Cattive acque, la storia vera dietro al film con Mark Ruffalo

Questa sera arriva in televisione un legal thriller che racconta di una drammatica ingiustizia che colpì una piccola cittadina statunitense. Mark Ruffalo interpreta il protagonista in questa lotta per la giustizia tratta da una storia tremendamente vera.
Mark Ruffalo in una scena del film Cattive acque

Oggi, 14 aprile 2024, andrà in onda, alle 21:00 su Iris, Cattive acque, thriller del 2019 diretto da Todd Haynes e con protagonista Mark Ruffalo. La pellicola racconta di uno scandalo avvenuto qualche anno prima, riportato su un articolo del New York Times del 2016. Il regista racconta così una battaglia legale lunga vent’anni, basandosi sulle memorie dell’avvocato protagonista e sull’articolo che portò il caso all’attenzione del pubblico.

Insieme a Ruffalo, nel casto compaiono anche: Anne Hathaway, Tim Robinson, Victor Garber, Mare Winningham, William Jackson Harper e Bill Pullman. Prima di addentrarci nel storia vera che ha colpito la cittadina di Parkersburg, approfondiamo la trama del film e i suoi protagonisti.

Di cosa parla Cattive acque?

Robert Billot, qui interpretato da Mark Ruffalo in un ruolo da TOP 10, è un avvocato specializzato nella difesa di aziende chimiche. Un vecchio conoscente della nonna di Billot, un certo Wilbur Tennant, lo contatta per chiedergli di indagare sull’anomala presenza di tumori e malformazioni nelle sue mucche. L’allevatore vive in Virginia, più precisamente nella cittadina di Parkersburg. Tennant ritiene che le cause siano da riscontrare nel terreno vicino, di proprietà della società chimica DuPont.

Dopo aver consegnato diverse videocassette all’avvocato, lo invita nella sua fattoria. Robert viene così a conoscenza di 190 casi di insolite condizioni mediche all’interno del bestiame. Il nostro protagonista inizia così le sue indagini che lo porteranno a scavare sempre più affondo. Ha inizio così una causa lunga vent’anni che avrà disastrose conseguenze nella vita di tutti i protagonisti.

Cattive acque: la storia vera

Tutto quello che il film racconta è avvenuto veramente. Siamo verso la fine degli anni ‘90. L’avvocato Robert Billot viene avvicinato da un allevatore che gli racconta di come il suo bestiame stia venendo decimato. L’uomo è convinto che l’acqua che la sua famiglia e i suoi animali bevono sia inquinata dagli scarichi chimici delle industrie vicine. Le prove fornite dall’allevatore convincono Billot ad accettare il caso.

La lotta non fu per niente facile. Anni e anni di bugie, depistaggi, tradimenti e difficoltà di tutti i tipi portarono alla morte di numerose persone e misero a rischio la vita stessa di Billot. Alla fine però vinsero i buoni…più o meno. La DuPont, azienda chimica contro cui l’avvocato imbastì la class action, venne ritenuta colpevole di aver deliberatamente avvelenato i fiumi del West Virginia con tonnellate di scorie tossiche dovute alla produzione del Teflon. La prima condanna arrivò nel 2005, con un risarcimento di 235 milioni di dollari versati per il monitoraggio medico di oltre 70 mila cittadini che vivevano nelle zone limitrofe all’industria.

Nel 2017 la DuPont venne poi condannata a pagare un risarcimento di 600 milioni di dollari divisi in 3500 cause. Purtroppo il lato negativo di tutta questa storia è che la DuPont non fermò mai la sua produzione, anzi continuò indisturbata le sue attività, arrivando a fondersi con un altra società chimica, la Dow Chemical. La compagnia ha continuato lo stesso ad incassare, nonostante le sentenze e le morti di numerosi cittadini.

Billot continua il suo lavoro da avvocato ambientalista e in parallelo ha raccontato la sua battaglia legale nel libro di memorie Exposure: Poisoned Water, Corporate Greed, and One Lawyer’s Twenty-Year Battle against DuPont. L’uomo ha indetto un altra class action contro otto compagnie chimiche per far sì che paghino gli studi necessari per dimostrare la sicurezza, o meno, delle sostanze che producono.

La storia del piccolo contro il gigante, che ricorda un recente film con Jamie Foxx nei panni del protagonista. Non perdetevi in onda stasera Cattive acque, ricordandovi di dirci la vostra nella sezione commenti.

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