Dieci film d’animazione giapponesi (non Studio Ghibli) da vedere

Il cinema di animazione giapponese, in Occidente, ha da sempre moltissimi fan. I film animati arrivati dal paese del Sol Levante affascinano gli spettatori da ormai moltissimi anni e, pur arrivando spesso nelle sale italiane come film-evento o, direttamente, in home-video, incontrano sempre molto bene fra il pubblico.
Negli anni il panorama dei film d’animazione giapponesi è stato quasi monopolizzato dallo Studio Ghibli che, con i suoi registi di punta Hayao Miyazaki e Isao Takahata, dagli anni ’80 ha prodotto molti capolavori che hanno affascinato e commosso generazioni e generazioni di spettatori.

Il rallentamento delle attività dello Studio Ghibli negli ultimi anni, dovuto al momentaneo ritiro di Hayao Miyazaki e alla morte di Isao Takahata, ha contribuito a far conoscere in Occidente una serie di registi che, pur molto noti in Giappone, non hanno mai ricevuto particolari attenzioni nel resto del mondo.
Lo scorso anno Demon Slayer: Il treno Mugen ha superato il record di incassi in Giappone stabilito da La città incantata di Hayao Miyazaki, a certificare quello che sembra essere, ormai, il tramonto dello studio di animazione che ha reso grande il Giappone nel mondo.

L’arrivo di piattaforme come Netflix e Prime Video ha poi contribuito a rendere disponibili a un vasto pubblico capolavori dell’animazione giapponese che, prima di allora, erano conosciuti soltanto da una stretta nicchia di persone.
In questo articolo andremo a consigliare, in ordine cronologico, dieci film d’animazione fondamentali per chiunque voglia addentrarsi nel vastissimo mondo dell’animazione giapponese parallela allo Studio Ghibli. Nella lista sarà presente soltanto un film per regista con l’obiettivo di dare più varietà alla selezione di film.

10) L’uovo dell’angelo (1986) di Mamoru Oshii

I protagonisti di Tenshi no tamagoL’uovo dell’angelo (Tenshi no Tamago) è il primo capolavoro di Mamoru Oshii, regista fondamentale nel panorama dell’animazione giapponese, padre del cyberpunk nonchè autore della pietra miliare del 1996 Ghost in the Shell.
Il film, dalla durata di circa un’ora, quasi privo di dialoghi, è un viaggio allegorico in un mondo in rovina raccontato attraverso immagini criptiche dal grandissimo impatto visivo.
Disseminato di simboli e di citazioni bibliche, L’uovo dell’angelo è un flusso di suggestioni e di immagini che, prescindendo dal significato ultimo, non possono non affascinare qualsiasi tipo di spettatore.

9) Akira (1988) di Katsuhiro Otomo

Il protagonista di Akira si dirige verso la moto rossaAkira è la riproposizione sotto forma di film d’animazione dei primi manga dell’omonima serie scritti e disegnati da Katsuhiro Otomo.
Pietra miliare del cinema fantascientifico, Akira, ambientato in una Tokyo del vicino futuro, ha fatto scuola nel genere della fantascienza distopica sia per le complesse tematiche filosofiche trattate nel corso del film sia per le animazioni realizzate, in piccola parte, in CGI.
Le celeberrime moto su cui vanno i protagonisti del film, gli effetti speciali d’avanguardia e l’ambientazione decadente dell’opera hanno influenzato numerosissimi media, fra serie tv, videoclip e film.
Imprescindibile è la definizione perfetta per definire questo cult.

8) Perfect Blue (1997) di Satoshi Kon

Primo piano della protagonista di Perfect Blue con microfonoIl clamoroso esordio di Satoshi Kon, regista d’animazione fra i più importanti e influenti della storia del cinema, è un thriller psicologico che scava nell’animo di una idol e porta alla luce i feticismi e le storture della società, non solo dello spettacolo, giapponese.
Perfect Blue è un film attualissimo sia per lo stile delle animazioni, sia per la contorta struttura narrativa, sia per i temi trattati.
Con Perfect Blue siamo di fronte a uno dei più grandi film della storia non solo dell’animazione giapponese, ma del cinema giapponese in generale.
Registi come Darren Aronofsky e David Lynch hanno avuto modo di citare, a più riprese, il film che, assieme a Paprika (2006), è certamente il film di Satoshi Kon che ha avuto più influenza sul cinema occidentale.

7) Jin-Roh: Uomini e Lupi (1999) di Hiroyuki Okiura

Il kerberos con dietro la lunaTitolo più celebre, a livello internazionale, della Kerberos saga ideata da Mamoru Oshii, Jin-Roh: Uomini e Lupi è certamente il film con cui iniziare per approfondire il franchise di fantascienza militaresca più celebre in Giappone.
Jin-Roh: Uomini e Lupi è un film dalle atmosfere cupe che racconta una storia d’amore, terrorismo e spionaggio struggente destinata a far scendere qualche lacrima anche ai più duri di cuore.
La mente dietro al film è, come già detto, Mamoru Oshii, ma lo stile delle animazioni di Hiroyuki Okiura si distacca molto da quello del suo mentore. Il regista avrà poi occasione di dirigere, nel 2011, il bellissimo Una lettera per Momo, uno dei film di animazione giapponese più belli degli degli ultimi dieci anni che vi consigliamo di recuperare.

