Ant-Man 3: pessimo inizio per la Fase 5, fra botteghini e non solo

Ant-Man &;The Wasp: Quantumania è arrivato nelle sale da quasi un mese dando il via ufficialmente alla Fase 5 del MCU. I pareri di critica e pubblico sono stati molto contrastanti: scopriamo insieme come e dove il film ha entusiasmato molti, e deluso altri.
Ant-Man 3: pessimo inizio per la Fase 5, fra botteghini e non solo

Anche la lotta verso la cima basta a riempire il cuore di un uomo. Bisogna immaginare Sisifo felice”. Albert Camus scrisse il Mito di Sisifo quando ancora non aveva compiuto 30 anni, nel 1942, ma la sua massima può, con i dovuti paragoni, essere utilizzata per i fan del MCU. Bisogna immaginare questi ultimi felici riguardo Ant-Man 3 e, più in generale, della strada intrapresa dai Marvel Studios?

La fase 4 ha deluso alcuni e inorridito molti, vuoi perché Feige e soci hanno deciso di giocare un po’ con i generi e gli stilemi classici del mondo cinematografico supereroistico. O forse tutto, è dipeso dalla sovrabbondanza di prodotti che ha intasato il mercato, portando in molti ad abbandonare la nave? 

Ant-Man 3: Il ritorno del camp

Lo si era già vagamente intuito con Thor: Love and Thunder che qualcosa nel MCU stava mutando. Il camp ormai è parte integrante di questo franchise e forse questa virata così repentina è dovuta al fatto che vengono scelte run di fumetti meno inclini ad essere trasposte in maniera quantomeno pseudo-realistica, come ad esempio è successo fino a Captain America: Civil War.

O probabilmente tutto può essere collegato al naturale ricambio di spettatori e fruitori del prodotto, dall’età media inferiore e quindi più attratti da questo tipo di stile, fatto di eccessi e atteggiamenti esagerati e palesemente teatrali. E questa è anche l’esatta descrizione della versione di Kang che vediamo in Ant-Man & The Wasp: Quantumania.

Il personaggio, interpretato dall’attore Jonathan Mayors, per tutta la durata della pellicola mette in mostra una serie di espressioni al limite del macchiettistico da far impallidire il Batman di Adam West, padrino a tutti gli effetti dello stile camp. E ora passiamo all’analisi dei problemi, che purtroppo non finiscono qui.

Come funziona il multiverso?

Fan art sulla Saga del Multiverso
Fan art sulla Saga del Multiverso

ATTENZIONE: da questo momento in poi seguono SPOILER

Dopo lo schiocco strappalacrime di Iron Man, la maggior parte di noi aveva la sensazione di aver assistito a qualcosa di epico, seppur con delle enormi lacune. Ma cosa c’era di più grande della Saga dell’Infinito? Quella multiversale, ovviamente. 

Ebbene, dopo ben 8 serie tv e 8 film in soli due anni, del Multiverso non ci abbiamo capito un emerito nulla. Le regole cambiano da prodotto a prodotto, gli sceneggiatori non parlano tra di loro e non hanno una strada narrativa unica da seguire.

In What If…? e Doctor Strange nel Multiverso della Follia per esempio, l’apparato multiversale è composto come da specchi e le varianti dei supereroi sono quasi tutte uguali agli attori originali a parte alcuni personaggi del gruppo degli Illuminati. In Spider-Man: No Way Home invece, abbiamo delle varianti dell’Uomo Ragno diverse tra loro, che attraversano le varie realtà grazie a delle spaccature. 

In Loki infine, con lo spiegone fin troppo facile della TVA che si trova al di fuori del tempo, ci viene illustrato da Miss Minutes (una delle pochissime caratterizzazioni ben riuscite negli ultimi anni del MCU) che esistono delle vere e proprie linee temporali.

Se dopo questo mini riassunto siete ancora più confusi di prima, non preoccupatevi, potete consultare sul nostro sito il recap completo su come (ri)vedere i film Marvel in ordine cronologico per arrivare preparati alle prossime uscite.

Ant-Man 3: L’andamento ai botteghini

Kang in Ant-Man 3
Kang in Ant-Man 3

Attualmente il film diretto da Peyton Reed ha incassato globalmente 622,7 milioni, ben oltre il suo predecessore che nel 2018 si era fermato a 519. Fin qui il dato sembra entusiasmante, ma così non è.

Infatti come era già successo con i precedenti cinque film MCU – ovvero, Black Widow (che però è l’unico della lista ad essere uscito anche contemporaneamente sulla piattaforma di Disney+), Spider-Man: No Way Home, Doctor Strange nel multiverso della follia, Thor: Love and Thunder e Black Panther: Wakanda Forever anche Ant-Man 3 ha fatto segnare nella seconda settimana un -69% di biglietti staccati rispetto alla prima settimana.

Come riportato da Variety molti spettatori si recano nelle sale soprattutto nei primi sette giorni per paura di incappare in spoiler sparsi qua e là sui social, ma questo non spiega del tutto il crollo verticale degli incassi.

Considerando che Ant-Man 3 è costato 200 milioni, quasi il doppio rispetto al precedente, qualche preoccupazione in casa Marvel è sorta. Visto che comunque, sommando il costo del marketing (normalmente intorno 100 milioni), ed escludendo la somma che spetta ai cinema su ogni biglietto venduto, finora il film si è limitato a eguagliare la spesa iniziale. Si tratta di un dato non in linea con le aspettative, tant’è che di recente Feige ha ammesso di voler ridurre le release in favore della qualità, segno che bisogna correre ai ripari prima del crollo definitivo. Possibilità meno remota di quanto si possa pensare.

Si può dire che dopo la fine della Saga dell’Infinito, qualcosa nella sede degli Studios di Burbank si è inceppato.

Ant-Man 3 non è il peggior film Marvel in assoluto, ma qualcosa deve essere modificato o sarà ricordato come l’inizio della fine. Kevin, qui abbiamo dei problemi.

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