Asteroid City, perché stava per essere vietato ai minori?

Asteroid City è uscito nelle sale italiane proprio in questi giorni. Alla sua uscita negli Stati Uniti però, ormai qualche mese fa, ha rischiato di essere classificato come film vietato ai minori. Una cosa abbastanza sorprendente, considerando il cinema di Wes Anderson, ma scopriamo il perché e come il regista ha ovviato al problema.
Asteroid City, perché stava per essere vietato ai minori?

Asteroid City ha fatto il suo esordio nelle sale italiane proprio in questi giorni, sebbene negli Stati Uniti fosse arrivato sul grande schermo con grande anticipo, poco dopo l’anteprima al Festival di Cannes. Mentre su Netflix escono a cadenza settimanale i cortometraggi tratti dalle storie di Roald Dahl, tra cui La meravigliosa storia di Henry Sugar, presentato fuori concorso alla Mostra del Cinema di Venezia, l’amatissimo regista presenzia anche le sale italiane con l’ultima pellicola. 

Certo, se pensiamo a Wes Anderson, l’ultima cosa che ci verrebbe da immaginare è la possibilità che un suo film possa subire il divieto per i minori. Ci sembrerebbe d’altronde un qualcosa di totalmente dissonante con il suo modo di fare cinema. Ma se vi dicessimo che, poco prima della sua uscita negli Stati Uniti, Asteroid City ha corso questo rischio? Andiamo a scoprire insieme il perché.

 Asteroid City e il divieto ai minori negli USA

Alla sua uscita nei cinema statunitensi l’ultimo film di Wes Anderson sarebbe potuto andare incontro a un divieto per i minori, e quindi a una classificazione R. Anzi, a dirla tutta la MPA aveva effettivamente assegnato a Asteroid City questa classificazione. Il motivo è presto detto: una scena di nudo con protagonista Scarlett Johansson. Il regista ha scelto tuttavia di fare ricorso, nonostante spesso e volentieri la Motion Picture Association sia sostanzialmente perentoria riguardo alle proprie decisioni. Sorprendentemente, invece, il ricorso è stato vinto proprio da Wes Anderson, che ha ottenuto per il proprio film la classificazione PG-13. 

Il motivo dietro all’accettazione del ricorso è da ricondursi molto probabilmente al fatto che la scena in questione non sia inserita all’interno di un contesto sessuale, aspetto fondamentale per l’assegnazione della classificazione R con relativo divieto ai minori. La sentenza favorevole al regista apre oltretutto una strada verso un’importante revisione per quanto riguarda i criteri di classificazione imposti dalla MPA, da sempre criticati in lungo e in largo dall’industria hollywoodiana. Che si tratti effettivamente del primo tassello di una rivoluzione? Soltanto il tempo saprà dircelo. 

Avete già visto Asteroid City? Fateci sapere qui sotto nei commenti cosa ne pensate. Questa è la nostra recensione, non perdete l’occasione di leggerla e di farvi un’idea sul film. Per questa e altre notizie sul mondo del cinema e delle serie TV rimanete sintonizzati sui nostri canali. 

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