Civil War, spiegazione del finale del film con Kristen Dunst

Civil War è il nuovo (e forse ultimo) film di Alex Garland, il già regista di Sunshine ed Ex Machina. È stato presentato in anteprima a marzo al South by Southwest ed è distribuito e prodotto da A24. La critica è già positivamente sconvolta e gli incassi fanno ben sperare a solo un giorno dall’uscita. Ecco spiegato il finale!
Kirsten Dunst in una scena del film Civil War

Civil War è arrivato oggi, 18 aprile 2024, nei cinema italiani e sta già sconvolgendo l’America e stupendo tutto il resto del mondo. Secondo il regista Alex Garland si tratta di un film-parabola, che descrive un rischio: quella della disintegrazione. Prodotto da A24 e realizzato forse in chiusura di carriera per il regista di Ex Machina, il film con Kirsten Dunst racconta la nostra società e mette in crisi soprattutto il giornalismo mondiale. Se l’avete già visto, continuate a leggere perché proviamo a capire insieme come intendere il finale!

Di cosa parla Civil War

Il film dispotico di Alex Garland è ambientato durante un’ipotetica guerra civile americana in un futuro indefinito. Mentre il governo statunitense si fa la guerra con alcune forze reazionarie regionali, la protagonista Lee Smith è una famosa fotografa di guerra che si occupa del reportage della vicenda.

Lee, insieme a Joel, Sammy e Jessie, intraprende un viaggio che rende Civil War un roadmovie sui generis. La meta è Washington DC e lo scopo? Intervistare il presidente prima che qualcuno lo faccia fuori. Nel tragitto le reporter si trovano a riprendere e fotografare diversi scontri e combattimenti fra le fazioni in guerra.

Sempre di più la guerra e la storia vengono scandite a suon di click delle macchine fotografiche, e più riprendono l’orrore e la violenza più le fotografe diventano abili ad immortalarle. È qui che si innesta la riflessione critica di Garland sul giornalismo odierno e sull’ossessione per ciò che fa notizia a qualunque costo. Per approfondire le riflessioni nel film ecco qui la nostra attenta recensione.

Lee e gli altri fotoreporter arriveranno al presidente? E soprattutto, quale foto epocale riusciranno a rendere il loro “scatto perfetto“? A questo punto, se non avete ancora visto Civil War, lasciate stare quest’articolo e recuperate qui tutte le informazioni necessarie alla visione.

Spiegazione del finale di Civil War

È proprio quella parola “disintegrazione“, usata dallo stesso regista per spiegare il film, a risuonare in tutto Civil War che ci presenta una guerra America VS America. Con ancora più incisività, però, ci spiazza nel finale.

Il film, infatti, si conclude con una incredibile battaglia alla Casa Bianca. All’arrivo a Washington di Lee & co. i ribelli stanno per attaccare la capitale e puntare al presidente. La squadra di giornalisti, allora, riprende da vicino gli scontri fra soldati e servizi segreti e Lee riesce ad entrare nella Casa Bianca.

Le guardie del presidente chiedono la tregua, i ribelli rifiutano e continuano a fare fuoco sul Palazzo. A questo punto Lee – il vero eroe di Jessie – salva la giovane da un proiettile e viene colpita a morte. È a questo punto che Jessie scatterà la sua foto dell’epoca: lo scatto perfetto ritrae Lee pochi secondi prima della sua morte e rappresenta con precisione l’abbattimento della fotografa.

Joel, intanto, viene fatto entrare nella sala del presidente ma – shockato dalla morte di Lee – non riesce a fargli alcuna domanda, nonostante dall’inizio del film tutti stessimo aspettando soltanto questo momento. Chiede soltanto una citazione, il governante risponde che spera di non essere ucciso. Subito dopo che Joel afferma “andrà bene” i nemici giustiziano il presidente e Jessie scatta un’altra foto dell’uomo – ormai morto – circondato dai soldati.

Il finale è estremamente potente, tanto nelle immagini quanto a livello narrativo. Cosa sta a significare per Garland? Sicuramente l’avvertimento ai politici – buoni o cattivi che siano – e poi una tirata di orecchie al giornalismo.

Cosa sarà dell’America dopo la Civil War delineata da Garland? Potrebbe dircelo soltanto un sequel, ma per il regista sembra che la carriera possa concludersi col botto. Ed è proprio il caso di dirlo.

Facebook
Twitter