Eiffel, la storia (quasi vera) dietro al film con Emma Mackey

100 anni fa, il 27 dicembre 1923, scompariva da questo mondo Gustave Eiffel, che sarà reso immortale dalla Torre che domina Parigi e porta il suo nome. Per celebrare l’anniversario della sua morte Cielo trasmette in tv un film del 2021, Eiffel, che presenta un’ipotesi romantica sulla scelta dell’ingegnere di costruire la torre. È la verità?
Emma Mackey e Romain Duris in una scena del film Eiffel

Parigi è la città dell’amore e non c’è coppia di innamorati a Parigi che non cerchi la torre di metallo per una foto romantica lì sotto. Eiffel è un film del 2021 e si fonda proprio sulle romanticherie della capitale francese. Racconta come la Torre Eiffel sia davvero un progetto legato all’amore, quello del suo creatore e di una donna di cui si è innamorato. Scoprite la storia questa sera, 27 dicembre 2023, alle 21.20 su Cielo. Cosa c’è di vero e cosa di inventato?

Gustave Eiffel è un ingegnere che ha ricevuto grandi onori dal suo contributo alla realizzazione della Statua della Libertà. In seguito a questo, siamo nella seconda metà dell’Ottocento, il governo francese chiede all’ingegnere un progetto spettacolare per il vicino Expo di Parigi. Il suo desiderio è quello di realizzare un funzionale sistema metropolitano per Parigi, e rifiuta l’idea dei suoi collaboratori di costruire un’altissima torre d’acciaio.

Quando, però, Gustave incontra ad una festa la moglie di Restac, Adrienne Bourgès, annuncia a tutti che costruirà una spettacolare torre di acciaio, alta 300 metri. Davvero la Torre Eiffel è frutto di uno shock amoroso dell’ingegnere che l’ha costruita? La donna è interpretata da una promettente Emma Mackey (che abbiamo salutato in un’amatissima serie), mentre l’ingegnere Eiffel è Romain Duris (lodato per l’ottima interpretazione nel recente The Animal Kingdom).

I flashback di Eiffel fanno intendere che Adrienne e Gustave hanno avuto una storia mentre l’ingegnere lavorava al suo ponte sulla Garonna. La ragazza era rimasta affascinata da Eiffel, che era corso da suo padre a chiedere della legna per il ponte, e lo aveva visto tuffarsi dall’impalcatura per aiutare un operaio che stava cadendo nel fiume. Da allora i due si allontanarono ed ora Gustave non accetta che Adrienne sia sposata al giornalista Restac. Per sconvolgere e riavere Adrienne? Costruirà una torre che, se guardata bene, non è altro che un’enorme lettera “A”, simbolo dell’amore del suo costruttore per la donna della sua vita.

Davvero la storia della torre più famosa al mondo ha a che fare con il cuore ferito e disperato dell’ingegner Eiffel? Gli storici confermano che Gustave abbia avuto una storia d’amore con una donna di nome Adrienne, di dieci anni più piccola di lui (mentre nel film c’è una differenza di 22 anni fra i due). Pare che i due, conosciuti proprio mentre l’ingegnere lavorava al ponte sulla Garonna, volessero sposarsi ma i genitori di lei l’abbiano impedito.

È vero anche che in un primo momento, in vista dell’Esposizione Universale di Parigi, Gustave Eiffel non fosse interessato al progetto di una torre di ferro. In seguito, però, difese con tutto se stesso il progetto della torre cui aderì, anche davanti alle critiche e alle proteste dei tanti artisti francesi che si opponevano ad essa. In una lettera di fine anni Ottanta dell’Ottocento si legge quanto segue:

Io penso davvero che le curve dei suoi quattro piloni, così come sono stati creati grazie ai nostri calcoli e che si innalzano da una base colossale per restringersi gradatamente verso la cima, produrranno una meravigliosa sensazione di forza e bellezza [… Si tratterà del] più alto edificio mai costruito a memoria d’uomo […]; una costruzione colossale possiede un fascino intrinseco […]. A me sembra che la Torre Eiffel sia degna di rispetto, non foss’altro perché dimostrerà che non siamo solo un popolo di persone divertenti, ma siamo anche un paese di ingegneri e costruttori, richiesti nel mondo intero per costruire ponti, viadotti, stazioni ferroviarie e i più grandi monumenti dell’industria moderna.

Si tratta di un esempio di forza e bellezza. Di orgoglio per la nazione francese e di dimostrazione della grandezza architettonica di cui Eiffel – a nome del suo popolo – si sente capace. Insomma, sembra molto lontano dall’ipotesi del regista Martin Bourboulon che vede nella A di Adrienne la ragione della costruzione della torre.

C’è da dire, però, che la romanticheria di Eiffel, per quanto improbabile, si fonda su un dato storico. Gustave Eiffel, prima di cambiare idea e gettarsi con tutto se stesso nella costruzione della torre, ha realmente re-incontrato Adrienne. Ha rivisto proprio quella donna di cui si era innamorato molti anni prima. Il figlio di Gustave, infatti, sposò la nipote di Adrienne: sicuramente i due si sono rivisti al matrimonio dei giovani. Bourboulon gioca con l’amore, la fantasia e il mito di Parigi ampliando l’eco di questa coincidenza e rendendola l’ipotesi della costruzione di uno dei monumenti più iconici del mondo.

100 anni fa scompariva da questo mondo il creatore della Torre Eiffel. Non ci resta che sognare sulla sua vita con Eiffel e assecondare un sogno d’amore, almeno sullo schermo in tv.

Facebook
Twitter