Baby Reindeer: la storia vera dietro la serie Netflix

Uscita da pochi giorni su Netflix, Baby Raindeer sta facendo parecchio discutere. Rivelatasi di ottima fattura, la mini-serie è tratta da una storia vera: se volete scoprirla, questo è l'articolo che fa per voi!
Richard Gadd e Jessica Gunning in una scena della serie Baby Reindeer

Lo stalking è un fenomeno drammatico che colpisce migliaia di persone nel mondo. Baby Reindeer, miniserie britannica di sette puntate distribuita da Netflix a partire dallo scorso 11 aprile, racconta, in modo romanzato, proprio di questo. Ma, dietro alla storia, tra la commedia e il thriller, si nasconde una vicenda realmente accaduta al creatore (nonché interprete) della serie, Richard Gadd. Per scoprire qualcosa in più sui suoi drammatici trascorsi e sulla vicenda protagonista della miniserie, non vi resta che continuare la lettura.

Di cosa parla Baby Reindeer

Donny Dunn è un barista più vicino ai trenta che ai venti. Con l’ambizione di diventare un comico, il giovane si barcamena tra il suo lavoro e qualche comparsata in piccoli spettacoli di stand-up. Un giorno, l’aspirante comedian, nel bar in cui lavora, serve una giovane donna, Martha, gratuitamente, scatenando le ambizioni amorose della donna, che inizia a flirtare con lui.

Da quel momento, Donny viene tempestato continuamente di messaggi ed email dalla donna, che non lesina nemmeno di comparire nei momenti meno opportuni nella vita del barman, chiamandolo e importunando le persona e lui vicine. Giunta addirittura ad appostarsi nei pressi dell’abitazione dell’uomo, la donna inizia a scatenare nel povero Donny una serie di ricordi del passato, tra cui gli abusi subiti da un personaggio celebre della televisione britannica. Tutto questo verso un finale

La storia vera che ha ispirato Baby Reindeer

Come accennato poco sopra, Baby Reindeer è tratto dalle reali esperienze del creatore della serie, il comico scozzese Richard Gadd. Sebbene il nome della donna che lo ha perseguitato non fosse Martha (e la donna, nella realtà, fosse più anziana), Gadd ha rivelato di aver vissuto realmente buona parte delle vicende mostrate dal film. In quattro anni e mezzo (la durata dello stalking, prima dell’allontanamento della donna), il comico ha rivelato di aver ricevuto oltre quarantunomila email, oltre trecento ore (!) di messaggi vocali, centinaia di messaggi su Twitter e Facebook, oltre a una valanga di lettere e regali di vario genere.

La donna non si limitava però a questo. La stalker lo seguiva infatti sul lavoro e sotto casa, per poi importunare anche le persone vicine a lui, tra cui i genitori e la compagna. Nonostante le svariate denunce alla polizia e i suoi traumi pregressi (la vicenda degli abusi da una fugura televisiva di spicco è anch’essa realmente accaduta a Gadd), la vicenda è andava avanti per anni, per poi concludersi con la fine della vicenda (diversa da quella della miniserie e non specificata dall’autore). Una vicenda terribile, fortunatamente superata. Anche grazie agli effetti catartici di scrittura e rielaborazione del vissuto.

E voi, avete visto Baby Reindeer? Se no, avete intenzione di darle una chance? La serie ideata da Richard Gadd è certamente una delle novità più interessanti del mese su Netflix! Nel caso, buona visione!

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