Carol e la fine del mondo, recensione: placida apocalisse ordinaria

Carol e la fine del mondo è approdato su Netflix. La miniserie racconta in soli 10 episodi una storia matura, che scava nella natura umana, alla ricerca di ciò che la rende tale. Attraverso vari personaggi, entriamo in un mondo fatto di ricerca, affetti e pianeti in collisione.
Una scena della serie Netflix Carol e la fine del mondo

Immaginate che la fine sia ormai prossima. Un enorme cataclisma sta per annientare l’umanità e voi non potete fare nulla per evitarlo. Come passerete i vostri ultimi giorni sulla Terra? Liberi secondo le vostre regole? O come avete sempre fatto aspettando inesorabilmente la fine? Con Carol e la fine del mondo Netflix ci lascia immaginare da che parte stare, attraverso un racconto lento, maturo e dal tono agrodolce.

La miniserie distribuita dal colosso dello streaming è stata creata da Dan Guterman, il quale ha già lavorato con serie come Community e Rick e Morty. Già con quest’ultima Guterman ha dimostrato una grande capacità nel mescolare l’animazione con un racconto adulto che riesca ad affrontare tematiche profonde. Con l’apocalisse di Carol torna a regalarci un titolo di ottima fattura che, senza troppi fronzoli, si interroga sui rapporti umani intrecciando tematiche come la libertà, il senso di comunità e la ricerca di se stessi.

L’umanità sta per essere spazzata via da un misterioso corpo celeste in rotta di collisione con la Terra. Mancano solo 7 mesi all’impatto e la società si trova in uno stato sospeso. Molti hanno deciso di abbandonare le loro vite precedenti per trascorrere i loro ultimi giorni in libertà, facendo ciò che hanno sempre desiderato. Altri invece hanno deciso di continuare la loro vita come hanno sempre fatto. Poi c’è Carol, una donna di 42 anni, timida, riservata e confusa. Non conosce i suoi desideri e vive in uno stato perenne di incertezza. La scoperta di un luogo misterioso stravolgerà completamente la sua vita.

Gruppo, unione e comunità

La storia gravita interamente attorno al personaggio di Carol. Fulcro principale della narrazione, da lei si sviluppano i vari comprimari e le loro sottotrame, andando a descrivere una realtà più vasta e sfaccettata. Attraverso una rappresentazione della nostra società, i vari personaggi in scena diventano riflesso di chi si trova dall’altra parte dello schermo. Ognuno di loro è accomunato da una sola cosa, la ricerca del loro posto nel mondo.

C’è chi come Carol lo sta cercando da una vita, e ironia della sorte lo trova solo quando questa sta per finire. Altri che hanno sempre dedicato la proprio esistenza agli altri, mettendo se stessi da parte. C’è chi poi ha sempre vissuto fino in fondo senza costruire legami duraturi, ma che ora è alla ricerca di una routine che lo avvicini agli altri. Si costruisce la ricerca di una collettività nella quale sentirsi vivi, presenti e consapevoli di appartenere ad una comunità che ci rappresenta. 

Ogni personaggio appartiene ad un gruppo, piccolo o grande che sia, nel quale l’uno dona forza all’altro, mentre fuori il mondo è sempre più vicino alla fine. Tutti sanno di non avere speranza, eppure la libertà di vivere come hanno sempre voluto, e di farlo con chi conta per loro, trasforma la paura della morte in una tacita attesa ornata da momenti preziosi.

La fine del mondo di Carol

Il misterioso corpo celeste in una scena della serie tv Carol e la fine del mondo

L’apocalisse è stata trasposta su piccoli e grandi schermi nei modi più disparati. Dai blockbuster anni ‘90 tra alieni e cazzuti action-man americani, a titoli più recenti e psicologici come Bussano alla porta di Shyamalan. La stessa Netflix ha trattato l’argomento da poco con Il mondo dietro di te, di cui potete trovare qui la nostra recensione. Quella che racconta Carol e la fine del mondo si distacca dalle varie trasposizioni. Non si tratta di qualcosa di così innovativo da lasciare senza fiato, ma la serie affronta l’argomento in maniera molto distaccata, mettendola da parte per buona parte della narrazione.

In effetti è facile dimenticarsi dell’apocalisse imminente, se non fosse che ogni tanto la serie ci tiene a ricordarlo, scegliendo i momenti giusti nei quali inserire l’argomento. Non è mai diretta, preferendo concentrarsi più sulle dinamiche umane. Si rappresenta così un finimondo silenzioso, discreto, che scompare in certi momenti e ricompare al momento giusto lasciando il segno. La presenza di tanti titoli dedicati alla fine dei nostri giorni svelano forse la necessità di esorcizzare un fenomeno sempre più plausibile. 

La miniserie in questione cerca di affrontarla forse nel modo più vicino alla realtà, concentrandosi sulla bellezza delle piccole cose e su ciò che ci rende umani. Nonostante sia la fine, il mondo non sembra essere sul punto di collassare. Tutti sono felici, si godono la vita, in attesa di un ultimo addio alla routine che fino ad allora li ha confortati.

Essere liberi

Eric e Carol in una scena della serie tv Carol e la fine del mondo

Al centro della seria c’è una analisi del concetto di libertà. Quando ci si può definire tali? Forse nel momento in cui si decide di vivere nel modo che si è sempre desiderato. Durante lo scorrere degli episodi viene mostrato come, in un primo momento, la popolazione mondiale fosse disperata per la comparsa del corpo celeste. Ma col tempo, il panico generale si è trasformato da solo in calma e armonia. Ognuno ha trovato la possibilità di essere finalmente chi ha sempre desiderato.

La libertà non ha per tutti lo stesso aspetto. Ognuno possiede la propria, e la ricerca in lungo e in largo. Attraverso le persone, le esperienze, nuovi colori e nuovi sapori si arriva alla riscoperta di se stessi e di ciò che più conta per noi. Carol e la fine del mondo non è sicuramente un capolavoro, ma riesce  a pieno nel suo intento. 

Lo stile animato non è nulla di sbalorditivo, ma riesce a regalare scorci mozzafiato e idee che si alternano egregiamente nelle varie puntate. Il tutto rende abbastanza dinamica la narrazione, che si bilancia perfettamente con una lentezza generale che non risulta mai sgradevole. Carol e la fine del mondo è solo uno dei titoli in aggiunta al catalogo di Netflix questo dicembre. E voi? Cosa ne pensate? Ditecelo nei commenti!

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