Eva, secondo film di Emanuela Rossi, ruota attorno a una protagonista indecifrabile: più forza primordiale che personaggio, non chiede interpretazioni ma attraversamento. La magnetica Carol Duarte le dona un’aura che supera simboli e allegorie.
Alejandro Amenábar esplora le zone d’ombra di Cervantes in El cautivo, trasformando i cinque anni di prigionia ad Algeri in un’indagine sul mito, il corpo e la fantasia, rivelando un legame ambiguo e forse amoroso tra prigioniero e carceriere, oltre la storia nota.
Que ma volonté soit fait di Julia Kowalski è un horror rurale che intreccia racconto di formazione e parabola spirituale. Tra traumi ereditati, colpe familiari e poteri sopiti, il film evoca Carrie, The Deer Hunter e The Witch, costruendo un’atmosfera claustrofobica e tesa.
Levers parte da un’eclissi folgorante che sconvolge una cittadina del Manitoba, ma trasforma presto l’idea in un’esperienza rarefatta. Le tre protagoniste restano figure simboliche, senza evoluzione né profondità: presenze evanescenti che attraversano il trauma senza mai incarnarlo davvero.
Il secondo film di Luciana Piantanida, Todas las fuerzas, presentato al TFF, è un’opera breve ma carica di temi: migrazione, lavoro di cura, autodeterminazione e invisibilità sociale, fino alla mitologia supereroica. L’abbondanza concettuale però appesantisce un racconto altrimenti agile.
Highest 2 Lowest non celebra i classici: li usa come detonatore per un presente frenetico e smemorato. Tra noir etico, tragedia shakespeariana e melodramma biblico, Spike Lee e Denzel Washington improvvisano come in un jazz: il film nasce nella tensione, non nell’armonia.
The Birthday Party di Miguel Ángel Jiménez con Willem Dafoe, presentato al TFF, ambisce al respiro dell’affresco morale ma poggia su terreno instabile. Adatta il romanzo di Panos Karnezis, carico di sottotesti politici, metafore greche e fatalismo mediterraneo, segnando il ritorno del regista.
Fucktoys, esordio di Annapurna Sriram al 43° Torino Film Festival, sorprende per coraggio visivo e densità tematica, raccontando Trashtown, un non-luogo tra sogno e rovina, popolato da personaggi ai margini, dove trasgressione e desiderio convivono nella quotidianità.
Billy Knight, opera prima di Alec Griffen Roth, racconta la ricerca di Alex e Emily, giovani aspiranti registi, tra eredità paterna e sogni di cinema. Tra sceneggiature incompiute e apparizioni di Al Pacino, il film esplora il peso della genealogia e il fascino del cinema come memoria e desiderio creativo.
Il Protagonista di F. Benvenuto (TFF 2025) non si lascia guardare: ti scruta. Giancarlo, attore vivo solo nella finzione, incarna l’incapacità di esistere senza maschere. Un esordio inquieto che ci inchioda alla domanda: chi siamo davvero quando smettiamo di mentire?
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