse pubblicamente aspetti intimi della loro storia e la accusò di tradimento. La canzone Cry me a River del 2002, si riferisce proprio alla pop star, simile anche alla protagonista del videoclip. A seguito di queste dichiarazioni, la stampa aveva attaccato Britney Spears aggravando la sua situazione, che sarebbe precipitata qualche anno dopo.

Qualche giorno fa Samantha Stark, la regista di Framing Britney Spears, ha spiegato di non aver contattato Timberlake prima dell’uscita del documentario: “Non gli abbiamo chiesto un commento, così come non l’abbiamo chiesto a varie altre persone che compaiono nelle immagini d’archivio. […] Al contrario di altre persone a cui abbiamo chiesto commenti, nel caso di Justin non abbiamo fatto alcuna supposizione su di lui. Abbiamo semplicemente mostrato le immagini.”

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Dopo l’uscita del documentario molti hanno accusato Timberlake di essersi comportato in modo scorretto nei confronti di Britney. Per questo il cantante e attore ha deciso di rispondere scusandosi pubblicamente. Ha infatti scritto su Instagram“Ho visto i messaggi, i tag, i commenti, e voglio rispondere. Sono profondamente dispiaciuto per quelle volte, nella mia vita, in cui le mie azioni hanno contribuito al problema, quando ho parlato a sproposito, o non ho detto la cosa giusta. Capisco di non essere stato all’altezza, in quei momenti e in molti altri momenti, e di aver beneficiato di un sistema che giustifica la misoginia e il razzismo. Mi scuso in particolare con Britney Spears e con Janet Jackson, perché voglio bene a queste due donne e le rispetto, e so di aver sbagliato. Sento anche di essere tenuto a rispondere, in parte, perché le persone coinvolte meritano di meglio e, soprattutto, perché è in corso una conversazione più ampia della quale voglio far parte, crescendo grazie a essa.”

Quando cita Janet Jackson fa riferimento alla “wardrobe malfunction” al Super Bowl del 2004, che danneggiò la carriera della cantante.

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