Chi è il miglior Joker nella storia del cinema?

Nicholson, Ledger, Phoenix, Leto e molti, molti altri, sono i Joker apparsi nella storia del cinema e della televisione, tra live action e animazione. Abito viola, sorriso inquietante e la folle risata li accomunano tutti. Ma qual è la miglior incarnazione di sempre?
Jared Leto (Suicide Squad), Jack Nicholson (Batman), Heath Ledger (Il cavaliere oscuro), Joaquin Phoenix (Joker) e Mark Hamill (Batman: The Animated Series) fra i Joker più famosi nella storia del cinema

“Ci sono questi due tizi in un manicomio…”. Se uno dei due continua a fuggire quella follia e non esserne avvolto come in un mantello, l’altro quella follia non l’ha solo abbracciata ma ne è diventato un tutt’uno. Eppure, come non può esserci luce senza tenebre, l’uno non può esistere senza l’altro. Non ci sarebbe alcun cavaliere oscuro, nessun Batman, se non ci fosse il principe del crimine, se quella risata non portasse il caos. Nato su carta e diventato leggenda su pellicola, Joker è la nemesi per eccellenza, il villain più pericoloso ma amato di sempre.

Dalla sua origine nel 1940 per mano di Bob Kane, Bill Finger e Jerry Robinson, all’imprescindibile rilettura di Alan Moore in The Killing Joke, il personaggio ha assunto volti diversi e ha fatto sue storie volte a confondere il lettore e lo spettatore. Molte sono le incarnazioni di Mr.J, tutte comunicanti ma anche contraddittorie, per un antagonista che dalla morte certa decisa dagli editori è invece arrivato a noi, affascinando chiunque. Ma la domanda delle domande che emerge ad ogni nuova versione è sempre la medesima: chi è il miglior Joker di sempre?

Mr. J starter pack

Un'immagine del Joker in The Killing Joke di Alan Moore

Se esistesse una risposta parte sicuramente da cosa rende iconico il personaggio, quali siano gli elementi fondamentali da prendere in considerazione per designare un possibile vincitore. E non si può che partire dall’aspetto e dal costume che appassionati e cosplayer sfoggiano nelle più disparate convention. Il viso bianco, i capelli verdi, l’eccentrico abito viola e le labbra rosse piegate in quel folle sorriso. E, forse, più di tutto il resto è proprio la risata l’elemento comune ma anche diversificato per le molte sfumature del personaggio ,riconducibili a quell’origine indefinita e mutevole che lo rendono sfuggente e imprevedibile.

Il Joker di Jack Nicholson

Sulla base di queste linee guida prende forma “danzando col diavolo nel pallido plenilunio” il Joker interpretato da Jack Nicholson nel film Batman del 1989 diretto da Tim Burton, nel quale l’attore sfoggia tutta la sua bravura ed inquietante capacità di calarsi in personaggi squilibrati. Questa versione del personaggio è figlia dell’intervento di Frank Miller (Batman anno uno, Il ritorno del cavaliere oscuro) che ha conferito alla Gotham fumettistica quei forti rimandi gotici e l’atmosfera noir perfettamente abbinati allo spirito burtoniano, che mantiene comunque quell’eccentricità tipica del suo cinema.

Nicholson si muove così in bilico tra due estremi ma ad arricchire la sua caratterizzazione è la creazione di un background, di una storia d’origine ben definita e connessa, “causata”, da Batman, di cui il fu Jack Napier è creatore. Proprio per questo la prima versione di Joker sul grande schermo non accontenta tutti i lettori di comics, ma quella smorfia sardonica, così esageratamente pronunciata, che esplode in risate “terapeutiche”, il fare da gangster mescolato con le bizzarrie circensi, lo immortalano nella storia ponendo un metro di paragone scomodo per tutti i successivi.

Il Joker di Mark Hamill

La versione animata dell’iconica serie anni ‘90 però non teme il complicato confronto e addirittura la sola voce di Mark Hamill non solo lo regge ma raggiunge vette altissime. Certo, la componente fisica in un’interpretazione è fondamentale, la capacità di interagire con gli altri personaggi e con la scena, ma in questo caso il fumetto prende davvero vita grazie al linguaggio di trasposizione scelto e, ogni qualvolta sorge fuori campo o in primo piano la fragorosa risata, la pura essenza del Joker straripa

Batman: The animated series dovrebbe essere un prodotto per bambini, in Italia in onda nella fascia mattutina della domenica, ma grazie al design spigoloso espressionista della città e ad un seppur centellinato utilizzo della violenza, instilla la sensazione di continuo pericolo. Persino l’eroe che emerge dall’ombra incute timore quasi come o in certi casi più dei propri antagonisti. Ma in questa Gotham la minaccia maggiore è sempre e solo Joker che dimostra tutto il talento nascosto di Mark Hamill, legato dall’immagine buona del suo personaggio simbolo, Luke Skywalker. Il suo Joker però, forte di cambi repentini di espressione e di quella risata, prorompe in tutta la sua crudeltà e pazzia irrefrenabile che dal medium seriale si sposta anche a quello videoludico con la serie Batman: Arkham.

Il Joker di Heath Ledger

Arriva però il 2008 e, circondato da un alone non tanto di mistero quanto di estremo dubbio, per non dire di opposizione, un certo Heath Ledger è scelto da un regista non proprio a caso, Christopher Nolan, per diventare lo psicopatico ma realistico Joker nella trilogia di Batman che ha cambiato  le carte in tavola del genere cinecomic. A distanza di anni da quella scelta, chiunque immagina Joker con l’abito meno clownesco, il volto truccato a nascondere cicatrici di dubbia provenienza ed i capelli unti malamente tinti del compianto attore australiano. Al di là del look inimitabile, questo Joker è definito dalla sua psicologia e complessità, prelevata direttamente dalla penna di Alan Moore.

