Damsel, recensione: Millie Bobby Brown principessa guerriera su Netflix

Damsel, con Millie Bobby Brown, diretto da Juan Carlos Fresnadillo e scritto da Dan Mazeau, è arrivato su Netflix l’8 marzo 2024. Intrighi di potere, emancipazione femminile e amore familiare sono gli ingredienti che arricchiscono il tessuto narrativo di questo mondo fantasy. Preparatevi perché una nuova eroina è pronta a conquistare le vostre case.
Millie Bobby Brown nel poster del film Damsel

Damsel, un film di genere dark fantasy adventure con Millie Bobby Brown, è arrivato l’8 marzo 2024 sulla piattaforma di streaming Netflix. Probabilmente non è un caso che Netflix abbia scelto il giorno della Festa della Donna, o meglio, della giornata internazionale della donna, dedicata alla riflessione sull’uguaglianza di genere, per rilasciare il film sulla propria piattaforma. Infatti, Damsel, pur essendo un film di puro intrattenimento, critica la discriminazione di classe e di genere. Il film, inizialmente, mostra la donna come mera vittima sacrificale, in linea con il modello a cui il film fa riferimento: quello del romanzo cavalleresco. Questo modello viene ribaltato nel momento in cui assistiamo alla ribellione della donna che vuole affermare se stessa, ribellandosi a quel sistema oppressivo che per anni l’ha sottomessa.

Damsel racconta la storia della principessa Elodie che decide di sposare il principe del regno di Aurea per il bene del proprio popolo che sta soffrendo la fame. Ma il destino di Elodie prende una piega oscura quando, il principe che ha giurato di proteggerla, la getta in una grotta, per offrirla in sacrificio ad una dragonessa famelica così da saldare i debiti antichi della sua casata e preservare la corona. Elodie lotterà, quindi, con tutte le sue forze per uscire da quell’abisso e rivendicare la propria libertà, e rendere giustizia a tutte quelle principesse dimenticate, sacrificate sull’altare di tradizioni arcaiche.

Amore, denaro e emancipazione femminile

Damsel emerge come una ventata d’aria fresca nel panorama cinematografico per famiglie, facendo eco ai recenti successi animati della Disney, dove principesse regnano sovrane sui loro domini, indipendenti da qualsiasi figura maschile. Il film, con la brillante Millie Bobby Brown, solleva subito un punto cruciale: la prevalenza del denaro sull’amore autentico. Attraverso un invito esplicito al pubblico, Damsel esorta a valorizzare l’amore e l’umanità piuttosto che la ricchezza materiale. La narrazione ci avverte: la perdita della nostra essenza umana ci condurrebbe in un abisso di solitudine, dove la vita senza amore rende anche la più grande fortuna insignificante.

Damsel tocca con delicatezza anche la tematica dell’amore materno in un contesto adottivo, mostrando come Elodie, orfana di madre, trovi sostegno e affetto nella nuova compagna di suo padre, interpretata da Angela Bassett. Un filone narrativo che la Disney ha esplorato con intensità nei film Maleficent e Maleficent 2 – La signora del male con Angelina Jolie. Il lungometraggio non si sofferma eccessivamente su questo argomento, ma allo stesso tempo lo affronta con una certa funzionalità, arricchendo la narrazione e stimolando lo spettatore a una riflessione personale sull’accettazione e l’amore oltre i legami di sangue.

Il film Damsel, invece, mette in evidenza, come elemento centrale della narrazione, l’emancipazione femminile e le sfide che le donne devono affrontare per affermare i propri diritti e non essere ridotte a meri oggetti dal mondo degli uomini. Il regista Juan Carlos Fresnadillo e lo sceneggiatore Dan Mazeau enfatizzano la condizione femminile creando un parallelismo tra il percorso evolutivo di Elodie e quello della dragonessa. Entrambe, inizialmente confinate a ruoli subordinati dal regno di Aurea, emergeranno come figure di forza e indipendenza, sfidando quelle stesse convenzioni sociali che le volevano come sottomesse.

Un dark fantasy per famiglie

Millie Bobby Brown in una scena del film Damsel

Il genere fantasy incanta proprio per la sua capacità di intrecciare tematiche moderne in un contesto senza tempo, evocando spesso un’era medievale. Questi film potrebbero celare un desiderio latente di ritornare al passato per rimodellare il futuro, o forse, offrono un rifugio in mondi percepiti come distanti, dove l’evasione è più tangibile, nonostante le questioni affrontate siano sorprendentemente attuali.

Damsel si rivela un’opera fantasy adatta a tutta la famiglia, che cattura tanto gli adulti quanto i bambini, questi ultimi in particolare, che possono trovare in Elodie una nuova eroina da ammirare, dato che lei, come altre principesse, non nasce guerriera ma ci diventa per sopravvivere e rivendicare la propria posizione nel mondo. La visione del film evoca l’atmosfera delle festività natalizie, richiamando alla mente quei classici cinematografici di genere fantasy che si gustano la mattina di Natale, intrisi di valori familiari e di amore. Un’esperienza che riscalda il cuore e celebra le tradizioni più care.

Damsel con Millie Bobby Brown, che si prepara a concludere quella serie che la tiene bloccata dal dedicarsi ad altri progetti, così come lei stessa ha dichiarato, vi aspetta su Netflix dall’8 marzo 2024.

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