Bridget Jones’s Baby, recensione: non era di Mario, non era di Gino

Oggi, domenica 4 febbraio, il film comico sentimentale diretto da Sharon Maguire, intitolato Bridget Jones’s Baby, arriva sulla piattaforma streaming a pagamento di Infinity+. Simpatico e coinvolgente, il film rappresenta il terzo capitolo di una saga iniziata nell’ormai lontano 2001.
Colin Firth (Mark), Renée Zellweger (Bridget) e Patrick Dempsey (Jack) nel poster del film Bridget Jones's Baby

Oggi, domenica 4 febbraio, speriamo sia per tutti un giorno allegro. Le premesse ci sono. Sì, perché, proprio nella giornata di oggi, il film intitolato Bridget Jones’s Baby sbarca sulla piattaforma streaming di Infinity+. Stiamo parlando del prodotto britannico diretto dalla regista (anche lei britannica) Sharon Maguire nel 2016. La stessa ha iniziato il franchise con protagonista l’omonimo personaggio (Bridget Jones), interpretata da Renée Zellweger, nell’ormai lontano 2001 con il film Il diario di Bridget Jones, per poi proseguirlo con il titolo Che pasticcio, Bridget Jones! Quello in tema adesso, invece, rappresenta il terzo capitolo della simpatica e dinamica saga.

Bridget Jones’s Baby, la trama

Dopo un infinito tira e molla – e il fatto che sia infinito presuppone che questo si ripercuota anche in proiezione futura – Bridget ha rotto con Mark. I due, tuttavia, si ritrovano al funerale di Daniel, la cui morte è però sospetta. Mark è in compagnia di sua moglie Camilla, da cui è, però, in procinto di divorziare. Dopo aver trascorso il giorno del suo compleanno da sola, Bridget decide che è il momento di vivere la sua vita da sigle e, durante un festival musicale, fa la conoscenza di Jack, un uomo affascinante con cui passa la notte. A causa dell’ennesimo malinteso che caratterizza i film della saga, i due perdono i contatti, ma la cosa non sembra finire qui.

Infatti, una volta scoperto che Mark sta divorziando dalla moglie, tra loro si riaccende la passione, a cui segue, inevitabilmente, un’ennesima distanza. Fin quando non accade ciò che nessuno si aspettava (e qui siamo apertamente ironici): Bridget aspetta un figlio. Fino a qui, nulla da dire. Ma il punto è un altro… chi è il padre? Mark o Jack? A prescindere dal fatto che la protagonista vuole tenere il bambino, a costo di crescerlo da sola, sembra inutile specificare che il dubbio amletico che si nasconde dietro al fatto, comporterà un insieme di simpatici eventi in cui tutte e tre le parti saranno coinvolte, soprattutto dopo che Bridget confesserà ad entrambi di non sapere chi sia effettivamente il vero padre.

Il triangolo sì, l’avevamo considerato

Renée Zellweger, Patrick Dempsey e Colin Firth in una scena del film Bridget Jones's Baby

Renée Zellweger torna alle redini del suo personaggio protagonista, che fin dal primo film aveva rappresentato quelle che possono essere le imperfezioni femminili in cui chiunque può rivedersi. E le cose non sono cambiate, così come le simpatiche, anche se forse ripetitive – ma d’altronde sono gli elementi fondanti di questa serie di film – dinamiche in cui è coinvolta. Questa volta la protagonista è però alle prese con una gravidanza, che coinvolge non un solo uomo, bensì due. Non c’è bisogno, quindi, di dubitare sull’aspetto comico del film. Se la componente del triangolo amoroso contraddistingue anche l’intreccio di questo capitolo, quel che cambia sono i protagonisti.

O meglio, cambia solo un ingrediente della ricetta. Infatti, se il Daniel donnaiolo di Hugh Grant è fuori da giochi, essendo considerato morto durante il corso del lungometraggio – ma attenzione al finale inaspettato – al suo posto subentra Jack, interpretato da Patrick Dempsey, che è stato recentemente valutato come l’uomo più sexy del mondo dalla rivista People. E il buon Patrick è indubbiamente sexy ma, senza nulla togliergli, il suo Jack risulta un personaggio un po’ meno carismatico. E non si parla nemmeno tanto di doti attoriali dei due interpreti, quanto, piuttosto, del modo in cui i loro rispettivi personaggi sono stati scritti.

Un personaggio forte nella sua immutabilità

Renée Zellweger in una scena del film Bridget Jones's baby

Bridget Jones, che fa la sua prima apparizione nel 2001, è un po’ quell’amica che, nonostante il passare del tempo, non cambia mai, e da cui molte ragazze, vista la sua “instabile” condizione, vogliono allontanarsi, ma che, in realtà, funge da loro porto sicuro. È una donna forte con cui non si può non essere solidali e che porta ad un’inevitabile accettazione di loro stesse. Proprio l’immutabilità di questo personaggio, probabilmente, lo rende così forte. Saranno pure passati ben quindici anni, se consideriamo che quest’ultimo capitolo è del 2016, ma Bridget è sempre lei e forse non poteva essere altrimenti.

Che dire, non vi resta che recuperare, qualora non lo abbiate già visto, Bridget Jones’s Baby. E se lo aveste già visto, potreste sempre riguardarlo, magari recuperando l’intera saga, per farvi due risate con un prodotto leggero e senza troppe pretese. Il titolo, vi ricordiamo, arriva su Infinity+, insieme ad altri titoli in questo febbraio. Se però non avete ancora recuperato quelli di gennaio, ecco il calendario completo del mese scorso su Infinity+.

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