Aquaman e il Regno Perduto, recensione: né carne né pesce

E' uscito Aquaman e il regno perduto, il film di James Wan che chiude il DC extended universe prima dell'arrivo di Gunn. Il titolo, con protagonista Jason Momoa, non aveva alte aspettative, soprattutto dopo il flop del primo titolo. Questo sequel, infatti, sa di poco, nonostante, tutto sommato, sia godibile.
Jason Momoa in una scena del film Aquaman e il Regno Perduto

Aquaman e il Regno Perduto è finalmente uscito nelle sale italiane, precisamente ieri 20 Dicembre 2023. L’attesa del film, in realtà, era per lo più ironica, disillusa e rassegnata in partenza. Questo per due principali motivi che è necessario sottolineare. In primis il flop del primo titolo che non ha assolutamente entusiasmato pubblico o critica. Il secondo motivo, il più importante, è che questo film è l’ultimo del DC extended universe prima che questo venga resettato e riproposto da capo da James Gunn, il cui subentro potrebbe cambiare le sorti dei cinecomics DC.

Il film, quindi, sembra quasi che non sia stato pensato per entusiasmare. La data d’uscita è stata rimandata innumerevoli volte, i test-screening sono stati un fallimento e il tutto ha un sapore sciapo, come di qualcosa che sa che deve finire e anche in fretta. In molti credevano che nemmeno sarebbe uscito. Ma invece eccoci, pochi giorni prima di Natale, in sala muniti di pop-corn, circondati da una decina di persone al massimo, a goderci la prima italiana di Aquaman e il Regno Perduto, con le aspettative più basse che si possano avere. Prima del nostro commento vero e proprio vi spieghiamo in breve cosa succede nel film.

Aquaman e il Regno Perduto: trama

Pochi anni dopo le vicende del primo film Arthur Curry è ora sposato con Mera. Assieme hanno un figlio che inizia a dimostrare abilità simili a quelle del padre. Aquaman è il re di Atlantide, incarico che lo annoia parecchio, e padre di famiglia. David Kane, intanto, vuole vendicare la morte del padre e trovare Atlantide per uccidere il nostro eroe. Nella ricerca trova un antico ghiacciaio in cui entra in possesso di un tridente nero i cui poteri lo rendono più forte e spietato. 5 mesi dopo scopriamo che il pianeta Terra è colpito da fenomeni metereologici fuori dal normale e Atlantide sta subendo una grave epidemia mortale. Il Consiglio e il re non sanno mettersi d’accordo su come muoversi.

Quando Black Manta aka David Kane attacca Atlantide, Aquaman, respingendolo, capisce che il super-cattivo sta rubando le riserve nascoste di oricalco, un combustibile estremamente nocivo. Lo sta bruciando tutto in un vulcano, motivo sia delle crisi climatiche sul pianeta sia dell’epidemia virale sott’acqua. Arthur decide quindi di far evadere Orm, il fratellastro che lui stesso ha imprigionato. Assieme partiranno alla ricerca di Kane per sconfiggerlo, scoprendo, però, che esiste un male molto più antico e potente di quanto potevano immaginare.

Bro, non chiamarmi bro

Jason Momoa nel poster del film Aquaman e il Regno Perduto

Il film più che un cinecomic appare come una bromance con una vaga retorica ambientalista in cui Jason Momoa si comporta un po’ come gli pare. L’attore è dotato di un fascino magnetico, anche se, un po’ come Johnny Depp ai tempi, sembra interpretare sempre lo stesso ruolo. Il suo Aquaman è un personaggio noioso, reso simpatico dalle battute dell’interprete. La trama come ci viene proposta non è malvagia, forse un po’ affrettata, ma lineare. Non richiede un grande sforzo intellettivo per essere seguita. Certe cose non hanno molto senso ma allo spettatore non viene da mettere in discussione.

Dimenticabile, il film sa di essere l’ultimo di un capitolo sfortunato della storia dei suoi studios e che, quindi, non ambisce ad andare in altre direzioni. Se ne parla più per le controversie che per altro, come la presenza di Amber Heard, nonostante sia un film più che godibile. La CGI non è un insulto al buon gusto. Patrick Wilson fa il suo dovere e intrattiene una bella chimica con Momoa, con cui divide lo schermo per buona parte del film. I ritmi e il montaggio sono quelli di un thriller per famiglie. La musica è divertente e tutto finisce bene senza colpi di scena.

Aquaman e il Regno Perduto, scritto, diretto e prodotto da James Wan, appare dignitoso agli occhi di chi, un po’ per necessità di closure, un po’ per curiosità, desiderava vedere come sarebbe stato chiuso il DCEU. Non soddisfa, ma per il semplice motivo che nessuno si aspettava di essere soddisfatto. Porta a casa due ore non noiose e non entusiasmanti, senza la coda fra le gambe ma senza nemmeno prendersi troppi complimenti. Il DCEU è ufficialmente chiuso. Momoa potrebbe tornare nei panni di altri eroi ma adesso non ci resta che aspettare il lavoro di Gunn.

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