Chiamami col tuo nome censurato al Festival del Cinema di Pechino

L’ultimo lavoro di Luca Guadagnino, fresco vincitore dell’Oscar per la migliore sceneggiatura non originale, Chiamami col tuo Nome, è stato rimosso dalla lineup dell’International Film Festival di PechinoNessuna motivazione ufficiale è stata diffusa dagli organizzatori della manifestazione. Ciononostante tale mossa può essere letta come conseguenza naturale del cambio di politica del governo di Xi Jinping.

È notizia di qualche giorno fa la stretta del Comitato Centrale del Partito Comunista Cinese sui media nazionali. Radio, TV e Cinema passeranno, infatti, sotto il controllo diretto del dipartimento della propaganda. Chiamami col tuo Nome potrebbe, quindi, essere la prima vittima illustre di questo cambiamento. Citando fonti anonime, la Reuters riporta come il lungometraggio sia stato bocciato dopo la mancata approvazione da parte dei censori.

La Cina ha una lunga e travagliata storia con la censura — che generalmente taglia contenuti sessuali, violenti e che possano ledere all’immagine della Cina stessa. Ma riguardo le tematiche LGBT la politica non è mai stata chiara. La nota scena gay nel remake de La Bella e la Bestia, uscito l’anno scorso, ad esempio, è stata mantenuta integra nella distribuzione cinese, senza particolari polemiche.

Timothée Chalamet e Armie Hammer in una scena del film

Poi, sul finire del giugno passato, l’Associazione dei servizi di Netcasting cinese ha rilasciato una serie di norme che vietavano i provider di servizi online dal pubblicare programmi contenenti “relazioni o comportamenti sessuali anormali“. Ciò chiaramente includeva rapporti omosessuali, nonostante la comunità LGBT cinese includa oltre 70 milioni di membri.

Wu Jian, analista e ricercatore cinematografico di Pechino, ha dichiarato alla Reuters che Call Me By Your Name è <<una deviazione dalle politiche cinesi>>, aggiungendo che <<la sua rimozione dal festival è un imbarazzo per la Cina>>.

Tutta quest’opera di censura arriva sull’onda dei cambiamenti della struttura del governo centrale che, come noto, ha recentemente abolito il limite di due mandati per il Presidente della Repubblica Popolare Cinese.

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