Contact, spiegazione del finale del film con Jodie Foster

In onda questa sera venerdì 6 ottobre 2023 su Iris alle ore 21, Contact è un film fantascientifico diretto da Zemeckis che grazie al suo finale profondo e ricco di significato ha fatto parlare molto di sé. Proviamo quindi a dare una spiegazione al film con protagonista Jodie Foster.
Contact, spiegazione del finale del film con Jodie Foster

Scienza e religione si contrappongono in Contact, film del 1997 diretto da Robert Zemeckis con protagonista Jodie Foster, Matthew McConaughey e una giovanissima Jena Malone. Pellicola dalle tinte sci-fi, adattamento del romanzo di Carl Sagan, oltre che per regia, cast e la famosa scena dello specchio, il film ha fatto parlare di sé per il proprio finale ricco di significato e volutamente ambiguo. Ovviamente urge l’allerta spoiler per chi non ha mai visto il film.

Contact, la trama

Protagonista è Ellie, astronoma studiosa delle onde radio, in cerca delle prove della vita extraterrestre che, in seguito ad un forte trauma, ha completamente perso la fede religiosa. Sul suo cammino incontra lo scrittore cristiano Joss Palmer e tra i due nasce un forte sentimento nonostante le divergenze di pensiero. Alla ricerca di fondi per portare avanti le sue ricerche, Ellie è alla ricerca di un qualsiasi segnale proveniente dallo spazio per poter portare avanti i suoi studi e far compiere un enorme passo avanti alla ricerca scientifica.

Il finale

Jodie Foster nella scena del viaggio spazio temporale
Jodie Foster nella scena del viaggio spazio temporale

Dopo aver captato il primo importante segnale che ha confermato l’esistenza di creature extraterrestri che stanno tentando di comunicare con gli essere umani, rivelando il progetto di una macchina per viaggiare nello spazio, Ellie è pronta per la missione. Partita per lo spazio profondo, comincia ad attraversare svariati varchi spazio temporali, ammirando mondi e realtà create dagli extraterrestri per metterla a proprio agio. Incontra quindi un rappresentante aliene, comparso con le sembianze del defunto padre di Ellie.

Questo incontro così profondo e nel quale scopre l’esistenza di precedenti specie aliene (quelle che in origine hanno creato il macchinario) dal punto di vista di Ellie è durato delle ore, ben 18 ore, quelle che risultano registrate dalla sua videocamera ma con audio e video distorto. Per chi ha osservato il suo viaggio dalla Terra è invece durato pochi secondi, mettendo in dubbio l’esperienza della donna. A fare davvero la differenza, ecco quindi il significato alla base di tutto il film, tra i migliori della filmografia di Zemeckis, è decidere di credere .

A differenza di tanti film del genere, su tutti quelli di un convinto sostenitore degli UFO come Steven Spielberg, il responso su quanto accaduto viene lasciato proprio allo spettatore, in grado di accogliere o meno quanto visto. Un film che non si schiera ma che anzi pone l’accento sull’importante di due aspetti imprescindibili per trovare le risposte da sempre al centro dei dibattiti umani. E voi cosa ne pensate del finale di Contact? Fatecelo sapere

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