Dunkirk, la ritirata inglese fu permessa da Hitler? Tutti gli errori del film

Il 21/01/2024 va in onda Dunkirk, il debutto storico di Christopher Nolan. Il regista britannico narra con maestria la drammatica evacuazione di soldati britannici a Dunkerque durante la Seconda Guerra Mondiale. Pur sacrificando accurata verità storica per enfatizzare il tema patriottico, Nolan trasmette un messaggio profondo. L'analisi delle discrepanze rivela la realtà di Dunkirk e le interpretazioni nel corso degli anni, riconoscendo la volontà artistica di modificare la storia per scopi narrativi.
Fionn Whitehead nel poster del film Dunkirk

Stasera, 21/01/2024, su Iris, alle 21.00 andrà in onda Dunkirk, il film che ha segnato il debutto di Christopher Nolan nel genere storico. Il regista inglese ha saputo raccontare con grande maestria e intensità le drammatiche vicende dei soldati britannici intrappolati sulla spiaggia di Dunkirk durante la Seconda Guerra Mondiale, in attesa di essere evacuati di fronte all’inarrestabile avanzata tedesca. Nolan ha scelto di focalizzare la sua narrazione su alcuni aspetti chiave della vicenda. Questo con l’intento di trasmettere un messaggio profondo e patriottico che va oltre la mera ricostruzione dei fatti. 

Tuttavia, come spesso accade nel cinema, la verità storica viene giustamente in parte sacrificata o modificata per esaltare il tema principale dell’opera. Per questo motivo, abbiamo deciso di analizzare le principali differenze tra realtà e finzione. Dobbiamo essere però consapevoli che ogni modifica non è frutto di un errore o di una distrazione, ma di una precisa volontà artistica. Ripassando le varie discrepanze presenti nel film, scopriremo la realtà di Dunkirk e le diverse interpretazioni che gli storici hanno attribuito nel corso degli anni.

A confermare le nostre affermazioni, sulle variazioni intenzionalmente apportate, è lo stesso Christopher Nolan, che in un’intervista ha rivelato di aver compiuto alcune scelte artistiche per potenziare la qualità visiva e narrativa dell’opera. 

Per esempio, la decisione di colorare di giallo il muso degli aerei tedeschi, benché storicamente corretta solo in un momento successivo agli sviluppi di Dunkirk, ha facilitato l’identificazione durante i duelli aerei, rendendo così più chiara la narrazione al pubblico. Un’altra variazione rilevante è stata quella di riprendere un cacciatorpediniere francese invece che britannico. Malgrado le differenze tra le due navi, l’approccio di Nolan di usare un vero cacciatorpediniere in scene reali anziché affidarsi totalmente alla CGI ha conferito un senso di autenticità visiva al film. 

Tuttavia, alcune incongruenze sollevano questioni più profonde. Nel caso del personaggio di Tom Hardy, il pilota di Spitfire, l’arco narrativo sembra condensare una serie di eventi in un intervallo di tempo irrealisticamente breve. La capacità del Supermarine Spitfire Mk1 di coprire 395 miglia in un’ora non coincide con la breve distanza tra l’Inghilterra e Dunkirk, generando dubbi sulla cronologia degli eventi nel film. Inoltre, la gestione del carburante e la mancanza di serbatoi di riserva sullo Spitfire Mk1 sono elementi che si discostano dalla realtà storica. 

Il personaggio di Mark Rylance, il signor Dawson, è presentato come un eroe civile che, con il suo yacht a vela, partecipa agli sforzi di evacuazione. Nonostante esista una base storica per le Piccole Navi di Dunkirk e alcuni proprietari privati abbiano contribuito all’evacuazione, nel film sembra essere enfatizzata in modo eccessivo la presenza civile rispetto alla realtà, in cui la maggior parte delle imbarcazioni è stata requisita dal governo britannico. Questa è stata una modifica volutamente apportata, per infondere maggiormente il sentimento patriottico nello spettatore.

Infine, alcune scene riguardanti il comportamento degli aerei e delle barche in certe circostanze sembrano allontanarsi dalla realtà tecnica e operativa dell’epoca. Per esempio, la resistenza dell’acqua ai proiettili tedeschi rispetto allo scafo di una nave galleggiante pone interrogativi sulla rappresentazione realistica delle situazioni di combattimento. Pur comprendendo che molte delle incongruenze nel film sono motivate da esigenze artistiche, è interessante indagare come queste scelte abbiano influenzato la percezione storica di Dunkirk. Vogliamo anche capire come si è adattata la realtà per raggiungere specifici obiettivi cinematografici.

Gli storici cercano di tracciare una storia il più possibile fedele alla realtà dei fatti. Molto spesso questo si rivela un compito più impegnativo del previsto, dato che la storia è fatta da uomini e intenzioni, e noi possiamo solo esaminare i fatti. Il caso Dunkirk ne è una chiara dimostrazione, e nel tempo l’evacuazione delle truppe inglesi ha suscitato molte teorie.  Il 23 maggio, su consiglio del comandante della quarta armata, Generalfeldmarschall Günther von Kluge, Rundstedt ordinò alle unità panzer di arrestarsi, temendo per la vulnerabilità dei suoi fianchi e per il problema del rifornimento delle sue truppe avanzate. 

Era anche preoccupato che il terreno acquitrinoso intorno a Dunkirk fosse inadatto ai carri armati e voleva risparmiarli per operazioni future. Hitler, durante una visita al quartier generale del Gruppo A dell’esercito il 24 maggio, confermò l’ordine. Il maresciallo dell’aeronautica Hermann Göring sollecitò Hitler a lasciare che la Luftwaffe eliminasse gli inglesi. Ma Rundstedt emise un altro ordine, che fu intercettato dalla RAF, indicando che l’attacco a Dunkirk doveva essere ridotto. Ciò diede tempo agli Alleati di organizzare le difese per l’evacuazione.

Nel frattempo, se cercate un’analisi approfondita sul film, la trovate qui!

Questi ordini sono stati oggetto di dibattiti tra gli storici. Guderian giudicò il mancato attacco un errore, mentre Rundstedt lo definì “uno dei grandi punti di svolta della guerra”. L’interpretazione errata del campo di battaglia da parte dei generali tedeschi permise agli inglesi di stabilire nuove linee difensive, salvando il BEF. Secondo alcuni Hitler non aveva deliberatamente risparmiato gli inglesi, ma gli ordini scaturivano da una valutazione errata della situazione. Altri invece avanzano l’ipotesi che la scelta del dittatore tedesco mirasse a sfruttare lo stallo per intavolare trattative con i britannici. 

Infatti, in quel momento l’inghilterra non era obbiettivo militare prioritario per la Germania nazista.  Altri ancora affermano che la mossa fosse una tattica per dimostrare agli alleati la potenza dell’aeronautica tedesca. Ciò che resta indiscusso è che il 25 maggio, gli inglesi ottennero piani dettagliati tedeschi dopo aver abbattuto un ufficiale dello stato maggiore. Ciò facilitò le operazioni per la fuga di 300.000 soldati alleati assediati nel porto francese di Dunkirk.

Per saperne di più sulla storia dietro al film trovate questo nostro articolo. Buona lettura!

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