Chi ha incastrato Roger Rabbit: com’è stata realizzata l’animazione?

Stasera in TV andrà in onda il cult di tecnica mista Chi ha incastrato Roger Rabbit, film del 1988 firmato dalla regia di Robert Zemeckis. Vediamo oggi i segreti delle tecniche d'animazione utilizzate per questo titolo destinato a cambiare il cinema.
Una scena del film Chi ha incastrato Roger Rabbit

Uscito nel 1988 e in onda stasera in televisione Chi ha incastrato Roger Rabbit è un film che non ha bisogno di presentazioni. Chiunque ne ha sentito parlare, anche a distanza di decenni. Questo perché è un cult, un film che si è preso il suo posto nella storia del cinema cambiandone le sorti da dopo il suo arrivo. Ma come mai? Per il carisma che porta con sé, per la presenza di attori icona come Bob Hoskins e Christopher Lloyd. Ma anche per le musiche di Alan Silvestri, gli sketch comici, i pochi peli sulla lingua e si potrebbe continuare.

Tutte queste componenti hanno certamente contribuito alla riuscita del film. Ma ciò che forse viene dato maggiormente per scontato è il modo in cui è stata approcciata l’animazione del film. Chi ha incastrato Roger Rabbit è un film a tecnica mista, ovvero un film in cui vediamo attori in live action interagire con personaggi dei cartoni animati. In questo titolo, infatti, viviamo in un mondo in cui esseri umani e personaggi dei cartoons condividono le strade delle città. Ma la storia già la sapete, non è ciò di cui parleremo oggi.

Robert Zemeckis (di cui trovate qui la nostra top 10) ha diretto le riprese iconiche per più di sette mesi, con telecamere VistaVision e gli attori in carne ed ossa. Ma il grosso del lavoro è arrivato a riprese ultimate. La squadra di animatori ha disegnato e animato fotogramma per fotogramma tutti i personaggi che interagiscono sullo schermo tra di loro e con gli attori. Ok, fino a qui nulla di nuovo, no? L’abbiamo visto in Mary Poppins, in decine di corti di inizio secolo e la Disney orbita intorno a questo concetto da un po’. Ma è stata la collaborazione tra il topo e Spielberg che ha alzato l’asticella.

Ciò che rende questo titolo memorabile non è il fatto che mischia le tecniche, ma è come lo fa. Il primo dettaglio su cui gli animatori e animatrici hanno curato con particolare attenzione è l’interazione visiva tra i cartoon e gli attori. Si guardano sempre negli occhi. Durante le riprese gli attori avevano dei riferimenti, ma non sarebbero mai potuti essere precisissimi. Anziché limitarsi a prenderne atto, il team d’animazione ha provato a giustificare ogni sguardo non azzeccato, facendo in modo che Roger Rabbit e Eddie creino un’interazione verosimile.

Eddie ha guardato troppo in alto rispetto al riferimento? Allora facciamo in modo che Roger in quella scena si allunghi, si spalmi, si stritoli per allineare lo sguardo. Sempre parlando di interazioni regia e produzione ha optato per un dettaglio non fondamentale ma che ha fatto una silenziosa differenza. Stabilite le regole del mondo in cui operiamo, queste vanno rispettate. Esistono oggetti cartoon e oggetti reali con i quali sia cartoon che esseri umani possono interagire. Se un cartoon afferra una pistola o un sigaro reali, questi rimangono tali nelle mani del cartoon. Tutte queste scene sono state fatte attaccando gli oggetti a fili, bracci robotici, pali eccetera.

Non era necessario farlo, nessuno si aspettava tutto questo impegno. Eppure anche questo dettaglio tecnico ha reso l’interazione tra cartoon e non verosimile e realistica. Infine il team di Chi ha incastrato Roger Rabbit (qua trovi altre curiosità sul film) non ha seguito una tacita regola non scritta della tecnica mista, quella di mantenere il piano fisso. Animare una sequenza richiede molto più lavoro che animare un quadro fisso, infatti non era praticamente mai successo prima. Il film ha completamente ignorato questo tacito accordo tra animatori, lavorando due volte tanto ma con un risultato che ricordiamo ancora oggi.

L’ultimo dettaglio, forse il più decisivo. Senza che nessuno pretendesse nulla, il team d’animazione ha disegnato e animato cinque strati di ombre per ogni singola sequenza che già prevedeva decine di disegni. Hanno drasticamente aumentato il lavoro per definire le ombre, dettaglio che da profondità e tridimensionalità ai personaggi. Tutte queste tecniche passano inosservate ad un occhio non esperto, ma inconsciamente agiscono sullo spettatore che, anche se amatore, apprezzerà questi dettagli. Chi ha incastrato Roger Rabbit è un cult il cui lavoro dietro merita ogni riconoscimento ottenuto. Oggi 30 Gennaio 2024 è disponibile sul Rai Movie alle 21:10.

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