Echo, recensione: nuova speranza MCU, fra Daredevil e Punisher

È stata rilasciata la miniserie con protagonista Echo, personaggio fumettistico di casa Marvel. La fase 5, che tra successi e rovinosi capitomboli sembra non trovare pace, si arricchisce di un titolo per certi versi fresco, divertente e dalla realizzazione semplice ma pienamente efficace.
Alaqua Cox (Maya Lopez) in una scena della serie tv Echo

Ah, il Marvel Cinematic Universe, gioie e dolori per tutti gli appassionati di fumetti e cinecomics. Negli anni la casa delle idee ha costruito il proprio impero cinematografico riunendo milioni di appassionati che dal giorno zero seguono la lunga epopea supereroistica. Tra alti e bassi, soprattutto nell’ultima fase narrativa, l’MCU conta un alto numero di titoli tra film e serie TV. L’ultimo titolo rilasciato è Echo, miniserie che racconta l’omonimo antieroe qui interpretato da Alaqua Cox.

Il progetto rappresenta l’esordio di Marvel Spotlight, nuova etichetta nata con lo scopo di portare al pubblico titoli sempre legati allo stesso universo narrativo, ma che mantengono una propria indipendenza dal filone principale. Ora che abbiamo potuto toccare con mano, possiamo confermare che effettivamente non è necessario conoscere i racconti precedenti per potersi godere a pieno la serie.

Le vicende della nostra protagonista hanno inizio, dopo un’introduzione e un recap rapido ed efficace, 5 mesi dopo gli eventi di Hawkeye, serie Marvel con protagonista Jeremy Renner, da poco tornato sul set dopo un grave incidente. Maya Lopez, stanca e ferita, decide di tornare nella sua città Natale dopo vent’anni di assenza. Qui, insieme alla famiglia, la giovane eroina deve fare i conti col suo passato, mentre una taglia che fa gola a molti pende inesorabile sulla sua testa. Questo l’incipit che riscrive il personaggio ideato da David Mack e Joe Quesada alla fine degli anni ‘90.

Tutto al posto giusto… o quasi

Da subito la serie riesce a differenziarsi dalle opere rilasciate precedentemente mostrando non solo una maggiore maturità tematica e stilistica, ma anche l’intenzione di voler sviluppare prodotti che possano compiacere un pubblico più esigente. Echo è infatti molto più vicina a titoli come The Punisher e Daredevil, ora canonici nell’MCU, che si sono distinti per la loro qualità narrativa e per dinamiche adulte. Tecnicamente la serie decide di non strafare, presentando una regia e una fotografia che percorrono dei binari classici, insieme però ad alcune intuizioni solide nella realizzazione.

Una nota di merito in più per le sequenze action, tra le migliori viste nell’MCU insieme a quelle dei due titoli accennati nel paragrafo precedente. I personaggi risultano tutti molto convincenti, a partire dal nonno della protagonista, ironico ma all’occasione anche saggio, fino ad arrivare a Wilson Fisk interpretato da Vincent D’Onofrio. Kingpin torna ad indossare il vestito bianco in una versione del personaggio che si allontana da quella vista in Hawkeye, riprendendo il ruolo di boss spietato e violento conosciuto in Daredevil.

Echo non potrà essere una serie perfetta, la sua storia è appena cominciata. Il pacchetto di 5 episodi da 35 minuti l’una è sicuramente una durata in controtendenza rispetto a tante serie che vedono puntate anche della durata di un film. Ma ovviamente il poco tempo a disposizione comporta dei limiti, che speriamo approfonditi con un seguito per il personaggio, magari addirittura una nuova stagione. Fatto salvo questo, la serie riesce comunque a mantenere un buon ritmo, bilanciando perfettamente le fasi più lente della narrazione a quelle più frenetiche ed incisive.

L’eco di un’eredità ancestrale

Vincent D'Onofrio (Wilson Fisk / Kingpin) e Alaqua Cox (Maya Lopez) in una scena della serie Echo

Come accennato qualche paragrafo più sopra, chi di dovere ha deciso di riscrivere il personaggio di Maya rispetto alla sua controparte a fumetti. L’aspetto più interessante di questa nuova versione del personaggio sono i suoi “poteri”. Nel fumetto la ragazza è capace di imitare alla perfezione qualsiasi azione compiuta da qualcun’altro. Nella serie, le sue capacità nascono dal legame con la sua tribù, i Choctaw. Nello specifico, la ragazza è strettamente legata ad alcune discendenti che fanno capo direttamente alla fondatrice del gruppo di nativi americani. Attraverso la loro esperienza, la nostra protagonista acquisisce diverse caratteristiche che la contraddistinguono.

Si costruisce così uno dei temi centrali della narrazione: il senso di famiglia e comunità. Maya incarna il sapere delle sue discendenti come simbolo di legame tra coloro che affondano le proprie radici nella stessa cultura, concetto simbolicamente espresso anche attraverso la mistica grotta che ha portato alla nascita della tribù. Riscoprendo così le sue origini, l’eroina torna a far parte di una collettività unita da tradizioni e sentimenti comuni, trovandosi davanti una scelta: abbracciare le proprie origini o rimanere  imprigionata nel passato?

Perciò, in questo caso, l’eco del personaggio non fa riferimento all’abilità di copiare le azioni, bensì a questo lascito trasmesso di generazione in generazione che si sparge come un eco nell’aria, andando ad intaccare anche gli altri, muovendo tutti all’unisono come un’unica entità.

Adulto è meglio?

Thomas E. Sullivan in una scena della serie Echo

La visione di questo programma è consigliata ad un pubblico adulto”, così recita la didascalia prima dell’inizio di ogni puntata. In effetti, prima della sua uscita, Echo venne presentata come un titolo più maturo rispetto a prodotti Marvel rilasciati in precedenza. E per certi aspetti è così. Per la prima volta, in un titolo che comprende due realtà come Marvel e Disney, l’immagine si sporca di una violenza che calza perfettamente con il contesto criminale raccontato nella serie. 

Anche alcune tematiche risultano più vicine ad un pubblico adulto: la ricerca del potere, gli abusi e il perdono sono solo alcuni dei concetti espressi dalla serie. Prese in considerazioni anche The Punisher e Daredevil, i cui personaggi torneranno in Daredevil: Born Again, notiamo come tra i migliori prodotti della casa delle idee risultino titoli che hanno scelto una strada diversa da ciò che abitualmente racconta il Marvel Cinematic Universe. Che sia la strada giusta da intraprendere?

Chissà, chi sta scrivendo questa recensione è speranzoso che i titoli futuri possano offrire un’esperienza che eguagli e superi quella di Echo, un titolo che funziona quasi in tutto e che rilancia alcuni canoni che Marvel aveva abbandonato. La serie è disponibile nella sua interezza su Disney+, insieme alle altre uscite del mese di gennaio. Fateci sapere cosa ne pensate di questo ultimo prodotto del Marvel Cinematic Universe.

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