Ecco perché Christopher Nolan non spiega le proprie pellicole

Tom Stone ha da poco pubblicato il libro “The Nolan Variations: The Movies, Mysteries, and Marvels of Christopher Nolan ”, che racconta il talentuosissimo regista che è intervenuto durante la presentazione per rispondere ad una domanda legata alla spiegazione dei propri film, sempre pieni di diversi tipi di interpretazioni possibili.

“Racconto spesso di quando andai alla Mostra del Cinema di Venezia per presentare Memento. Si è tenuta una conferenza stampa poco dopo e qualcuno mi ha chiesto quale fosse la verità oggettiva sul finale. Io ho risposto “beh, sta al pubblico decidere. Ma quello che penso io è che…” e ho dato la mia risposta. Mio fratello Jonathan mi ha preso in disparte e mi ha detto: “nessuno ha ascoltato la prima parte della tua risposta. Vogliono solo sapere cosa ne pensa chi ha fatto il film. Non farlo mai più.” Aveva ragione, e da allora non ho più ripetuto l’errore.”

Ricordiamo ad esempio il discorso di Christopher Nolan ai laureati di Princeton, nel quale ha abilmente evitato la domanda circa il finale di Inception:

“In generale, in questi discorsi, si dice sempre “inseguite i vostri sogni”. Io non ve lo dirò, perché non ci credo. Inseguite, piuttosto, la vostra realtà. Nel tempo si è deciso che la realtà sia il parente povero dei nostri sogni. E io invece voglio dire che i sogni, le nostre realtà virtuali, le astrazioni di cui ci si innamora e in cui ci si crogiola, sono dei sottogruppi della realtà. Alla fine del film, Cobb, cioè Di Caprio, si ritrova con i suoi figli – almeno nella sua realtà soggettiva. Ma non si riesce a sapere se si tratta della realtà oggettiva o meno. E tutti quelli che incontro me lo chiedono, ed è significativo: tutti vogliono sapere se è nella realtà perché, alla fine, è la realtà che conta. È quella che importa davvero.”

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