Basic Instinct, recensione: Hollywood di ieri, scandalo oggi

Basic Instinct il film scandalo del secolo scorso, che ha fatto la storia del cinema erotico, grazie alla famosa scena dell’accavallamento delle gambe di Sharon Stone, rendendola la donna più desiderata di Hollywood, torna in streaming per sedurre i nuovi spettatori.
Sharone Stone è Catherine Tramell in una scena del film Basic Instinct

Basic Instinct è un thriller erotico del 1992, firmato dallo sceneggiatore Joe Ezseterhas e dal regista Paul Verhoeven. Un film che appartiene a un’epoca di Hollywood in cui si poteva osare per scandalizzare, mostrando sul grande schermo scene e situazioni che oggi sarebbero considerate politicamente scorrette. Proprio questa sua audacia lo ha reso famoso e apprezzato, e ancora oggi mantiene il suo fascino e la sua tensione.

Un protagonista anti eroico, che si lascia guidare più dall’istinto e dal desiderio sessuale che dalla ragione, e una femme fatale audace e disinibita che usa il suo corpo come arma per dominare gli uomini, hanno reso Basic Instinct un film rivoluzionario. Il film non solo rivela e sovverte le regole del genere noir, ma porta nel cinema commerciale il concetto di carnalità, inteso come connubio di sesso e violenza, fino a quel momento confinato al cinema underground.

Quella scena diventata cult

Il film racconta la storia di Catherine Tramell una scrittrice di romanzi erotici, laureata in psicologia, accusata dell’omicidio di un ex divo del rock. La donna, utilizzando il suo corpo, cerca di sedurre il detective Nick Curran il quale vuole a tutti i costi risolvere il caso. Un film che tutti conoscono, magari solo per quella scena diventata cult che ha reso celebre non soltanto il film, ma anche la stessa attrice Sharon Stone, rendendola la donna più desiderata di Hollywood ma ad un caro prezzo, quello di essere malvista dalla società a tal punto da perdere la custodia di suo figlio, come spieghiamo nel nostro articolo dedicato. La sequenza dell’interrogatorio della Tramell, alla centrale di polizia, celeberrima nel suo stesso essere, racchiude in sé la magnificenza del film stesso e il motivo che lo ha reso tanto chiacchierato.

Il regista, attraverso un montaggio minuzioso, mostra perfettamente l’arte della seduzione di Sharon Stone/Catherine Tramell. Prima la vediamo rivolgere il suo sguardo al suo intervistatore, e poi a Nick Currain/Michael Douglas, il suo oggetto del desiderio. La macchina da presa passa da uno all’altra, passando per gli altri agenti, per sottolineare come la Stone riesca con quello sguardo ipnotico e il movimento del suo corpo a incantare i suoi interlocutori fino a sottometterli completamente nel momento in cui, incrociando e scrosciando le gambe, rivela di non portare la biancheria intima, lasciando tutti senza parole, proprio perché rapiti dal suo corpo. Il tutto enfatizzato dalla costruzione dei dialoghi, con quelle battute diventate ormai cult, come la frase “Cosa vuoi fare? Incolparmi perché fumo?“, insieme a quella descrizione erotica che la Tramell fa di quel divo del rock per la cui morte è stata accusata.

Donna come oggetto

Michael Douglas (Nick Curran) e Sharon Stone (Catherine Tramell) in una scena del film Basic Instinct

Attraverso questa descrizione si può notare come da un lato il film rappresenti la donna come seducente e pericolosa, ma dall’altro come la stessa donna diventi un oggetto sessuale agli occhi dell’uomo. Infatti, all’uomo, gli basta guardare tra le gambe della donna per dimenticare che di fronte ha una sospettata. Uno dei motivi che ha reso il film oggetto di forte critiche è proprio questa visione distorta e problematica del rapporto tra uomo e donna. Se il film fosse uscito oggi, probabilmente la scena sarebbe diventata virale su TikTok, ma avrebbe anche scatenato delle polemiche ancora più forti. Insomma, una scena epica, costruita probabilmente già in fase di scrittura, per essere chiacchierata sui diversi media.

