E venne il giorno, spiegazione del film di M. Night Shyamalan

Martedì sera post-apocalittico con M. Night Shyamalan. Cielo manda in onda alle 21:20 E venne il giorno, scritto e diretto dal regista de Il sesto senso e Split. Mark Wahlberg incarna le angosce e i timori di un’umanità che non è più al sicuro nella propria casa.
Mark Wahlber, Zooey Deschanel e Ashlyn Sanchez in una scena di E venne il giorno

Questa sera, martedì 24 ottobre, Cielo propone alle 21:20 il film del 2008 E venne il giorno (The Happening nel titolo originale). Shyamalan mette ancora una volta i suoi personaggi in rapporto con una dimensione altra e soprannaturale, che si insidia silenziosamente nella quotidianità e nello svolgersi della pellicola. Vi ricordiamo che Shyamalan ha infatti diretto altre celebri pellicole legate al paranormale, quali Il sesto senso, The Village e i più recenti Old e Bussano alla porta. Concedendosi, di tanto in tanto, qualche strappo alla regola con Stuart Little o She’s All That.

Torniamo ora però a E venne il giorno. Ci troviamo in una New York dove una serie di persone entra in una sorta di stato di trans, togliendosi poi la vita. Si scoprirà ben presto che il fenomeno non riguarda solo i confini di Central Park. Le cause di tali eventi non sono ovviamente note. Si penserà ad una conseguenza di una catastrofe naturale, ad un attacco chimico, ad una malattia che si diffonde subdolamente nell’aria.

Che il contagio abbia origini naturali o meno, quello che è certo è che continua a mietere vittime in modo incontrollato. Elliot Moore, interpretato da Mark Wahlberg (qui la nostra TOP 5 dei suoi ruoli), insieme alla moglie Alma e a un amico con sua figlia Jess, deciderà quindi, come molti altri, di abbandonare la propria città, nella speranza di raggiungere un luogo in cui il misterioso fenomeno ancora non imperversa. Il gruppo incorrerà poi in qualche inconveniente lungo il percorso lontano da Philadelphia e le strade dei nostri protagonisti si divideranno.

Di pari passo con il diffondersi dell’epidemia, inizia a maturare l’ipotesi tra i sopravvissuti che la responsabilità delle morti suicide sia da attribuire ad una neurotossina prodotta dalle piante come meccanismo di autodifesa. Da questa teoria, il passo alle conclusioni è breve. Shyamalan ci mostra un ipotetico futuro in cui l’uomo non potrà sentirsi più al sicuro nell’ambiente e nel pianeta che chiama casa. Proprio perchè la natura percepisce l’umanità come minaccia alla propria stessa sopravvivenza. Se Shyamalan ha voluto lanciare questo avvertimento al suo pubblico nel 2008, il messaggio e la sensazione di angoscia e smarrimento che lascia negli spettatori sono oggi attuali più che mai.

Se E venne il giorno vi incuriosisce e volete approfondire la filmografia di Shyamalan, vi lasciamo qui una classifica dedicata ai migliori e più riusciti colpi di scena, o meglio veri e propri plot twist, delle sue opere. Il regista di origini indiane è infatti solito sovvertire in corso d’opera le certezze che il pubblico aveva maturato sino a quel punto, proponendo una nuova lettura dei fatti.

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