Bella come Truman, figli di un Dio creatore: Povere creature!

Povere creature! è stato definito un Frankenstein femminista e Willem Dafoe interpreta i panni del Victor Frankenstein moderno, creatore di una donna simbolo di un femminismo spregiudicato e naturale. Il film con Emma Stone è al cinema da poco nelle nostre sale, e questo approfondimento non vuole che essere un invito a non lasciarvelo scappare!
Ed Harris e Jim Carrey di The Truman Show a confronto con Emma Stone e Willem Dafoe di Povere creature!

Dio ha creato gli uomini, se leggiamo la Bibbia e pensiamo ad Adamo ed Eva. Gli uomini hanno creato Dio, se ci rifacciamo a tanta filosofia – quella di Feuerbach, per dirne uno – secondo la quale la religione è un’invenzione umana. Che pendiamo per una parte o per l’altra, ci sono alcune storie che mandano il ragionamento in cortocircuito. È l’innocente caso di Pinocchio, il mostruoso esempio di Frankenstein. E nel cinema, una su tutte Truman Show, ora Povere creature!.

Creano un cortocircuito perché non è né l’uomo a creare una divinità, né la divinità a generare l’umanità. Vediamo un uomo creare un altro essere vivente – il più possibile umano. Povere creature! è appena arrivato nei cinema italiani, ha shockato positivamente tutti i suoi spettatori, e noi vogliamo concentrarci sulla figura di un suo personaggio in particolare e del suo ruolo. Godwin Baxter.

Il nomen omen del demiurgo

Emma Stone in una scena del film Povere creature!

Gli antichi li chiamavano nomen omen, erano quei nomi propri di persone che contenevano al loro interno il presagio sul destino del personaggio che portava quel nome. In questo caso abbiamo Godwin – per Povere creature! – e Christof, per The Truman Show. Entrambi richiamano un termine per dire Dio, Cristo – insomma per alludere ad un Creatore, ad un Padre celeste capace di generare una prole umana.

C’è, poi, un terzo riferimento da aggiungere a questo nostro parallelo, che in realtà è incluso dentro a Povere creature!. Prima di questo film, infatti, nel 2009 Yorgos Lanthimos si presentava a Cannes con Doogtooth (di cui vi parliamo qui). In quel film il padre è Padre. Non ha un nome, e non ha bisogno di alcuna allusione: è realmente genitore biologico delle figlie di cui, però, si sente anche Creatore divino e – quindi – responsabile della conformazione della realtà dentro cui le due bambine vivranno.

Ciò che accomuna questi tre film, due se ci ricordiamo che Povere creature! rispetto a questi temi è esattamente una matrioska dentro al cuore di Dogtooth, è il fatto che i padri – reali, celesti o artificiali – impongono il loro potere sulle proprie creature creando una realtà su misura: deviata, deviante e regolarizzata, dentro cui in qualche modo imprigionarle.

Creatori del mondo delle idee

Torna la filosofia, questa volta platonica, se pensiamo alla figura del demiurgo. Si tratta di quell’entità che costruisce la nostra Terra ispirandosi alla perfezione del mondo delle idee e cercando di avvicinarsi il più possibile a quella perfettibilità. Ecco cosa fanno Godwin e Christof, e come diventano antagonisti di Bella e Truman. Il medico di Povere creature! crea per la sua cara Bella tutta una serie di pratiche, regole e ambientazioni dentro quella casa-laboratorio che fa crescere la giovane con l’idea che il mondo sia soltanto quello.

Lo stesso accade in Truman Show, anzi ancora più radicalmente se pensiamo che il film è completamente ambientato in una località che non esiste, che è soltanto uno studio televisivo. Il mondo che Christof realizza per Truman, però, secondo il suo creatore è un regalo nei confronti della creatura. Tutti lo adorano, tutti lo conoscono, nessuno gli farebbe mai del male e la sua vita ottiene sempre un happy ending dei film – perché è un reality.

“Sto andando verso regioni inesplorate”

Jim Carrey in una scena del film The Truman Show

Bella e Truman, però, non respirano a lungo dentro quel pianeta su misura, in cui sono serviti e riveriti. Godwin crede di darle tanto amore, le legge le storie finché non si addormenta. Lo stesso fa Christof, che quando vede Truman dormire sullo schermo, dal quartier generale degli studi televisivi, si avvicina e lo accarezza. Eppure, l’amore e le regole, l’accondiscendenza e la vita “su misura” spinge le due creature a scalpitare. Bella sale sul tetto della casa per guardare Londra, Truman sogna le Isole Figi.

È qui che le creature prescindono dai creatori. Li beffano completamente, sia Bella che Truman con un atteggiamento parecchio dissacrante, ironico e provocatore.