6) Mind Game (2004) di Masaaki Yuasa

il protagonista di Mind GameMasaaki Yuasa è uno dei volti più originali nel panorama dell’animazione giapponese del 21° secolo. Il visionario autore di alcune delle serie anime giapponesi più interessanti degli ultimi anni come The Tatami Galaxy, Ping Pong The Animation e Devilman Crybaby, ha fatto vedere grandi cose sul grande schermo sin dal suo film di esordio, Mind Game.
Con uno stile psichedelico, frenetico e imprevedibile, Mind Game racconta una storia di amore e morte, di sofferenza e redenzione condito da una buona dose di humour.
Folle, sregolato, instabile, il film di Masaaki Yuasa è una vera e propria esperienza mistica, in grado di trasportare il cervello dello spettatore in un universo altro da cui, vi avvisiamo, è difficile tornare.

5) Redline (2009) di Takeshi Koike

Primo piano del protagonista di RedlineSette anni è durata la lavorazione di Redline, film di corse automobilistiche disegnato interamente a mano caratterizzato da uno stile ipercinetico.
Con una narrazione totalmente al di sopra delle righe e sequenze action dal grandissimo impatto visivo, il film di Takeshi Koike è probabilmente il miglior film di animazione giapponese ad avere come tema le corse automobilistiche.
Il film, godibilissimo anche da chi non è appassionato del genere, è diventato in breve tempo un cult. Noi ve lo consigliamo, ma vi consigliamo anche di non mettervi alla guida subito dopo averlo visto.

4) Wolf Children (2012) di Mamoru Hosoda

I protagonisti di Wolf ChildrenMamoru Hosoda è, fra i registi presenti in questa lista, quello che si avvicina di più, per stile e tematiche, al cinema dello Studio Ghibli e, nello specifico, di Hayao Miyazaki. Nonostante il suo rapporto di amore e odio con la casa di produzione (il regista avrebbe dovuto dirigere Il castello errante di Howl, ma per alcune divergenze la regia passò a Miyazaki), Hosoda è riuscito a imporsi nel panorama dell’animazione giapponese con film che, pur partendo dalle stesse premesse di quelli dello Studio Ghibli, riescono a giungere a conclusioni inedite e originali.
Wolf Children è sicuramente il film che meglio di tutti riesce in questo intento. Una storia struggente che ha come tema cardine il rapporto fra uomo e natura viene raccontata per mezzo di animazioni fluide e luminose.
Imperdibile per chi ama lo Studio Ghibli e cerca film con tematiche simili.

3) Your Name. (2016) di Makoto Shinkai

primo piano della protagonista di Your Name allo specchioL’istant-cult di Makoto Shinkai, uno dei più clamorosi successi cinematografici degli ultimi anni, non può non essere presente in questa panoramica sul mondo dell’animazione giapponese.
Film contenitore di tutto ciò che la cultura pop nipponica può offrire, il coming-of-age fantascientifico a tinte melò di Makoto Shinkai è probabilmente il miglior film di animazione giapponese del decennio, capace di coinvolgere e appassionare ogni tipo di spettatore.
Echi ambientalisti richiamano molto da vicino la poetica di Hayao Miyazaki in un film con delle animazioni splendide, scheletro di una storia che tocca molte tematiche importanti e attuali senza mai risultare ridondante o pedante.
Un miracolo cinematografico che ha già scritto una pagina importantissima della storia del cinema d’animazione giapponese.

2) Voglio mangiare il tuo pancreas (2018) di Shinichiro Ushijima

I protagonisti di voglio mangiare il tuo pancreasDa melodramma a melodramma, Voglio mangiare il tuo pancreas è un film che, pur trattando una tematica decisamente complessa e delicata come quella della malattia, riesce a evocare un’intensità emotiva che non si trasforma mai in banale patetismo e riesce a regalare allo spettatore autentiche emozioni.
Lo stile delle animazioni richiama molto da vicino quello di Makoto Shinkai, specialmente per gli sfondi. Non possiamo non consigliare il film a chi ha apprezzato le opere del regista di Your Name. e 5 centimetri al secondo.

1) I figli del mare (2019) di Ayumu Watanabe

La protagonista di i figli del mare di fronte a un acquarioComing-of-age che si colloca perfettamente a metà strada fra Miyazaki, Yuasa e Hosoda, I figli del mare, tratto dall’omonimo manga di Daisuke Igarashi è un film che, partendo da unincipit apparentemente semplice, evolve in una sorta di viaggio mistico che tratta la stretta interconnessione fra l’uomo, il mare e l’universo con un forte messaggio ambientalista di fondo.
Le animazioni che si susseguono nella seconda parte del film sono sicuramente il pregio principale di I figli del mare, un’opera che mira a porre molte domande allo spettatore e a stimolare in lui molteplici suggestioni.

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