Colonia, la storia vera che ha ispirato il film con Emma Watson

Colonia, con Emma Watson, racconta un evento storico reale. Ambientato nel Cile degli anni '70, segue una donna, interpretata da Watson, dopo il colpo di stato di Pinochet nel 1973. Il suo viaggio inizia con l'arresto del marito da parte della polizia segreta di Pinochet durante una protesta. Alla ricerca della verità, la coppia si imbatte nella sinistra Colonia Dignidad.
Emma Watson in una scena del film Colonia

Colonia, film con Emma Watson in onda questa sera su Cielo alle 21:15, si basa su un evento realmente accaduto. La pellicola ci regala un’immersione in un racconto intriso di oscurità e terrore, ambientato nel turbolento Cile degli anni ’70. Colonia, con un tono solenne e ricercato, delinea con cura i dettagli di una vicenda poco conosciuta ma di grande rilevanza storica.

Di cosa parla Colonia

Emma Watson (recentemente apparsa nella reunion di Harry Potter) veste i panni della protagonista, una donna inghiottita dagli sconvolgimenti successivi al colpo di stato militare del dittatore cileno Augusto Pinochet nel 1973. La sua esistenza viene sconvolta dall’arresto del marito, interpretato da Daniel Brühl, ad opera della polizia segreta di Pinochet durante una protesta contro il regime. Inizia così un angosciante viaggio alla ricerca della verità e della giustizia, che conduce la coppia verso la misteriosa Colonia Dignidad.

La storia vera dietro Colonia

Il film racconta la natura sinistra di questa oscura comunità situata nel cuore del Cile: un’enclave isolata e controllata da un leader carismatico quanto deviato. Fondata nel 1961 da Paul Schäfer, ex colonnello nazista in fuga dalla giustizia, la colonia celava un mondo di terrore, abusi e manipolazione dietro le sue mura. Figura centrale della Colonia Dignidad, Schäfer aveva trasformato la comunità in un regno personale di oppressione e orrore. L’alleanza con Pinochet aveva permesso alla colonia di operare come centro di detenzione e tortura per prigionieri politici. La struttura diventò così un simbolo di terrore per chiunque osasse sfidare il regime.

Le testimonianze dei sopravvissuti e le successive indagini hanno portato alla luce una realtà raccapricciante: stanze di tortura, abusi su minori, pratiche di lavaggio del cervello e violazioni sistematiche dei diritti umani. Schäfer, con il supporto di altri nazisti fuggiti in Sud America, orchestrava una macabra danza di violenza e oppressione all’interno della colonia.

La scoperta dei crimini ha scosso il mondo. Le atrocità perpetrate in quel luogo hanno segnato indelebilmente la storia cilena, una ferita ancora aperta che richiede verità e giustizia. Il regno di terrore di Schäfer è giunto al termine solo nel 1997, quando le accuse di abusi sessuali mosse dai bambini della colonia hanno finalmente portato alla luce la verità. Schäfer è stato arrestato e condannato nel 2006, ma la sua morte nel 2010 non ha portato né soluzione né pace alle vittime e alle loro famiglie.

Oltre a narrare una storia avvincente, Colonia si propone di far luce su un capitolo oscuro della storia umana. Il film sottolinea l’importanza di non dimenticare le atrocità del passato per evitare che si ripetano in futuro. La performance di Emma Watson offre una voce potente a questa storia di coraggio, disperazione e sopravvivenza. L’attrice, da un po’ assente nel mondo del cinema, ha spiegato i motivi della sua assenza. Scoprite di più!

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