Earth Mama, recensione: al TFF41 la maternità secondo A24

Earth Mama ci mostra con efficacie immediatezza il difficoltoso cammino di una giovane mamma single che cerca di riprendere il controllo della propria vita e della propria famiglia. Gia non può che fare il possibile per rimanere in superficie, potendo contare solo su stessa in una realtà che sembra respingere ogni suo sforzo.
Il poster del film Earth Mama

Ore 22:15. Sala 1 del cinema Massimo, a fianco degli Studi Rai. Abbiamo visto Earth Mama, il debutto alla regia in un lungometraggio di Savannah Leaf, presentato fuori concorso al 41esimo Torino Film Festival. Earth Mama è un film raccolto, che non stupisce per forma e spettacolarità, ma che riesce ad esprimere più di quanto possa sembrare ad un primo approccio, proprio attraverso la semplicità e l’immediatezza delle sue immagini. Una “piccola” pellicola dalla grande potenza emotiva.

Leaf ne firma anche la sceneggiatura e si rifà al cortometraggio The Heart Still Hums, realizzato insieme a Taylor Russell. Qui vi lasciamo la nostra recensione di Bones and All, pellicola del 2022 di Luca Guadagnino, dove Russell figura al fianco di Timothée Chalamet.

Earth Mama e la forza delle mamme (sole)

La macchina da presa segue Gia nella sua quotidianità. Una storia di coraggio, resilienza e frustrazione nella comunità nera della Bay Area di San Francisco. Gia, 24 anni, è una ragazza madre, con due figli in affido agli assistenti sociali e un terzo in arrivo, al quale toccherà molto probabilmente la stessa sorte. Sequenza dopo sequenza percepiamo l’affaticamento, fisico e mentale, della giovane ragazza che cerca di sopravvivere e di lottare in una realtà in cui si può contare solo sulle proprie forze. In un sistema che dovrebbe sostenerti e invece non fa altro che aspettare il tuo fallimento.

Gia divide le sue giornate tra il lavoro in uno studio fotografico di un centro commerciale e i corsi che deve seguire se vuole sperare di riottenere l’affidamento dei suoi figli. In attesa dell’udienza che stabilirà se sarà idonea o meno alla custodia, viene costantemente monitorata, per valutarne i parametri di buona mamma. E qui cogliamo tutto il dolore che una madre prova nel dover accettare che sia qualcun altro a stabilire se rappresenti o meno la soluzione di vita migliore per i tuoi figli, quando non stai facendo altro che cercare di dimostrare di poter essere il meglio per loro.

Cosa fare quindi quando le ore in una giornata sono troppo poche e ci si sente sopraffatti. Quando i soldi per mantenere i figli non sono abbastanza. Quando non è possibile lavorare più di quanto si sta già facendo. Quando i bambini che puoi vedere solo un’ora a settimana ti chiedono quando tornerai a prenderli. E tu non sai che cosa rispondere. Cosa fare quando l’impegno e la determinazione non sono sufficienti per trovare una via di uscita.

Cedere o resistere al sistema

Tia Nomore e Erika Alexander in una scena del film Earth Mama

Gia non sa come prendere in mano il futuro dei suoi figli e non vuole che anche la bambina che sta per mettere al mondo entri a far parte di quel sistema che gliela strapperà dalle braccia. Inizia allora a prendere in considerazione l’idea di un’adozione aperta. Per poter essere lei a decidere, almeno una volta, per il futuro della sua bambina, anche se questo significherà vederla crescere felice lontano da lei. Un’ulteriore ferita che Gia dovrà subire sarà poi la mancata vicinanza della sua migliore amica Trina quando più aveva bisogno di lei.

Anche Trina sta affrontando lo stesso percorso di Gia e, fino a quel momento, ne avevano sempre condiviso gioie e dolori. Fino a quando Gia, con non pochi ripensamenti e sensi di colpa, aveva deciso di optare per l’adozione. Trina, fortemente religiosa, giudicherà l’amica come una madre non degna e meritevole e il suo gesto come segno di reso verso quel sistema che ha sempre cercato di ostacolarle.

Ma fortunatamente non tutti cercano di mettere i bastoni tra le ruote a Gia. Miss Carmen, operatrice sociale, la affiancherà e supporterà nella sua scelta sofferta e non la abbandonerà neanche quando, solo e spaventata nel momento in cui le si rompono le acque, commetterà un errore nel quale, nella sua situazione, non poteva permettersi di incappare. Il lieto fine è quindi lasciato all’immaginazione dello spettatore. Nelle battute finali, vediamo Gia in tribunale, con il volto sconfitto, ma che sotto sotto nasconde un velo di speranza. Consapevole di aver reso il suo cammino un po’ più impervio e che dovrà faticare più del previsto per riabbracciare i suoi figli. Ma quel giorno è già scritto nel suo destino. Per quanto lontano possa ancora essere.

Tia Nomore, con Earth Mama, si aggiunge alla schiera delle mamme single, coraggiose quanto fragili, presente nel mondo del cinema. Da Angelina Jolie in Changeling a Helen Hunt in Qualcosa è cambiato, passando per Sally Field in Forrest Gump e Jasmine Trinca in Fortunata, di cui vi lasciamo qui la nostra recensione. Ognuna di esse con una storia di forza e indipendenza da raccontare. Diverse eppure così simili.

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