Cinema aperto per Messa e il parroco si difende: “Mica era un film!”

Un piccola bufera social è quella che si è scatenata alla pubblicazione di una foto che mostrava una proiezione in streaming della Santa Messa in un cinema parrocchiale di Fiorano, in provincia di Modena. La giustificazione del parroco – “Mica era un film!” – non ha fatto altro che aggiungere legna sul fuoco, alimentando la diatriba in merito alle restrizioni per il contenimento della pandemia che vede chiusi da mesi i luoghi di intrattenimento.

Come riporta il quotidiano La Repubblica, la foto è stata scattata nell’ex Cinema Teatro Primavera di Fiorano Modenese, che è ora di proprietà della vicina Chiesa di San Giovanni Battista. Data la capienza ridotta dei posti a sedere in chiesa e l’alta affluenza per le festività pasquali, il parroco ha deciso di aprire la sala per consentire ai fedeli di usufruire della proiezione in diretta della Messa.

In poco tempo la foto ha fatto il giro del web, scatenando non poche polemiche. Uno dei primi a riportare lo scatto è stato Gino Andreoli, impiegato e insegnante teatrale, su Facebook che l’ha accompagnato scrivendo: “Faccio due domande. La prima: c’era l’autorizzazione? E la seconda: ce n’era proprio la necessità? Ne faccio una questione di buon gusto: possibile che la Chiesa non abbia pensato che una cosa del genere potesse offendere e far girare le scatole a tutti i lavoratori dello spettacolo, che da più di un anno non lavorano e sono alla fame?”.

Alle accuse il parroco di Fiorano, Don Antonio Lumare, ha risposto così: “Il Dpcm vieta le attività teatrali e cinematografiche, ma noi non abbiamo fatto né l’una né l’altra. Quella sala non viene utilizzata come cinema da ormai 13 anni, non abbiamo neanche più la licenza. Semplicemente l’abbiamo impiegata come salone perché non sapevamo come altro mettere a riparo i fedeli. Ovviamente non volevamo fare un affronto a nessuno”. Inoltre il parroco ci tiene a fare presente che tutte le norme anti-Covid (mascherine, distanziamento, gel igienizzante) sono state rispettate.

A difesa dell’iniziativa di Don Antonio è intervenuto anche il sindaco di Fiorano, Francesco Tosi. “È una questione nominalistica, il locale si chiama Cinema teatro primavera da tempo l’immobile non viene utilizzato per l’attività cinematografica. All’interno dell’immobile sono state utilizzate tutte le misure identiche a quelle adottate in chiesa, le regole sono state rispettate. Il fatto che anche le attività teatrali potrebbero essere riprese in sicurezza è un discorso diverso, da valutare e sul quale potrei eventualmente anche essere d’accordo. Ma si tratta di due cose completamente separate”.

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