Intorno a Truman è stato piazzato il mare, perché in una puntata dello show, quando era soltanto un bambino, gli è stato fatto vivere un incidente in mare in cui il padre ha perso la vita. È l’espediente con cui Christof intende tenere a bada lo spirito d’avventura del piccolo bambino, che costruisce aeroplanini di carta e si arrampica sulle scogliere (che in realtà sono le barriere di Seahaven. Ma la paura del mare, della tempesta, non sarà sufficientemente in grado di arginare il bisogno di autenticità ed esplorazione che Truman – crescendo – continuerà a sviluppare.

Lo stesso Bella. Nonostante nella “bella società” il piacere femminile, tanto più quello autoerotico, non sia ammesso, lei vuole e deve esplorare la sua sessualità. E poi, dalla sessualità e dalla consapevolezza che esista un piacere così grande, esplorare il mondo e tutte le opzioni possibili per la sua vita di donna. Non basterà il matrimonio architettato da Godwin, per tenerla sotto controllo fra le braccia di Max. Lei partirà con Duncan Wedderburn e quando anche un altro uomo tenterà di arginarla e imporle il suo controllo, lei continuerà a schivare e sgomitare dalle gabbie che le vengono imposte.

Il creatore ha paura del mondo

Il paradosso di queste due coppie sta proprio nel rapporto col mondo reale e vero. Godwin ha paura del mondo, perché sa che se Bella, affacciandosi dalla carrozza, vede gli altri esseri umani si accorge della sua eccentricità. Magari prende consapevolezza di ciò che Godwin ha fatto su di lei, e perde Bella per sempre. Allora il mondo va evitato.

Lo stesso Christof. Se Truman sapesse che quell’ascensore dietro cui ha visto come un set televisivo non era – come gli fanno credere – un’opera di ristrutturazione della banca, se sapesse che quel faro luminoso caduto dal cielo appartiene agli strumenti di scena del set di cui è protagonista.. insomma, se sapesse che tutto il mondo è fisso davanti alla tv a guardare il suo show, Christof perderebbe Truman. Allora il mondo va evitato.

Evitare il mondo significa evitare la conoscenza. Le creature dei creatori non devono sapere. Ce lo dice anche l’albero della conoscenza del bene e del male, la famosa mela che ha reso Adamo ed Eva peccatori, “moderni Prometei” – per citare il sottotitolo di Frankenstein. Lo strumento dei creatori è l’ignoranza del mondo da parte delle creature, le quali vengono soffocate sistematicamente nei loro desideri di scoperta, esplorazione, curiosa intelligenza.

Qual è lo scopo ?

Willem Dafoe ed Emma Stone in una scena del film Povere creature!

C’è però un ultimo punto che rende Godwin diverso sia dal padre-Padre di Dogtooth che dal Christof di The Truman Show, e lo avvicina di più al creatore di Frankenstein. Godwin Baxter, così come Victor Frankenstein, sono uomini di scienza e vogliono creare una persona. Un essere umano. Creare un essere umano senza libertà, piaceri, sete di sapere, intelligenza e sapere, è pressoché impossibile.

Lo scopo di Christof e del padre-Padre è quello di creare un essere controllato, un essere succube, un essere figlio, un essere inferiore, un essere fenomeno. Quello di Godwin e Frankenstein è un essere umano. Questo li costringe, per restare coerenti nel loro esperimento e ottenere il successo della loro stessa scienza, a concedere alle loro creature la libertà. Godwin, alla fine di Povere Creature! diventa un demiurgo positivo, non perché non sia stato un creatore ottuso, ma perché la natura del suo esperimento glielo ha permesso. Christof no. Doveva creare un fenomeno d’intrattenimento, e senza una marionetta l’intrattenimento sarebbe svanito. Se Truman avesse trovato se stesso lo show non sarebbe più stato così significativo e d’impatto. Tornava un uomo fra gli uomini, normale.

Lo scopo di Godwin è invece testare i limiti e i progressi dell’umanità. Capire cosa significa essere umano, anche se sei frutto di un esperimento. Per questo riesce a godere del progresso che vede in Bella, dopo che torna dalle sue esplorazioni nel mondo. Un Grande Inquisitore che dà all’uomo tanto la gabbia quanto il libero arbitrio con cui uscirne. E se fosse il primo ad impedire la fioritura di quel libero arbitrio, avrebbe inceppato il proprio esperimento.

Godwin resta egoista, creatore smanioso e demiurgo, ma Bella può salire le sue scalette senza salutare con distacco il suo creatore. Può salutarlo con una carezza e continuare a volergli bene. Truman, invece, gli dice “arrivedercisperando di non vederlo mai più, fuori da quella porta.

Povere creature! vi aspetta al cinema, qui c’è la nostra recensione completa, e noi non possiamo fare altro che invitarvi a correre in sala.

Facebook
Twitter