Non cerca vendetta, non vuole la ricchezza e non cerca la logicità. La sua risata in crescendo, con quel ripetitivo movimento della lingua, accompagna la sua missione: gettare il mondo nel caos, nell’anarchia, e vederlo bruciare. Non è il lancio di una monetina a definire il possibile destino di Gotham ma la manipolazione di una mente disturbata che ti afferra, punta la lama contro e chiede “perché così serio?”. Per storia editoriale e non solo Batman è l’assoluto protagonista ma la maniacale prova di Ledger vale da sola il prezzo del biglietto, in grado di modellare gli antagonisti che l’hanno succeduto.

Il Joker di Joaquin Phoenix

Game-set-match? Non ancora perché a scombussolare i jolly in tavola e mettere nuovi dubbi sul miglior Joker di sempre è l’unico film nel quale il personaggio non solo è presente ma è anche protagonista. Arthur Fleck non vuole essere la versione definitiva ma la dimostrazione di come chiunque, per colpa non di una singola brutta giornata ma di una vita segnata dall’indifferenza, possa dipingere sul proprio volto quel ghigno. Ad entrare in scena scendendo dalla scalinata al ritmo di Rock and Roll Part II è Joaquin Phoenix, che offre una prova attoriale viscerale ed estremamente fisica.

A differenza delle precedenti versioni, il Joker scritto da Todd Phillips è frutto di una lenta ed inesorabile trasformazione che culmina in un look nuovamente da clown, dall’outfit e dal trucco molto vistoso. Ad essere onnipresente, anzi, invasiva, è la risata strozzata e straziante di dolore di un comico fallito ed umiliato. Gotham, prima respingente e poi promotrice, è l’incubatrice di un simbolo di ribellione, Batman è l’inevitabile risposta alla follia decisa ad innalzarsi sopra una società di ratti. Il Joker di Joaquin Phoenix è l’unico a creare empatia con lo spettatore, fino a giungere ad un punto di rottura, ma soprattutto rappresenta il nuovo punto di arrivo grazie agli innumerevoli riconoscimenti cinematografici ricevuti.

Leto, LEGO e gli altri

Jared Leto (Joker) in una scena del film Zack Snyder's Justice League

Dagli anni ‘40 ad oggi però ci sono state molte altre rivisitazioni del personaggio. Il debutto cinematografico è legato al Batman del ‘66, prima film e poi serie televisiva dai tratti fortemente camp, con Adam West nei panni del pipistrello e Cesar Romero ad interpretare un Joker umoristico privato del tutto della violenza. Operazione opposta invece quella riservata allo sfortunato Jared Leto che in Suicide Squad (20016) vede sprecato il potenziale di una chiave di lettura moderna, appariscente, da boss malavitoso ricoperto di tatuaggi e con i denti placcati. Il poco minutaggio a disposizione e la pessima riuscita del film minano ogni velleità del personaggio e la breve apparizione nel knightmare in Zack Snyder’s Justice League aumenta solo il rimpianto per un Joker in cui nessuno ha mai creduto.

Dal 2014 al 2019 invece è la molto altalenante serie Gotham ad offrire una lettura diversa del mondo di Batman, presentando l’origine di ogni villain tra cui ovviamente un proto Joker, in questo caso interpretato da Cameron Monaghan. Come non citare poi la versione più peculiare ma anche la più affine alla natura fumettistica del personaggio. LEGO Batman – Il film, con l’apporto vocale di Zach Galifianakis, presenta un Joker ironico, sopra la righe, con il quale emerge il legame ossessivo e quasi simbiotico con Batman, costretto a riconoscere l’importanza della sua nemesi. Infine il percorso dei molti volti di Joker si chiude con Barry Keoghan, apparso nella scena eliminata di The Batman diretto da Matt Reeves. Un breve confronto pagliaccio-pipistrello, nel quale il primo appare sfigurato e del tutto fuori controllo.

Tutti i Joker hanno perciò un qualcosa di unico che permette di comprendere le tante sfaccettature del personaggio, nato dalle vignette del primo numero di Batman ma prelevato da L’uomo che ride di Victor Hugo.

In tutto ciò manca ancora la risposta al quesito iniziale, ovvero quale sia l’incarnazione definitiva, sempre che una risposta giusta ci sia. La verità è che una risposta non c’è. Se si è capito davvero il senso di questo articolo, se si è capito davvero il senso di Joker, si troverà che ognuna delle trasposizioni (salvo qualche dimenticabilissima eccezione) ha portato qualcosa di nuovo al personaggio. Il miglior Joker non l’abbiamo ancora visto: potrebbe essere la somma di tutti, risultato mostruoso. Oppure si annullerebbe.

Però per fortuna dietro CiakClub c’è una redazione abbastanza vasta da poter rendere un campione di sensibilità diverse. Di nuovo, non sarà una risposta: di più, questo articolo è stato scritto e concluso prima ancora che si conoscesse il risultato della classifica. Ma se ognuno ha il proprio Joker, e se non potremmo mai sommarli in un unico, possiamo quantomeno sommare le nostre sensibilità. I tanti Joker che sono in noi:

  1. Heath Ledger (Il cavaliere oscuro)
  2. Joaquin Phoenix (Joker)
  3. Jack Nicholson (Batman)
  4. Mark Hamill (Serie animate)
  5. Barry Keoghan (The Batman)
  6. Cesar Romero (Batman ’66)
  7. Jared Leto (DC Extended Universe)
  8. Cameron Monaghan (Gotham)
  9. Zach Galifianakis (LEGO Batman)

Ma ora tocca a voi. Qual è il vostro Joker preferito?

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