Edward Norton: i migliori 5 ruoli della star con cui nessuno vuole lavorare

Per chi è nato tra la metà degli anni ottanta e la metà dei novanta Edward Norton è uno degli attori di riferimento. La versione oscura, sporca, schizofrenica e alienata di Leonardo DiCaprio. Un talento assoluto e cristallino, con quel sorriso che si fa beffe dell’interlocutore, quel carisma innato e malvoluto. Il tutto accompagnato da un carattere per così dire non semplice che gli ha limitato la carriera senza togliergli però un briciolo di fascino.

Fin dal suo esordio con Schegge di Paura le capacità di Edward Norton appaiono lampanti. Da quel primo film la sua carriera spicca il volo, con ottimi ruoli uno dietro l’altro. Con l’aumentare delle sue partecipazioni emergono anche i suoi limiti caratteriali che porranno un freno alla sua ascesa. Prima il disguido contrattuale con la Paramount, con la quale dopo Schegge di Paura doveva girare altri due lungometraggi, questione risoltasi non senza rancori in un unico ruolo, quello in The Italian Job e con l’interruzione di ogni collaborazione con la casa di produzione. Poi i problemi legati alla fase di montaggio di American History X, la riscrittura di Frida (richiesta ma poi non accreditata per questioni sindacali) e di Red Dragon (non richiesta), i vari disguidi con colleghi e membri della crew sui vari set e infine il litigio con la Marvel per L’Incredibile Hulk. Il tutto ha portato Edward Norton a crearsi la fama di figura poco gradita con cui lavorare.

Questo però non toglie un briciolo al fascino e al talento dell’attore, un puro metodista in grado di rappresentare al meglio tutte le incrinature umane, le sue molteplici maschere, la schizofrenia dei nostri tempi. Per questo motivo siamo qui oggi, su Ciakclub per parlarvi dei suoi 5 migliori ruoli.

Sigla

https://www.youtube.com/watch?v=11eBZd7zdbs

5 – Schegge di Paura (1996)

Come dicevamo Schegge di Paura (Primal Fear in originale, molto più bello) è il ruolo d’esordio di Edward Norton. L’attore si presentò al provino davanti al regista Gregory Hoblit dicendo di provenire dal Kentucky (in realtà è di Boston) fingendo un perfetto accento del sud. Un inganno che è anche il cuore pulsante di un ruolo e di una interpretazione meravigliosa che gli valse la notorietà e la sua prima candidatura agli Oscar. Un film consigliato, oltre che per essere uno splendido thriller, anche per l’insospettabile sintonia e chimica che si crea tra Norton e Richard Gere.

4 – Birdman (2014)

Ecco poi il turno di Birdman, il film ormai di culto di Alejandro González Iñárritu, vincitori agli Oscar 2015 come Miglior film, Regia, Sceneggiatura Originale e Fotografia e per il quale Edward Norton ha ottenuto la sua ultima candidatura (fino a ora). Un ruolo che pare cucito appositamente per lui, esattamente come quello del protagonista per Michael Keaton. Norton interpreta infatti un attore metodista, dal carattere e dalle abitudini difficili che vuole riscrivere parti dell’opera teatrale cui partecipa e che parla male dei film sui supereroi. Una prova non solo delle grandi capacità tecniche del nativo di Boston ma anche di una autoironia spiccata. Ovviamente a domanda Norton ha voluto specificare che il personaggio non era un diretto riferimento a lui ma che molti nell’ambiente hanno questi atteggiamenti.

3 – Fight Club (1999)

Le prime tre posizioni di questa classifica sono abbastanza complicate da ordinare. Ho scelto di mettere al terzo posto Fight Club non per la qualità dell’interpretazione di Norton in sé e ovviamente neanche per quella del film, di cui non vi è alcuna necessità di parlare. Semplicemente ho considerato la presenza di comprimari di peso, come Brad Pitt (con cui condivide sostanzialmente lo stesso personaggio) e Helena Bonham Carter, che vanno a sgravare un poco il lavoro. Detto ciò sentitevi liberi di fare la vostra classifica nei commenti.

2 – American History X (1998)

Al secondo posto troviamo invece il ruolo di Derek in American History X. Un ruolo a dir poco iconico, ricco di complessità soprattutto per un amante del metodo come Edward Norton, che ha richiesto una preparazione lunga sia dal punto di vista fisico che a livello psicologico. Derek affronta una lunga trasformazione nel suo arco narrativo e Norton è impeccabile nel mostrarla. Partendo da quella shockante scena iniziale, rimasta nella memoria di tutti, Norton ci porta e trascina nel percorso doloroso di Derek con una fisicità (che forse non ha più mostrato) cardine nella prima metà dell’opera per poi lasciare spazio agli sguardi e ai dubbi nella seconda parte. Veramente una grande prova.

1 – La 25a Ora (2002)

Siamo agli inizi dei 2000. New York e il mondo intero sono appena stati scossi dalla più grande tragedia degli ultimi 50 anni, l’attentato dell’11 settembre. Spike Lee decide di prendere l’omonimo romanzo di David Benioff (sì, quello de Il Trono di Spade) e di ambientarlo però post attentato. Il risultato è il capolavoro del regista americano che dipinge la città simbolo degli Stati Uniti con con i colori del dolore, dell’amore e della dignità. Lo fa con coraggio, senza rifuggire la memoria di quel fatidico evento (è il primo in assoluto a inserire in un film Groud Zero) e ambientando nella città una storia del tutto autonoma. È qua che trova spazio la vicenda di Monty, antieroe col volto superbo di Edward Norton, arrivato a sistemare i conti con la propria vita prima di iniziare un lungo soggiorno in prigione. È la sua ventiquattresima ora, il tempo del lutto e degli addii, che precede appunto la venticinquesima, quella delle speranze. Se parliamo di capolavoro di Spike Lee, lo stesso vale per la carriera di Norton. Un ruolo immenso e difficile (con la camera sostanzialmente sempre su di lui) come la sua interpretazione, costruita in larga parte con un abile lavoro di sottrazione, salvo poi esplodere in quel monologo leggendario che trovate sopra (e anche nella nostra classifica dedicata alla categoria).

Per ora ci salutiamo qua, speriamo di dover aggiornare presto questa classifica con nuove interpretazioni dell’attore che tutti amiamo ma che nessuno vuole.

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