La donna è un oggetto erotico per l’uomo, utilizzato da quest’ultimo per sfogare i suoi piaceri sessuali, come si può vedere in una sequenza successiva dove Nick va a casa della sua psicologa e la obbliga a sottomettersi ai suoi piaceri. In questa scena ciò che risulta disturbante è come lo stupro della donna sia mostrato come un momento di travolgente passione, facilmente perdonabile dalla donna in questione. E già questo dice tutto sul motivo per cui il film risultò un vero e proprio scandalo. A questo punto si potrebbe pensare che Catherine Tramell, uccidendo gli uomini, vada contro tutto ciò, eppure, come mostrato nella scena sopracitata e come rafforzato dal finale, lei stessa diventa l’oggetto sessuale di Nick Curran, rinunciando al suo modo di vivere libera, per quanto spregiudicato e orrorifico fosse.

Catherine Tramell, la femme fatale di fine secolo

Leilani Sarelle (Roxy Hardy) e Sharon Stone (Catherine Tramell) in una scena del film Basic Instinct

Catherine Tramell è la femme fatale degli anni ’90: colei che dovrebbe sedurre e portare gli uomini alla rovina eppure, in questo film, è proprio lei a cadere in rovina e a trasformarsi in un trofeo per il suo uomo, Nick Curran, sovvertendo così le caratteristiche della femme fatale del classico noir. Il regista Paul Verhoeven gioca con il genere e si diverte con lo spettatore amante del noir, riprendendo alcune scene tipiche dei film classici di genere, come quella della discesa dalle scale della femme fatale, come nei film di Billy Wilder Sunset Boulevard e Double Indemnity. A scendere le scale in Basic Instinct, però, nella scena in cui ci dovrebbe venire presentata Catherine Tramell, è Roxy, l’amante sessuale della donna, facendo capire allo spettatore che si trova di fronte a qualcosa di diverso, di provocatorio.

La bisessualità della protagonista, per giunta, è stata, ed è ancora, oggetto di discussione, dato che il film sembra far passare le persone bisessuali per instabili e spregiudicate. Ma è davvero così? O forse il film vuole mettere in discussione gli stereotipi e le convenzioni sociali che riguardano la sessualità? Basic Instinct è stato anche accusato di omofobia, per alcune scene in cui si manifesta il disprezzo verso la comunità LGBTQ. Ad esempio, quando Beth, l’ex amante di Catherine, rinnega la sua bisessualità e dice di essere cambiata, o quando Nick, il poliziotto che indaga su Catherine, dice a Roxy, l’altra amante di Catherine, di parlare da uomo a uomo; anche se quest’ultimo esempio risulta concorde con la costruzione del personaggio viscido e subdolo di Nick, con il quale risulta difficile empatizzare. Queste scene sono offensive o sono volutamente provocatorie?

Un oggetto diventato cult

Michael Douglas (Nick Curran) e Sharon Stone (Catherine Tramell) in una scena del film Basic Instinct

Basic Instinct non è un film che dà risposte definitive, ma che sfida lo spettatore a interrogarsi sulla propria identità e sulle proprie pulsioni. Forse è proprio questa ambiguità che rende il film ancora oggi ipnotico, insieme a quelle inquadrature crude e voyeuristiche e a quei dialoghi seducenti e ironici che ruotano attorno alla figura di Catherine Tramell, la femme fatale per eccellenza. Catherine è una donna affascinante e pericolosa, capace di usare il sesso come arma per manipolare e distruggere gli uomini. Non a caso, è stata inserita al nono posto nella classifica dei 10 psicopatici dei film più realistici, secondo uno studio scientifico. Se volete saperne di più su questa classifica e su chi sono gli altri psicopatici del cinema, potete leggere il nostro articolo dedicato.

Basic Instinct, con Sharon Stone e Michael Douglas, vi aspetta dal 1 gennaio 2024 su Infinity+ per vivere, o rivivere, quella carica erotica, ma controversa, del film che ha rivoluzionato, in un certo senso, le convenzioni del genere di appartenenza. Che aspettate, correte a vederlo e fate sapere nei commenti cosa ne pensate. Il film è presente anche su Paramount+.

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