Dogman, la storia vera che ha ispirato il film di Garrone

In onda questa sera Dogman, pellicola del 2018 diretta da Matteo Garrone. Un’opera tragica che descrive il quadro desolante di un’umanità sola ed emarginata senza speranza né futuro. La pellicola di Garrone è liberamente ispirata a un’incredibile storia vera!
Marcello Fonte in una scena del film Dogman

In onda questa sera, 10 marzo 2024, alle 23:20 su Rai Movie Dogman, pellicola del 2018 diretta da Matteo Garrone. Un’opera tragica che descrive il quadro desolante di un’umanità sola ed emarginata senza speranza né futuro.

Vincitore del Nastro d’Argento e del David di Donatello come Miglior film, Dogman è stato selezionato per rappresentare l’Italia agli Oscar 2019 nella categoria “Miglior film in lingua straniera”, non riuscendo però a rientrare nella short list dei dieci film pre-selezionati. Quest’anno è andata decisamente meglio con Io capitano, presente nella short list dei film candidati agli Oscar 2024.

Dogman racconta la storia di Marcello (Marcello Fonte), titolare di un negozio dove si lavano e si accudiscono i cani.  Marcello passa le sue ore libere al bar con gli amici o con Simoncino (Edoardo Pesce), un prepotente che trascina Marcello a fare furti, ma gli unici momenti di reale libertà sono quelli passati al mare con la figlia Alida (Alida Baldari Calabria), che vive con la madre (Laura Pizzirani).

Un giorno, Marcello non riesce a impedire a Simoncino di svaligiare il locale di un venditore d’oro che confina col suo negozio e finisce così per essere accusato di complicità. Decide di non fare il nome di Simoncino e viene condannato a cinque anni di prigione. Al suo rilascio Marcello si aspetta un po’ di riconoscenza dal suo “amico”, cosa che però non accade facendo crescere in lui rabbia e vendetta.

La pellicola di Matteo Garrone si ispira liberamente al delitto del Canaro, l’omicidio del criminale e pugile Giancarlo Ricci, avvenuto nel 1988 per mano di Pietro De Negri detto “Er Canaro”. De Negri fu complice in una rapina che aveva condotto al suo arresto, mentre il socio Giancarlo Ricci riuscì a fuggire e ad allontanarsi da ogni accusa. Pietro subiva continuamente angherie da Giancarlo e l’arresto fu soltanto la goccia che fece traboccare il vaso.

Il 18 ottobre 1988 De Negri attirò Ricci nel suo negozio con la scusa di organizzare una nuova rapina. Lo convinse a nascondersi in una gabbia, che poi rinchiuse per mettere in atto il suo malvagio piano: Pietro seviziò per sette ore Giancarlo e introdusse le parti amputate nella bocca della vittima, causandone la morte per asfissia. Incendiò poi il cadavere e lo gettò in una discarica.

Inizialmente le autorità seguirono la pista del regolamento di conti tra bande rivali, ma la preziosa testimonianza di Fabio Beltrano, amico di Ricci, portò all’arresto di Pietro De Negri, che confessò la sua colpevolezza senza mostrare alcun pentimento.

Non perdetevi questa sera Dogman di Matteo Garrone, candidato questa sera agli Oscar con il suo Io capitano, di cui potete recuperare qui la nostra recensione!

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