Febbre: il libro d’esordio di Jonathan Bazzi diventa un film

La Cross Production ha appena annunciato che produrrà l’adattamento cinematografico di Febbre, libro d’esordio di Jonathan Bazzi.

“Siamo molto felici di questa opportunità. La trasposizione audiovisiva del romanzo di Bazzi certamente arricchirà la nostra filmografia. Da sempre siamo alla ricerca delle forme migliori per narrare la complessità contemporanea e Febbre ne è un esempio eccellente.”

Con queste parole, il presidente della società di produzione, Rosario Rinaldo ha dimostrato il loro entusiasmo per la realizzazione di un film basato sul successo letterario edito da Fandango Libri.

 L’autore, Jonathan Bazzi, nato a Milano nel 1985 e cresciuto a Rozzano, è laureato in filosofia, appassionato di tradizione letteraria femminile e impegnato nelle questioni di genere. Ha collaborato con varie testate, tra cui Gay.it, Vice, The Vision e Il Fatto.it, e il suo libro, Febbre, è diventato un piccolo caso editoriale.

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Febbre: la trama

Il libro, ambientato principalmente nella periferia milanese Rozzano, “racconta l’oggi del protagonista e io narrante, rappresentato dalla ricerca della malattia che lo debilita, e il suo passato in una famiglia divisa in due. Quella della madre e quella del padre, sposatisi giovanissimi a causa della gravidanza di lei e separatisi poco dopo. Gay e introverso, Jonathan viene allevato dai nonni e dagli zii; a scuola scopre l’amore per lo studio, ma anche la fatica di stare con gli altri e la crudeltà che si sfoga su chi viene considerato un diverso. Per un po’ smette di studiare e cerca un lavoro qualunque, poi finalmente Milano e la laurea. La scoperta di essere sieropositivo, arrivata dopo un lungo periodo di sofferenza e confusione, è quasi liberatoria. Un libro spietatamente sincero che con grande ironia affronta temi serissimi e insieme celebra il potere liberatorio della parola.”

Febbre è dunque un libro autobiografico, nato come modo per combattere lo stigma e la paura che la scoperta di essere sieropositivo nel 2016 ha portato nella vita dell’autore.

“Da autodidatta ho dovuto imparare a rifiutare l’interpretazione fornita dagli altri. Lo scollamento dei valori comuni l’ho capitalizzato, mi è tornato utile. Strategie di sopravvivenza primaria, i benefici dell’emarginazione precoce. Sono nato a Rozzano ma non so menare, leggo, scrivo, balbetto, mi piacciono i maschi. Ho contratto l’HIV ma non sono il paziente che prende atto e si adegua, che convive con un segreto che centuplica l’importanza della diagnosi.”

Per chi fosse curioso sul significato del disegno in copertina (opera di Elisa Seitzinger) propongo la sua intervista:

https://www.facebook.com/FandangoLibri/posts/2146099452169601/

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