Fair Play: spiegazione e significato del film Netflix

Fair Play, film diretto da Chloe Domont, è uscito sulla piattaforma di Netflix venerdì 6 ottobre 2023 e tratta di come una relazione amorosa possa trasformarsi e diventare tossica in poco tempo. La pellicola è pregna di significati da studiare in modo approfondito.
Alden Ehrenreich e Phoebe Dynevor in una scena del film Fair Play

Fair Play è un film thriller-erotico nel vero senso del termine. Il film, disponibile sulla piattaforma di Netflix dal 6 ottobre 2023, racconta le vicende della storia amorosa tra Luke ed Emily, due colleghi di lavoro che si innamorano nonostante le politiche molto restrittive e rigide all’interno del posto di lavoro.

La scena iniziale fa capire immediatamente lo spirito del film al pubblico: i due si appartano in bagno durante un matrimonio, per poi scoprire che Emily si trova nel periodo del ciclo mestruale. La scena si conclude con Luke che coperto di sangue fa una proposta di fidanzamento a Emily.

La regista Domont afferma durante l’intervista con Tudum sui dietro le quinte: “Durante la proposta di matrimonio bisogna innamorare dei personaggi. E ho pensato: “Qual è il modo più ridicolo in cui potrebbero fidanzarsi che te li fa adorare?”. Per me è stato ricoprirli di sangue. Questo li rende affascinanti, disfunzionali, disordinati e umani in un modo un po’ stravagante, ma anche in grado di prendere il pubblico per la gola. E poi, naturalmente, il sangue dice loro anche: “Non mettetevi troppo comodi”. Ho pensato che la prefigurazione della violenza che verrà fosse altrettanto importante”.

Infatti, la relazione si trasforma dall’essere un rapporto d’amore ideale ad una relazione estremamente tossica. Ciò è dovuto dal fatto che Luke si sente minacciato dalla sua compagna quando le viene offerto una promozione sul luogo di lavoro, che lui si aspettava per sé. Il compagno di Emily non riesce ad elaborare l’evento e inizia a covare sentimenti di frustrazione e rancore che andranno a minare la relazione.

Luke non riuscendo a prevalere nel mondo lavorativo, cerca di stabilire una posizione di superiorità all’interno della coppia, facendo scivolare la relazione in meandri oscuri, di cui quando Emily arrabbiata con un coltello in mano gli chiede di prendersi le sue responsabiltà, subito lui nega per poi piegarsi in due e piangere.

La regista spiega il significato del film (tratto da una storia vera?): “Anche se ci sono elementi di rabbia femminile, l’ultima scena non riguarda la vendetta femminile, ma la responsabilizzazione di un uomo che deve affrontare la propria inferiorità. L’incapacità di Luke di ammetterlo causa a entrambi tanto dolore e tanta distruzione.”

Poi continua: “Per me, l’intero film si costruisce fino al momento in cui Emily riesce finalmente a far riconoscere a Luke il proprio fallimento e la propria debolezza, quando lui finalmente mormora le parole “Non sono niente”, perché più che essere un film sull’emancipazione femminile, questo è davvero un film sulla fragilità maschile”.

Avete già visto Fair Play? Cogliete l’occasione per leggerne la recensione!

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